Numero: 461
Soggetto: Camera dei Deputati
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea (A.C. 2845-A) (Seguito della discussione ed approvazione)
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TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, anch'io, come molti miei colleghi, ho il vizio di andare a vedere gli atti parlamentari e devo dire che la norma di cui noi chiediamo la non reiterazione per il futuro è una norma che non era nel decreto-legge emanato dal Governo Conte ma fa parte di un emendamento presentato dal Governo in Commissione, per il quale non abbiamo potuto presentare neppure il subemendamento abrogativo, per il semplice motivo che ciò è precluso in sede di Commissione. E allora, vedete, alla domanda che ci siamo posti su quale sia la politica del futuro Governo, di questo Governo, rispondiamo che è la politica in linea con quello precedente, a tal punto che ha motu proprio deciso di portare avanti una proroga fino al 30 aprile. Domanda: perché opporsi a questo ordine del giorno che non contesta, pur potendolo fare, il termine del 30 aprile ma che chiede di non andare oltre il 30 aprile? È evidente che vi è un retropensiero: quello del 30 aprile è un termine messo appositamente in Commissione giustappunto per dare un attimo di respiro al Governo, per poi reiterare una proroga ben più ampia che consentirà per l'ennesima volta a coloro i quali hanno commesso dei reati di potersene fare un baffo della certezza della pena. Questo è il ragionamento. Espiare la pena significa esclusivamente pagare il fio delle proprie colpe (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia); e stiamo parlando di materia penale, stiamo parlando di persone che hanno commesso dei reati, stiamo parlando dei casi di persone su cui interveniamo perché mancano soltanto diciotto mesi alla fine della pena che era stata loro comminata. Allora, a me pare fin troppo chiaro che questo ordine del giorno aveva una chiara impostazione politica, nel senso di dire: chiudiamo la pagina al 30 aprile 2021, dietro il paravento di quanto può accadere nelle carceri per via del COVID, chiudiamo al 30 aprile 2021 questa parentesi e, d'ora in poi, non ci siano più provvedimenti svuotacarceri. È evidente che il nuovo Ministro della Giustizia si è voluta tenere le mani libere, ha dato come input al rappresentante del Governo qui presente di esprimere parere contrario su questo nostro ordine del giorno, nel quale neppure ci si è spinti fino alla formula di rito "a valutare l'opportunità di". Neppure questo ci è stato proposto! È evidente che volete perseguire la politica dello "svuotacarceri"; è altrettanto evidente che da questi banchi vi verrà un'opposizione dura e forte perché noi i criminali li vogliamo in galera (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!
