Camera

Innalzamento dell'argine golenale sito in località Bocca d'Enza, nel comune di Mezzani (Parma)

Data: 08/11/2004
Numero: 5-03665
Soggetto: Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Data Risposta: 09/11/2004

Per sapere - premesso che:
è noto che l'Autorità di Bacino ha richiesto un parere all'Avvocatura dello Stato, nel dicembre 2003, allo scopo di procedere alla realizzazione dell'opera di innalzamento dell'argine golenale sito in località Bocca d'Enza, nel comune di Mezzani (Parma), ed alla sua nuova classificazione ad argine maestro, senza necessità di attendere nuove disposizioni normative, così come prevederebbe l'articolo 5 del regio decreto n. 523 del 1904 -:
se sia nota al Ministro interrogato la necessità di realizzazione dell'opera in questione, così come richiesto dal comune di Mezzani al fine di garantire in modo definitivo la prevenzione del rischio idraulico e la protezione del nucleo abitato lì insediato. (già atto 4-11478)
(5-03665)

RISPOSTA DEL GOVERNO


Tommaso FOTI (AN), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, ne illustra il contenuto, evidenziando la necessità di interventi urgenti al fine di evitare il reperimento ex-post delle risorse, per fare fronte a nuovi fenomeni di esondazione, che potrebbero certamente verificarsi.

Il sottosegretario Roberto TORTOLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito:

In mèrito a quanto indicato nell'interrogazione a risposta immediata presentata dagli onorevoli Ghiglia e Foti, riguardante la realizzazione delle opere di innalzamento dell'argine golenale in località Bocca d'Enza nel Comune di Mezzani in provincia di Parma, occorre innanzitutto premettere che l'attività di pianificazione delle opere ricadenti nell'ambito dei bacini nazionali esula dalla competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio essendo materia propria delle Autorità stesse.
Nel caso specifico, il Ministero dell'ambiente ha assunto notizie presso l'Autorità di Bacino del Fiume Po, la quale ha fatto presente che la piena verificatasi nel novembre 1994 ha provocato il superamento sia dell'argine golenale «fronte acqua» che degli argini golenali interni, provocando l'allagamento dell'intera golena e notevoli danni alle abitazioni.
Al fine di ridurre il rischio idraulico che incombe sulle zone, l'Autorità di Bacino ha provveduto ad innalzare l'argine golenale fino a spingerlo alla quota limite di un metro sotto quella dell'argine maestro.
Per garantire in modo definitivo la prevenzione del rischio idraulico e la protezione del nucleo abitato di Bocca d'Enza e del Cimitero di Mezzani Superiore, secondo il Comune di Mezzani, sarebbe necessario procedere alla sopraelevazione del margine golenale fino alla quota dell'argine maestro.
Secondo l'Autorità di Bacino, l'innalzamento proposto dal Comune dovrebbe determinare la nuova classificazione di argine golenale in argine maestro, che è opera idraulica di seconda categoria in base all'articolo 5 del regio decreto 523/1904; detto articolo, però, al comma 3, stabilisce che nessuna opera può essere dichiarata di seconda categoria se non per legge.
Secondo il Comune l'innalzamento arginale potrebbe essere effettuato già sulla scorta di quanto stabilito dall'articolo 23, comma 6-novies, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6 (introdotto dalla legge di conversione n. 61 del 1998) che verrebbe così ad essere interpretato alla stregua della dichiarazione richiesta dall'articolo 5 del regio decreto 523 del 1904.
A fronte ditale situazione, con nota del 2 dicembre 2003, l'Autorità di Bacino ha richiesto all'Avvocatura dello Stato il parere per individuare il giusto procedimento per provvedere all'eventuale sopraelevazione dell'argine golenale fino alla quota dell'argine maestro.
L'Avvocatura dello Stato ha osservato che dall'insieme delle disposizioni vigenti non si desume alcun principio che possa consentire di equiparare l'altezza dell'argine golenale a quella dell'argine maestro; parimenti non si desume dall'ordinamento alcun principio in base al quale un argine golenale possa essere trasformato in argine maestro soltanto per effetto della sopraelevazione della quota.
Ha altresì evidenziato che il rapporto tra argine golenale e argine maestro risponde a criteri di buona tecnica idraulica i cui principi appaiono inderogabili in quanto la funzione idraulica dell'argine maestro, per la prevenzione e la mitigazione del rischio idraulico nei territori al cui servizio l'opera è realizzata, è progettata per aree vaste il cui destino idraulico va sempre valutato.
In merito alla possibilità di procedere all'innalzamento del manufatto ex articolo 23, comma 6-novies citato, l'Avvocatura ha osservato che la disposizione richiamata individua soltanto uno strumento di finanziamento invero più consono per la realizzazione di lavori manutentori che per opere idrauliche di notevole impegno, quale appunto un argine maestro, e non dispone alcuna sclassificazione dell'argine golenale né la classificazione di tale argine in argine maestro.
Aggiunge che a legislazione vigente nei bacini di rilievo nazionale, la progettazione e la realizzazione delle opere idrauliche è prevista dalla pianificazione di bacino; peraltro, l'esposizione a rischio idraulico delle predette località già trova riscontro nel vigente piano stralcio per l'assetto idrogeologico del fiume Po il quale classifica l'area golenale in questione nella fascia B.
L'Autorità di Bacino è organo di studio e di pianificazione per cui il riequilibrio idraulico della zona in questione può essere oggetto di uno specifico stralcio funzionale della pianificazione di bacino al fine di programmare il proseguimento e il completamento delle opere già intraprese; lo strumento dello stralcio funzionale è specificamente previsto dalla legge 183 del 1989.

Tommaso FOTI (AN), replicando, prende atto con fiducia della dettagliata risposta fornita dal rappresentante del Governo, in ordine alla quale intende peraltro segnalare come essa sembri denotare un vero e proprio accavallamento tra i diversi livelli burocratici coinvolti, creando una sorta di «federalismo delle acque», i cui tempi potrebbero non coincidere con quelli della natura, soprattutto alla luce delle recenti caratteristiche assunte dal fiume Po.

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