Camera

'Poco sensato e molto disagevole gestire le elezioni tra la fine dell'estate ed il mese di settembre'

Data: 29/04/2021
Numero: 497
Soggetto: Camera dei Deputati

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TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, come è noto, la prima finestra utile per le elezioni amministrative, sulla base, ovviamente, del decreto in esame, sarebbe quella del 19 settembre; in pratica, non si potrebbe votare prima del 19 settembre, ma se la data fosse quella del 19 settembre si avrebbe un insieme di procedure che, inevitabilmente, andrebbe ad influire in un periodo in cui, almeno in molte località - parlo delle località turistiche - diventa poi difficile l'organizzazione del momento elettorale. Già noi ci siamo permessi di evidenziare in più occasioni il fatto che, se proprio si vuole prendere come punto di riferimento la pandemia, allora si poteva e doveva, per semplificare il sistema di presentazione delle liste, andare nella direzione di non richiedere la sottoscrizione delle firme necessarie per presentare, appunto, le liste ai partiti rappresentati, ad esempio, in Parlamento con un gruppo parlamentare, o in regione nel caso in cui vi sia un gruppo regionale costituito formalmente in una regione che ospita il comune che va alle elezioni. Così non è stato e debbo dire che, sotto il profilo squisitamente sanitario, questa può essere l'occasione, forse, di maggior concentrazione delle persone e di reale assembramento. Infatti, tradizionalmente, le sottoscrizioni delle liste avvengono con i banchetti presso i mercati, in occasione di giornate particolarmente favorevoli per quanto riguarda l'afflusso dell'opinione pubblica, in questa o quella piazza, quindi in spazi dove fatalmente si registra una concentrazione di persone, atteso poi che i banchetti prevedono anche la presenza di una autenticatore, il quale, anche materialmente, non può soddisfare dieci persone che firmano contemporaneamente ma deve, se vuole fare il suo dovere fino in fondo, esaminarle una per una. Ciò anche in relazione al fatto che, come è noto, spesso e volentieri capitano poi contestazioni sulla firma e l'autenticità della firma e della persona che ha firmato che espongono poi l'autenticatore, che magari, improvvidamente, stava guardando una persona e non ha guardato contemporaneamente l'altra, a sanzioni di ordine penale particolarmente gravi. Allora, proprio per questa ragione, io penso che questo ordine del giorno vada nella direzione giusta, cioè nella direzione di sottolineare come sarebbe stato del tutto più opportuno prevedere un turno elettorale in un momento diverso da quello ipotizzato. Nel caso specifico, proprio perché la città metropolitana di Bologna è una delle città metropolitane che vanno al voto e che comunque registra un numero di elettori del tutto significativo, si sarebbe potuta anticipare la consultazione elettorale allo spazio temporale compreso tra giugno e luglio, proprio per evitare quelle situazioni che stavo rappresentando. Colgo anche l'occasione, signora Presidente, per aggiungere solo una considerazione. Nel corso della dichiarazione di voto che ieri sera ho fatto sulla fiducia, sono stato bacchettato da chi ha poi voluto replicare, dai banchi del PD, dicendo che non ero stato in argomento. Ecco, sotto questo profilo, vorrei essere molto chiaro: quando si pone la fiducia, non si fa la dichiarazione di voto sul provvedimento, perché, non a caso, le procedure del Regolamento della Camera distinguono i due momenti, anche se qualche avventizio di quest'Aula non lo sa e quindi parla a vanvera, per cui la dichiarazione di voto sulla fiducia è un argomento, la dichiarazione di voto sul merito del provvedimento è altro. Voler commistionare queste due situazioni è poco commendevole da parte di chi politicamente l'ha voluto fare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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