Data: 05/08/2008
Numero: 5-00309
Soggetto: Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Data Risposta:
08/10/2008
Per sapere - premesso che:
con decreto del Presidente del Magistrato per il Po di Parma protocollo 2241 del 22 febbraio 1991 veniva disposta una nuova delimitazione dell'alveo del torrente Tidone, in sponda sinistra nel comune censuario di Nibbiano Val Tidone (Piacenza), località «Cà Manzini - Cà Roveda»;
il predetto decreto, conseguente l'istanza presentata in data 20 dicembre 1989 dalla ditta Zaffiro Oscar e Negri Cecilia, veniva trasmesso per la sua esecuzione all'Ufficio operativo del Magistrato per il Po sede di Piacenza, all'Intendenza di finanza di Piacenza, all'Ufficio tecnico erariale di Piacenza, al Comune censuario di Nibbiano, Val Tidone, al Servizio provinciale difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna, oltre che alla Direzione generale difesa del suolo, in allora presso il Ministero dei lavori pubblici, e alla Direzione generale del demanio, in allora presso il Ministero delle finanze -:
se e quali urgenti iniziative si intendano assumere, da parte dei Ministri interrogati, affinché sia possibile dare concreta esecuzione al citato decreto, atteso che a tutt'oggi nessun accatastamento risulta essere stato perfezionato e che, in ragione di ciò, la nuova delimitazione dell'alveo del torrente Tidone non risulta aver prodotto alcun effetto pratico.
(5-00309)
Il sottosegretario Daniele MOLGORA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
Con il documento di sindacato ispettivo in esame, l'Onorevole interrogante chiede di sapere se si intenda dare esecuzione al decreto del Magistrato per il Po di Parma del 22 febbraio 1991 di riconoscimento della nuova delimitazione dell'alveo del torrente Tidone, in sponda sinistra nel comune di Nibbiano Val Tidone (Piacenza), località «Cà Manzini - Cà Roveda».
Al riguardo, l'Agenzia del demanio ha fatto presente che l'allora Direzione compartimentale del Territorio-sezione staccata di Piacenza, a seguito dell'istanza di accessione - ai sensi dell'articolo 941 del codice civile - presentata, il 15 aprile 1991, dai signori Zaffiro Oscar e Negri Cecilia relativamente ai terreni posti al fronte della loro proprietà, con nota del 9 febbraio 1995 indirizzata al Magistrato per il Po di Parma, all'Ufficio operativo di Piacenza ed al locale Ufficio tecnico erariale, richiese i pareri di rispettiva competenza sulle cause di formazione dei terreni estromessi, in particolare se gli stessi si fossero formati per le cause naturali di cui alla predetta norma.
In particolare, mentre l'Ufficio tecnico erariale di Piacenza, con nota del 6 marzo 1995, ha rappresentato che le cause di formazione non rientrano tra le proprie competenze specifiche, agli atti della competente Filiale Emilia Romagna dell'Agenzia del demanio non risultano mai pervenuti i pareri di competenza del Magistrato per il Po di Parma e dell'Ufficio operativo del Magistrato di Piacenza.
In considerazione del conferimento alle Regioni delle competenze in materia di demanio idrico, ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 1998, la predetta Filiale ha inoltrato, in data 13 luglio 2006, richiesta di parere sulle cause di formazione alla Regione Emilia Romagna - Servizio tecnico dei bacini Trebbia e Taro, ora denominato Servizio tecnico bacini degli affluenti del Po.
Con nota dell'8 novembre 2006, la Regione Emilia Romagna - Servizio tecnico dei bacini Trebbia e Taro ha rilasciato il parere circa le cause di formazione di tutta l'area estromessa con il citato decreto n. 2241 del 22 febbraio 1991, dichiarando che le cause di formazione dei terreni di cui trattasi sono riconducibili a quelle di cui all'articolo 941 del codice civile.
L'Agenzia del demanio ha inoltre rappresentato che l'Ufficio provinciale di Piacenza dell'Agenzia del territorio ha comunicato, con nota del 16 giugno 2008, di aver provveduto ad approvare il tipo di frazionamento d'ufficio che identifica, in mappa, l'intera area estromessa.
La Filiale Emilia Romagna del demanio ha, quindi, invitato, in data 17 settembre 2008, i Signori zaffiro Oscar e Negri Cecilia ad incaricare un tecnico di fiducia, al fine di produrre all'Agenzia del territorio il tipo di frazionamento che individui le sole porzioni dell'intera area estromessa poste al fronte della proprietà.
La stessa Filiale, non appena riceverà copia conforme del tipo di frazionamento approvato, avrà cura di inoltrare all'Avvocatura dello Stato tutta la documentazione necessaria per il parere legale, propedeutico al rilascio del dispositivo di riconoscimento di proprietà a favore dei frontisti.
Agostino GHIGLIA (PdL) ringrazia il Sottosegretario, prendendo atto della risposta, che si riserva di approfondire.
