Data: 28/04/2010
Numero: 4-06996
Soggetto: Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Data Risposta:
22/12/2010
Per sapere - premesso che:
è nota la funzione strategica e positiva assolta dai medici di famiglia nell'ambito del sistema sanitario nazionale;
da parte delle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia è stata denunciata la situazione difficile che si è venuta a creare a seguito dell'obbligo dell'invio on line dei certificati di malattia all'Inps;
risultano altresì contestate le sanzioni poste a carico del medico nel caso rilasci certificazioni che attestino dati clinici non direttamente constatabili né oggettivamente documentati;
la procedura stabilita per la compilazione del certificato on line porrebbe a carico del medico di famiglia una serie di voci delle quali egli non può farsi garante (è il caso, ad esempio, del luogo di reperibilità durante la malattia del lavoratore che attualmente viene dichiarato e comunicato all'Inps dallo stesso, sotto la propria responsabilità);
in alcuni casi le regioni non hanno fornito i sistemi per la trasmissione on line dei certificati che qui interessano, come previsto dalla normativa vigente;
in alcune zone del Paese non vi è copertura ADSL -:
se e quali iniziative di competenza intendano assumere al riguardo ed in particolare se non ritengano opportuno che il certificato telematico richieda le stesse indicazioni previste in quello cartaceo e che le informazioni di carattere non sanitario introdotte nella certificazione telematica siano soggette ad autocertificazione.
(4-06996)
RISPOSTA DEL GOVERNO
In riferimento all'interrogazione in esame, con la quale l'interrogante chiede al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione alcuni chiarimenti in merito al sistema di trasmissione telematica dei certificati medici, si rappresenta quanto segue.Con decreto del Ministro della salute del 26 febbraio 2010 - recante «Definizione delle modalità tecniche per la predisposizione e l'invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al SAC» -, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro dell'economia e delle finanze, si è concluso un lungo percorso normativo mediante il quale il legislatore, ispirandosi ai principi di sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel l'azione amministrativa (cfr. Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) ha disposto il collegamento in rete dei medici curanti nonché la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all'Inps, per i lavoratori del settore privato.Com'è noto, già con il comma 149 dell'articolo 1 della legge n. 311 del 2004 (finanziaria per il 2005) è stata prevista la trasmissione telematica del certificato di malattia, da parte del medico curante, all'INPS.Successivamente, con la legge finanziaria per il 2007 (articolo 1, comma 810, della legge n. 269 del 2006) si è aggiunto il comma 5-bis, all'articolo 50 del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito con modificazioni nella legge n. 326 del 2003, che ha reso disponibile, a partire dal 1o luglio 2007, il collegamento in rete dei medici del Sistema sanitario nazionale, secondo le regole tecniche del Sistema pubblico di connettività (articolo 72 e seguenti, del Codice dell'amministrazione digitale) al fine di portare avanti, tra l'altro, il processo di «telematizzazione» dei certificati.In particolare, con l'articolo 8 del decreto Presidente del consiglio dei ministri del 26 marzo 2008, sono stati definiti i principi generali per la trasmissione telematica dei dati delle certificazioni di malattia al sistema tecnologico fornito dal Ministero dell'economia e delle finanze e denominato Sac (sistema di accoglienza centrale) nonché le caratteristiche tecniche di acquisizione e trasmissione dei dati.Parallelamente all'evoluzione legislativa sopra delineata, relativa ai certificati medici del settore privato, sono state emanate, con l'articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto dall'articolo 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (cosiddetta «legge Brunetta»), disposizioni per la trasmissione telematica all'Inps dei certificati di malattia dei lavoratori del settore pubblico.In dettaglio, il suddetto articolo 55-septies, al comma 2, prevede che «In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all'Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato della normativa vigente, (...) e dal predetto Istituto è immediatamente inoltrata, con le medesime modalità, all'amministrazione interessata».A tal riguardo, il dipartimento della funzione pubblica e il dipartimento della digitalizzazione della pubblica amministrazione e dell'innovazione tecnologica, prima con la circolare n. 1 dell'11 marzo 2010 e successivamente con la circolare n. 2 del 28 settembre 2010, hanno fornito istruzioni operative e chiarimenti per l'applicazione della nuova procedura.In sintesi:il certificato di malattia è inviato per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica che lo rilascia all'INPS;l'Inps invia immediatamente il certificato, sempre per via telematica, all'amministrazione di appartenenza del lavoratore;l'inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica da parte dei medici costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione;per il lavoratore del settore pubblico - che comunque deve segnalare tempestivamente all'amministrazione al fine dei controlli medico fiscali, la propria assenza e l'indirizzo di reperibilità - l'invio telematico soddisfa l'obbligo di recapitare l'attestazione di malattia ovvero di trasmetterla tramite raccomandata a/r propria amministrazione entro 2 giorni lavorativi successivi all'inizio della malattia.Il servizio di trasmissione telematica dei certificati di malattia consente, così, di automatizzare e digitalizzare completamente intero processo organizzativo-gestionale che si origina con la produzione dei certificati di malattia e degli attestati di malattia (intendendosi con quest'ultima espressione il certificato che non contiene l'esplicitazione della diagnosi, in osservanza della normativa in materia di protezione dei dati personali) da parte del medico e si conclude con la trasmissione dei certificati all'INPS e degli attestati ai rispettivi datori di lavoro.La trasmissione telematica dei certificati di malattia viene effettuata sia dai medici dipendenti del SSN (quali i medici ospedalieri ed i medici di distretto), sia dai medici in regime di convenzione con il SSN (quali i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali).Tramite il sistema di accoglienza centrale (Sac) messo a disposizione dal Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi di quanto previsto dal summenzionato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 marzo 2008 oppure mediante sistemi di accoglienza regionali (Sar), ove disponibili, i medici del Ssn effettuano le operazioni di predisposizione ed invio telematico dei certificati di malattia all'Inps, di annullamento e rettifica dei certificati già inviati, nonché la stampa della copia cartacea dei certificati e dei relativi attestati.I medici effettuano l'invio telematico dei certificati di malattia (ma anche l'annullamento o la rettifica di certificati già inviati), secondo le seguenti modalità:a) utilizzando il servizio Web reso disponibile dal SAC, tramite il quale è anche possibile stampare una copia cartacea del certificato e dell'attestato di malattia, e/o inviarne una copia in formato Pdf dalla casella di posta elettronica o di posta elettronica certificata del lavoratore;b) utilizzando il proprio sistema software, opportunamente integrato a cura del fornitore del software medesimo con le funzionalità necessarie per dialogare via web services con il SAC;c) utilizzando i sistemi di accoglienza regionali (Sar) che rendono disponibili i servizi necessari per la predisposizione e rinvio dei certificati;d) utilizzando il risponditore automatico che raggiungibile attraverso il numero verde 800 013 577, consente di inviare il certificato di malattia mediante un normale telefono fisso o mobile; risolvendo, in tal modo, eventuali difficoltà temporanee dovute, ad esempio, alla mancanza di un personal computer o di una connessione internet.Inoltre sono previsti dei servizi di assistenza tecnica e normativa forniti dai seguenti contact center:contact center del sistema Ts raggiungibile attraverso il numero verde: 800 030 070;contact center INPS raggiungibile attraverso il numero 803.164.Al fine di garantire l'effettivo adempimento della trasmissione per via telematica dei certificati, considerati i notevoli vantaggi che derivano dall'applicazione del sistema in termini di economicità ed efficienza, sono state introdotte, come sopra detto, specifiche disposizioni a carattere sanzionatorio. Per assicurare, altresì, un'attuazione omogenea della normativa, il dipartimento della funzione pubblica e il dipartimento della digitalizzazione della pubblica amministrazione e dell'innovazione tecnologica, con le sopra citate circolari, hanno precisato i tempi e le modalità di applicazione del nuovo sistema, tenuto conto dell'esigenza di una sua introduzione graduale ed uniforme sul territorio nazionale.In tal senso, con l'entrata in vigore del sopra citato decreto del Ministero della salute del 26 febbraio 2010, è cominciato a decorrere, per il medico curante, l'obbligo di procedere in via telematica alle operazioni di predisposizione e di invio dei certificati di malattia, secondo le modalità sopra precisate.In via transitoria, nei tre mesi successivi alla pubblicazione del decreto interministeriale, è stata comunque riconosciuta ancora la possibilità per il medico di procedere al rilascio dei certificati in formato cartaceo.Al fine di verificare la corretta funzionalità del sistema ed eventualmente operare interventi di messa a punto dello stesso, allo scadere dei periodo transitorio, per la durata di un mese, è stato effettuato un collaudo generale del sistema stesso; al tal fine è stata costituita un'apposita commissione i cui componenti sono stati scelti tra le amministrazioni e i soggetti coinvolti dall'applicazione del nuovo sistema. I lavori della commissione si sono svolti nel periodo luglio-settembre 2010. Allo scadere del primo mese successivo ai periodo transitorio, la commissione ha riscontrato l'esistenza di «a) ritardi registrati nella procedura di messa a disposizione dei medici delle credenziali di accesso ed sistema; b) la non disponibilità dei canale telefonico per l'invio da parte del medico dei certificati; c) necessità di messa a punto delle prestazioni del sistema in relazione al progressivo aumento degli utenti,». Pertanto, la commissione ha ritenuto di non poter considerare positivamente l'esito del collaudo» e di dover proseguire nell'esame dell'operatività del sistema generale.La seconda fase del collaudo si è conclusa il 15 settembre 2010. Durante la seduta, «(...) la commissione, preso atto dei risultati delle verifiche del sistema, relativamente al servizi resi disponibili ai medici, ai lavoratori e delle amministrazioni, nonché alla messa a disposizione dei medici e datori di lavoro delle credenziali di accesso necessarie per il suo utilizzo, ritiene concluso il collaudo in quanto è verificata la funzionalità delle piattaforme e dei sistemi. Si evidenziano segnalazioni di difficoltà applicativa sotto il profilo organizzativo, sia in ambito ospedaliero che territoriale, per le quali vanno previste soluzioni da porre in atto in tempi brevi nella fase di compiuta ottimizzazione, al fine di realizzare la finalità di un sistema che richiede il complessivo allineamento di tutte le responsabilità. In funzione di ciò, la commissione stabilisce di avviare un monitoraggio continuo con il concerto di tutte le amministrazioni interessate, della regolarità del servizio, al fine di certificare eventuali situazioni di oggettiva difficoltà di adempiere alla trasmissione di quanto previsto dalla norma».All'esito di questa seconda fase di collaudo, in considerazione delle criticità organizzative emerse soprattutto per alcuni settori ed aree territoriali, si è ritenuto opportuno effettuare un monitoraggio del sistema. La durata del monitoraggio viene stimata in circa quattro mesi.L'esistenza di tali criticità, per il superamento delle quali le amministrazioni interessate lavoreranno durante i prossimi mesi anche utilizzando le evidenze del monitoraggio, rendono allo stato problematica l'emersione e l'accertamento di eventuali responsabilità per la violazione della normativa e, quindi, lo svolgimento dei procedimenti per l'irrogazione delle conseguenti sanzioni. Infatti, la piena applicazione dell'apparato sanzionatorio richiede la definizione di presupposti di azione chiari e di un quadro di operatività certo in mancanza dei quali potrebbe non essere riscontrabile l'elemento della colpevolezza dell'illecito. Pertanto, fermo restando l'obbligo dei medici di continuare a trasmettere i certificati per via telematica in presenza delle condizioni organizzative e tecniche che lo rendono possibile, per il periodo transitorio, così come chiarito dalla citata circolare n. 2 del 2010 «sino ai 31 gennaio 2010, durante il quale le più rilevanti criticità dovranno essere affrontate, è opportuno che le Amministrazioni competenti si astengano dalla contestazione degli addebiti specificamente riferiti all'adempimento.Da ultimo, è d'uopo rappresentare che in data 3 novembre 2010, all'esito di un primo periodo di monitoraggio (aggiornato al 19 ottobre 2010), sono stati diffusi in un comunicato stampa (di cui si riporta di seguito il contenuto) i dati ufficiali forniti dall'Inps, concernenti il volume complessivo dei certificati medici inviati con la nuova procedura che, ad oggi, ha raggiunto le 1.250.000 unità.A livello territoriale, il flusso dei certificati di malattia digitali risulta così distribuito: 521.008 in Lombardia, 157.274 nel Lazio, 94.507 in Veneto, 67.805 in Campania, 60.442 in Sicilia, 60.038 in Emilia Romagna, 53.535 nelle Marche, 29.707 in Piemonte, 28.431 in Abruzzo, 27.498 nella Provincia di Bolzano, 26.774 in Puglia, 23.114 in Calabria, 22.154 in Toscana, 13.816 nella Provincia di Trento, 13.484 in Liguria, 10.576 in Basilicata, 10,258 in Sardegna, 9.904 in Umbria, 5.594 in Valle d'Aosta, 4.012 in Molise e 3.667 in Friuli Venezia Giulia.Il confronto dei flussi cartacei del 2009 con quelli via web dell'anno 2010 consente di stimare l'impatto della digitalizzazione in atto. A livello nazionale, la quota di certificati di malattia dei lavoratori privati Inps trasmessi in modalità digitale sul totale dei certificati acquisiti in modalità cartacea nello stesso periodo dei 2009 è passata da circa il 20 per cento di agosto, al 45 per cento di settembre, fino al 56 per cento di ottobre. Anche l'avvio di novembre conferma questo trend positivo, con un tasso di copertura del digitale giornaliero pari al 61 per cento. Nel dettaglio territoriale, per Lombardia e Lazio si stima che il numero medio quotidiano di certificati online dei lavoratori privati Inps è di gran lunga superiore a quello dei certificati acquisiti tramite canale cartaceo nello stesso periodo di un anno fa. Il tasso di copertura del digitale risulta abbondantemente superiore al 70 per cento in Veneto, Abruzzo e Sicilia. In Valle d'Aosta, Basilicata, nelle province autonome di Trento e Bolzano, Molise, Marche e Calabria ogni giorno è mediamente trasmesso un volume di certificati digitali pari a ben oltre la metà del totale dei certificati cartacei acquisiti dall'Inps nello stesso periodo del 2009. In Emilia Romagna, Campania, Puglia, Liguria e Umbria almeno un certificato di malattia su tre quotidianamente acquisiti un anno fa in modalità cartacea risulta oggi trasmesso via web.Sulla base dei dati forniti dal Ministero dell'economia e delle finanze, sfiora ormai l'89 per cento la media regionale dei medici di famiglia abilitati ad accedere al nuovo sistema. Il processo di distribuzione dei pin a questi ultimi è infatti terminato in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (già abilitati alla nuova procedura tramite Carta nazionale dei servizi) e Valle d'Aosta. L'operazione è sostanzialmente conclusa anche in Veneto, Provincia di Bolzano, Marche, Basilicata, Campania, Calabria, Umbria, Piemonte e Sardegna, dove la percentuale dei medici di famiglia abilitati è compresa tra il 91 e il 98 per cento. Tale percentuale oscilla invece tra il 70 e il 90 per cento in Abruzzo. Puglia, Lazio, Sicilia, Provincia di Trento e Molise. Ancora ferma al 45 per cento la Liguria.
Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione: Renato Brunetta.
