Data: 24/06/2008
Numero: 5-00146
Soggetto: Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Data Risposta:
08/10/2008
Per sapere - premesso che:
con precedente atto di sindacato ispettivo 4/31426 presentato nella XIII Legislatura l'interrogante rilevava come l'omessa emanazione dei decreti attuativi della legge 26 ottobre 1995, n. 447, rendeva - di fatto - inapplicabili le norme relative al contenimento e all'abbattimento dell'inquinamento acustico lamentato da coloro che vivono in abitazioni attigue o contigue alla rete autostradale;
nel lasso di tempo intercorso dall'avvenuta presentazione del predetto atto di sindacato ispettivo, alcune concessionarie autostradali hanno assunto lodevoli iniziative, lungo le tratte dalle stesse gestite, volte a soddisfare le legittime richieste di coloro che, vivendo quotidianamente a contatto con il rumore derivante da volumi di traffico su gomma sempre più notevoli, sollecitano l'attivazione di iniziative - anche minimali - di riduzione dell'inquinamento acustico determinatosi;
rimane, tra gli altri, invece irrisolto il caso lamentato dagli abitanti della frazione La Bonina (Comune di Calendasco, in provincia di Piacenza) le abitazioni dei quali sono attigue all'autostrada Torino-Piacenza -:
se e quali iniziative intendano sollecitare alla Società Autostrade Torino-Piacenza, al fine di vedere soddisfatte le richieste d'intervento che, ormai da anni, gli abitanti della zona La Bonina reclamano.
(5-00146)
Il sottosegretario Roberto MENIA risponde all'interrogazione in titolo, testé sottoscritta dal deputato Ghiglia, nei termini riportati di seguito.
In merito a quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo n. 5-00146, riguardante le problematiche sull'inquinamento acustico nelle zone contigue alla rete autostradale e, in particolare, sulla situazione vissuta dagli abitanti del Comune di Calendasco, si rappresenta quanto segue.
La legge quadro sull'inquinamento acustico n. 447 del 1995 ha sancito che le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, comprese le autostrade, nel caso di superamento dei valori limite di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 142 del 2004, hanno l'obbligo di predisporre e presentare alle regioni e ai comuni i piani di contenimento ed abbattimento del rumore, secondo le direttive emanate dal Ministro dell'ambiente con il decreto 29 novembre 2000.
Essi devono indicare i tempi di adeguamento, le modalità realizzative e i costi degli interventi e sono obbligati ad impegnare una quota fissa non inferiore al 7 per cento dei fondi di bilancio previsti per le attività di manutenzione e di potenziamento delle infrastrutture stesse per l'adozione di interventi di contenimento ed abbattimento del rumore.
Il decreto ministeriale 29 novembre 2000 ha stabilito all'articolo 2, comma 1, che le società e gli Enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, inclusi i comuni, le province e le regioni, hanno l'obbligo di:
individuare le aree in cui, per effetto delle immissioni delle infrastrutture, si abbia il superamento dei limiti di immissione previsti;
determinare il contributo specifico delle infrastrutture per il superamento dei limiti suddetti;
presentare al comune e alla regione o all'autorità da essa indicata, ai sensi dell'articolo 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, il piano di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto.
Lo stesso decreto ha indicato che gli oneri derivanti dall'attività di risanamento sono a carico delle società e degli Enti gestori delle infrastrutture dei trasporti che vi provvedono in conformità con gli accantonamenti previsti dalla legge quadro n. 447 del 1995 e che il Ministro dell'ambiente, d'intesa con la Conferenza unificata, approva i piani relativi alle infrastrutture di interesse nazionale o di più regioni e provvede alla ripartizione degli accantonamenti e degli oneri su base regionale, tenuto conto delle priorità, dei costi previsti per ogni regione e del costo complessivo a livello nazionale. Sono, inoltre, stabilite sia le modalità che le tempistiche di presentazione dei piani e, quindi, la relativa realizzazione.
Per quanto concerne l'infrastruttura stradale oggetto dell'interrogazione parlamentare, poiché di interesse nazionale, il Ministero dell'ambiente, le regioni ed i comuni interessati, ciascuno per la propria competenza, hanno ricevuto la documentazione prodotta dalla Spa SATAP, ente gestore dell'Autostrada A21 Torino-Alessandria-Piacenza.
Contestualmente, in ottemperanza con gli obbiettivi dell'istruttoria per l'approvazione dei piani stabilita dal Ministero, è stato conferito mandato all'APAT di eseguire la valutazione tecnica dei contenuti del piano di cui sopra.
Il lavoro istruttorio, svolto in collaborazione con l'APAT (ora ISPRA), di verifica del piano degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore presentato dalla Spa SATAP, è da poco terminato e la verifica si è conclusa positivamente, quindi senza richieste di modifiche ed integrazioni rispetto agli interventi illustrati nel piano presentato.
Nello specifico, riguardo al problema evidenziato nel comune di Calendasco, risulta che con il piano di contenimento ed abbattimento del rumore presentato dal gestore del tratto autostradale sono state identificate 11 aree di superamento dei limiti di emissione per le quali è prevista l'installazione di 3 barriere antirumore di sviluppo totale pari a 1.505 metri, una sul lato con direzione Torino e due sul lato con direzione Piacenza. Il costo stimato per gli interventi ammonta a euro 3.638.400,00.
Sono previste due barriere in località Bonina Vecchia e Bonina Nuova: tali interventi sono già in fase avanzata di programmazione, infatti, è in corso la pratica autorizzativa relativa alla progettazione esecutiva. Per l'istruttoria di approvazione, la concessionaria SATAP SpA sta procedendo all'invio di questi progetti all'ANAS SpA, ente concedente.
A difesa di un discreto nucleo abitativo è prevista l'ulteriore mitigazione in direzione Torino. tra il cavalcavia SP. Calendasco, e il cavalcavia S.C. Case Rosse, in località Castellazzo di Sotto.
In conclusione, si segnala che:
a) non sono presenti ricettori sensibili all'interno dell'ambito di pertinenza autostradale;
b) gli edifici residenziali interferiti ricadenti in Fascia A (di ampiezza pari a 100 a partire dal confine stradale) sono stimati in numero pari a 21;
c) gli edifici residenziali interferiti ricadenti in Fascia B (di ampiezza pari a 150 a partire dal confine esterno della Fascia A) sono stimati in numero pari a 41;
d) l'intero tratto autostradale che attraversa il comune di Calendasco è già interessato dalla posa dell'asfalto drenante fonoassorbente.
Agostino GHIGLIA (PdL), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, prende atto della risposta ampia e dettagliata, ringraziando il rappresentante del Governo.
