Camera

Sdemanializzazione delle opere relative al collettore ed all'impianto idrovoro di Finarda (PC)

Data: 20/10/2010
Numero: 5-03620
Soggetto: Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze.
Data Risposta: 22/12/2010

Per sapere - premesso che:

in data 31 ottobre 2000 il comune di Piacenza ha presentato istanza al Ministero delle finanze (ora, dell'economia e delle finanze) - direzione compartimentale del territorio Emilia-Marche al fine di ottenere la sdemanializzazione (e, successivamente, la cessione o concessione a proprio favore) delle opere collettore settentrionale, collettore rifiuto e impianto idrovoro Finarda site nel comune di Piacenza, siccome non più esercenti funzioni di bonifica, sibbene fognarie;

il 25 giugno 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, recante «attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42» che dispone che con uno o più decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuati i beni statali che possono essere attribuiti a titolo non oneroso a comuni, province, città metropolitane e regioni -:

se intenda confermare che le opere in premessa indicate risultano inserite nei decreti di cui sopra, così consentendo al comune di Piacenza di potere acquisirle a dieci anni dalla evocata istanza.
(5-03620)

Il Sottosegretario Sonia VIALE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

Con il documento in esame l'Onorevole interrogante chiede chiarimenti in merito all'inserimento di alcuni beni appartenenti al demanio pubblico - ramo bonifica denominati Collettore settentrionale, Collettore rifiuto e impianto idrovoro Finarda siti nel territorio del comune di Piacenza nei decreti attuativi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, recante «Attribuzioni a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42».
In particolare, l'interrogante precisa che in relazione ai beni in questione, il Comune di Piacenza ha presentato apposita istanza in data 31 ottobre 2000 al fine di ottenerne la sdemanializzazione.
Al riguardo, l'Agenzia del demanio ha rappresentato che, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a) e dell'articolo 5, comma 1, lettera b) del predetto decreto legislativo, i beni costituenti opere di bonifica sono trasferiti ope legis alle Regioni e che all'attribuzione degli stessi deve provvedersi con appositi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanarsi entro 180 giorni dall'entrata in vigore del medesimo decreto.
Relativamente ai beni di cui alla fattispecie in esame, l'Agenzia del demanio fa presente di non avere alcuna competenza gestoria e, pertanto, per essi eventuali specifiche attività

Tommaso FOTI (PdL) osserva come la risposta fornita riproponga elementi informativi già noti, che l'Agenzia del demanio aveva già fornito in riferimento ad un analogo quesito posto dalla Confedilizia alcuni mesi fa.
Stigmatizza quindi fortemente il comportamento, del tutto incomprensibile, della predetta Agenzia, la quale, dopo aver affermato di non avere alcuna competenza gestoria relativamente ai beni oggetto dell'interrogazione, si limita a riferire, laconicamente, che eventuali specifiche attività di ricognizione finalizzate all'attuazione del federalismo demaniale saranno svolte da altre amministrazioni dello Stato, senza indicare quali sia l'amministrazione competente in materia.
Considera inammissibile che, dopo dieci anni dalla presentazione, da parte del Comune di Piacenza, dell'istanza di sdemanializzazione delle opere del collettore settentrionale, del collettore rifiuto e dell'impianto idrovoro di Finarda, e nonostante l'entrata in vigore della disciplina sul federalismo demaniale, ancora non sia dato sapere quale sia l'amministrazione competente a pronunciarsi in merito. Ciò è ancora più grave ove si consideri che la cessione al Comune delle predette opere e impianti consentirebbe un notevole risparmio per i cittadini, i quali versano ai consorzi di bonifica, attualmente, circa due milioni e mezzo di euro all'anno.
Ritiene, pertanto, che il Governo debba indicare, senza ulteriori indugi, a quale autorità debba rivolgersi il Comune di Piacenza per ottenere la cessione o la concessione dei beni indicati nell'atto di sindacato ispettivo.

Gianfranco CONTE, presidente, ritiene che la questione relativa all'individuazione dell'autorità cui spetta la competenza ad adottare i provvedimenti richiesti dal Comune di Piacenza meriti ulteriori approfondimenti.

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TommasoFoti
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