Data: 18/03/2009
Numero: 5-01146
Soggetto: Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Data Risposta:
24/06/2009
Per sapere:
se e quali iniziative siano state assunte in ragione dell'email inviata al Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 24 Febbraio 2009 (ore 10.45) ragionier Angelo Tenchio, nella quale si evidenzia il compimento di atti non conformi alla legge all'interno del Parco Nazionale Arcipelago Toscano -:
se, in ogni caso, non ritenga di porre le opportune verifiche al riguardo, nell'ambito dei poteri di vigilanza conferiti dalla legge.
(5-01146)
Il sottosegretario Roberto MENIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.
La questione richiamata nell'atto di sindacato ispettivo n. 5-01146, presentata dall'onorevole Foti, riguarda lavori di ristrutturazione di un immobile denominato «il Cantinone», sito in località Capo d'Orso nel Comune di Rio Marina (Livorno) nell'Arcipelago Toscano dell'isola d'Elba. Si tratta di un edificio di remota costruzione adibito ad uso residenziale per il quale risultano rilasciati titoli autorizzatori (Permesso di costruire n. 10 del 23 gennaio 2007 emesso dal Comune di Rio Marina e autorizzazioni dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano n. 9033 del 18 ottobre 2006 e 5121 del 22 luglio 2008).
Posto che sull'immobile risultano pendenti ricorsi amministrativi per presunti vizi di legittimità, estesi agli strumenti urbanistici di Rio Marina (Piano Particolareggiato d'iniziativa pubblica nel comprensorio di Capo D'Arco approvato con deliberazione C.C. n. 30 del 1o agosto 2008; nuovo Piano Strutturale approvato con deliberazione C.C. n. 45 del 19 dicembre 2005), su tali argomenti il Ministero dell'ambiente aveva già raccolto elementi informativi dalla Direzione Generale Protezione della Natura, competente per materia, proprio a seguito di una segnalazione pervenuta da parte di un cittadino, e l'Ente Parco ha fornito le dovute informazioni sulla vicenda.
Per ricostruire il quadro della questione, occorre premettere che l'iter amministrativo inerente gli interventi edilizi sul fabbricato di cui trattasi risale al 1994/95, periodo in cui non era ancora stato istituito il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, cosa avvenuta successivamente, con decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1996.
Tutto ha inizio con concessione edilizia n. 32, rilasciata dal Comune di Rio Marina in data 22 marzo 1995 e scaduta nel 1998, avente ad oggetto i lavori di ristrutturazione, per uso civile, del fabbricato denominato «il Cantinone», il cui progetto prevedeva la realizzazione di n. 12 unità abitative.
Scaduta la concessione, si rese necessario richiederne la proroga. Fu così inoltrata richiesta di nulla osta all'Ente Parco in data 4 settembre 2000 e dopo un iter durato circa cinque mesi, la cui istruttoria si era conclusa con parere favorevole del capo dell'ufficio tecnico e apposita seduta del Consiglio Direttivo in data 8 febbraio 2001, il nulla osta fu rilasciato con prescrizioni in data 15 febbraio 2001 a seguito dell'acquisizione di tutti i pareri degli Enti competenti (Commissione edilizia ed integrata comunale; Autorizzazione paesaggistica; nulla osta della Soprintendenza dei beni Architettonici; Autorizzazione provinciale vincolo idrogeologico; U.S.L., nonché con istruttoria favorevole da parte del Corpo Forestale dello Stato).
La proroga fu riconosciuta con nuova concessione edilizia n. 10/2001 da parte del Comune.
Successivamente, in fase di attività di vigilanza, furono riscontrate alcune irregolarità perché alcuni lavori interni e di facciata erano iniziati in assenza di parere dell'Ente Parco e di provvedimento autorizzatorio comunale, e fu emessa dal Comune l'Ordinanza dirigenziale n. 07 del 19 febbraio 2005 di demolizione delle opere realizzate abusivamente.
Fu a tal fine presentata apposita Variante ai lavori, di cui la richiesta di nulla osta all'Ente Parco porta la data del 7 novembre 2005 e riguardava una serie di interventi edilizi di ristrutturazione, assimilabile alla categoria D3, come previsto dalla Variante Agricola del Comune di Rio Marina, proprio insistente sul fabbricato denominato «il Cantinone» ed altri di sistemazione esterna nella pertinenza del fabbricato stesso, compresa la realizzazione del nuovo impianto di smaltimento reflui.
Tale pratica si era trasformata automaticamente in un intervento in parte in sanatoria (ex articolo 13 Legge n. 47/85) ed in parte ex novo, conformemente alla Variante già presentata in Comune e all'Ente Parco. Su di essa l'Ente Parco ha rilasciato la propria Autorizzazione con Delibera Commissariale n. 34 del 17 ottobre 2006.
Riepilogando, la pratica era nata come variante in corso d'opera alla concessione edilizia n. 32/95 e successiva proroga di cui alla concessione edilizia n. 10/2001, rilasciata a seguito di nulla osta dall'Ente Parco, e a seguito dell'emissione dell'Ordinanza dirigenziale n. 07 del 19 febbraio 2005 di demolizione delle opere realizzate abusivamente (alcuni lavori interni e di facciata erano iniziati in assenza di parere dell'Ente e di provvedimento autorizzativo comunale) si era trasformata automaticamente in un intervento in parte in sanatoria (ex articolo 13 Legge n. 47/85) ed in parte ex novo, conformemente alla Variante già presentata in Comune e all'Ente Parco.
Nel dettaglio le opere oggetto di parere da parte dell'Ente Parco per Sanatoria (accertamento di conformità ex articolo 13 Legge n. 47/85) sono state le seguenti:
1. Lavori di ristrutturazione edilizia finalizzati alla nuova distribuzione interna delle unità immobiliari. Le unità immobiliari da un numero di 12, autorizzate con concessione edilizia n. 10/2001, sono diventate 19, senza comportare aumento di volume, di superfici esistenti, di altezze e profili vari del fabbricato con modifiche prospettiche.
Come attestato dal Direttore dei Lavori, erano già stati realizzati tutti i lavori previsti dal progetto di Variante in corso d'opera, ad eccezione di quelli relativi ai locali retrostanti il grande porticato a mare, che sono risultati, al momento del Sequestro del Cantiere da parte del Corpo Forestale dello Stato, del tutto incompleti.
2. Realizzazione di intonaco strutturale su tutti i muri portanti in pietra del fabbricato e successiva tinteggiatura degli stessi. Tali lavori sono stati realizzati, oltre che in assenza di autorizzazione comunale e nulla osta da parte dell'Ente Parco, in violazione della prescrizione impartite da quest'ultimo nel parere di competenza del 15 febbraio 2001, che visto il valore storico ed ambientale del fabbricato, disponeva che le facciate del corpo principale dell'immobile dovessero rimanere in pietra faccia vista. In merito a questo aspetto, a corredo del progetto di Variante in corso d'opera, è stata depositata una perizia, nella quale è stato messo in evidenza che, alla data del luglio 2003, il fabbricato non era in condizioni di sicurezza dal punto di vista statico ed indicava come lavori indispensabili alla messa in sicurezza del fabbricato la formazione di micropali al piede del portico verso mare e l'intonaco strutturale su tutti i muri portanti in pietra. Quindi, i lavori di intonacatura erano stati considerati prioritari e sarebbero stati realizzati non per trasgredire alla prescrizione dell'Ente Parco, ma bensì per eliminare gli evidenti fattori di rischio alle persone.
Per la sanatoria, le opere abusive di cui ai punti 1 e 2 sono state dichiarate, sia dal Tecnico progettista che dal Responsabile del Servizio 3 del Comune di Rio Marina, completamente corrispondenti a quelle oggetto di Variante in corso d'opera già depositata presso l'Ente Parco, pertanto, verificato che le opere erano da qualificarsi abusive in quanto realizzate in anticipo, ma, comunque, conformi al progetto di Variante in itinere, la pratica ha ottenuto tutti i pareri dagli enti competenti (Commissione Edilizia ed integrata comunale, autorizzazione paesaggistica, autorizzazione Soprintendenza ai beni Architettonici di Pisa, autorizzazione provinciale vincolo idrogeologico, USL) ed ha acquisito anche l'istruttoria favorevole da parte del Corpo Forestale. L'iter, pertanto, si è concluso con il rilascio del nulla osta con Delibera Commissariale n. 34 del 17 ottobre 2006 e relativa autorizzazione n. prot. 9033 del 18 ottobre 2006.
La prosecuzione dei lavori ha riguardato poi la realizzazione di opere di sistemazione esterna e lievi modifiche prospettiche al fabbricato (il cantinone), in sostituzione al progetto approvato (di cui alla pratica edilizia n. 5762/V, permesso a costruire n. 10/07). Anche in questo caso la pratica ha ottenuto tutti i pareri dagli enti competenti (Collegio dei membri in materia paesaggistica, autorizzazione paesaggistica, autorizzazione Soprintendenza ai beni Architettonici di Pisa, autorizzazione comunale vincolo idrogeologico), l'Ente Parco ha acquisito l'istruttoria favorevole da parte del Corpo Forestale e l'iter si è concluso con il rilascio dell'autorizzazione prot. n. 5121 del 22 luglio 2008, pratica parco n. 38/08.
La vicenda ha poi investito la regolarità degli strumenti urbanistici del Comune di Rio Marina, ed in particolare il Piano Strutturale approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 45 del 19 dicembre 2005.
A tal proposito la Provincia di Livorno, dovendo procedere a verificare la conformità del nuovo Piano Strutturale del Comune di Rio Marina alle prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento, per quanto concerne le problematiche legate alla ricettività turistica delle coste interessate dalle previsioni dell'Unità Territoriale Organica Elementare (U.T.O.E.). Capo d'Arco, con nota del 23 marzo 2005, prot. n. 14827 aveva presentato delle osservazioni in merito a quanto riportato negli studi preliminari del Piano Strutturale con richiesta di chiarimenti circa il soddisfacimento dei requisiti previsti nella Delibera di G.R.T. n. 47/90.
Il Comune di Rio Marina, a sua volta, con nota prot. n. 5073 del 14 giugno 2005, aveva risposto positivamente alla Provincia di Livorno producendo la documentazione integrativa richiesta, ed a seguito di ciò l'amministrazione provinciale, con Delibera di Consiglio n. 204 del 29 luglio 2005, espresse il proprio parere favorevole al Piano Strutturale del Comune di Rio Marina.
In questo contesto l'Ente Parco, chiamato in causa per verificare il rispetto delle disposizioni regionali contenute nella delibera di Giunta Regionale n. 47 del 20 gennaio 1990, in ottemperanza al combinato disposto legge n. 394/91 - decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1996, solo ed esclusivamente per le aree ricadenti nel perimetro del Parco Nazionale, ha provveduto ad esprimere il proprio parere favorevole al Piano Strutturale del Comune di Rio Marina, redatto ai sensi dell'articolo 25 della Legge Regione Toscana n. 5 del 1995, con Delibera Commissariale n. 221 del 13 agosto 2005.
Il Comune di Rio Marina ha infine approvato il Piano strutturale con deliberazione del Consiglio Comunale n. 45 del 19 dicembre 2005, e nel suddetto piano all'interno dell'Unità Territoriale Organica Elementare di Capo d'Arco risulta prevista l'edificazione di un complesso alberghiero, così come appurato anche dal Corpo Forestale dello Stato.
L'attuazione complessiva delle previsioni del Piano Strutturale può essere effettuata tramite la redazione e l'approvazione di un Piano Attuativo Convenzionato, aderente ai dettami del Regolamento Urbanistico. Attualmente sull'area in questione, nel comprensorio di Capo D'Arco, opera apposito Piano Particolareggiato d'iniziativa pubblica, approvato dal Comune di Rio Marina con deliberazione C.C. n. 30 del 1o agosto 2008.
Come citato in premessa, sugli strumenti urbanistici indicati, sono stati presentati, da parte di privati cittadini, alcuni ricorsi amministrativi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana contro il Comune di Rio Marina, nei confronti dei proprietari interessati, nonché verso la Regione Toscana e la Provincia di Livorno.
Tali ricorsi, attualmente ancora pendenti, individuano diverse presunte illegittimità, dovute al mancato rispetto:
della legge forestale regionale n. 39 del 21 marzo 2000, e successive modifiche ed integrazioni;
del D.P.G.R. dell'8 agosto 2003, n. 48;
della normativa comunitaria regionale in materia di tutela ambientale relativa alla V.I.A. e V.A.S.
Occorrerà attendere gli esiti dell'esame giurisdizionale.
Fermo restando tale assunto, con riferimento alle attività di controllo in materia, va posto in evidenza che il Corpo Forestale dello Stato svolge una intensa attività di prevenzione e repressione dei reati in materia urbanistica ed ambientale, sulla base delle relative competenze di polizia giudiziaria come Forza di polizia specializzata nella difesa del patrimonio agro-forestale, e nella tutela dell'ambiente e del territorio.
Le indagini svolte dal Corpo hanno consentito spesso l'avvio di numerosi procedimenti penali, alcuni dei quali attualmente in corso di esecuzione, di notevole rilevanza sia a livello locale che in un ambito più ampio, comportando, di conseguenza, un notevole effetto di deterrenza nei confronti delle violazioni commesse in materia. Inoltre, sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 luglio 1996, il Corpo forestale dello Stato è tenuto a collaborare con l'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano per l'espletamento di alcune attività, tra cui l'effettuazione di sopralluoghi istruttori ed il rilascio dei relativi pareri tecnici rispetto ad alcune pratiche in materia urbanistico-edilizia trasmesse in seguito all'Ente stesso per le relative determinazioni in merito.
Nel corso dell'anno 2008 il Corpo forestale dello Stato-Coordinamento Territoriale per l'Ambiente di Portoferraio (Livorno) ha svolto l'attività di controllo su ben 32 pratiche edilizie. Anche in merito alle problematiche oggetto dei ricorsi al T.A.R. sopra citati, che risultano attualmente in fase di esame, il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a svolgere i relativi accertamenti sulle presunte illegittimità ed a relazionare in merito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno.
Tommaso FOTI (PdL) si dichiara soddisfatto per la risposta fornita dal rappresentante del Governo.
