Camera

Assenza del proponente: il Regolamento prevede la decadenza dell'emendamento

Data: 19/12/2023
Numero: Seduta n. 216
Soggetto: Camera dei Deputati

PRESIDENTE

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI - CAPOGRUPPO DI FRATELLI D'ITALIA ALLA CAMERA

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, vedrò di essere molto breve, perché non vorrei che passasse anche questo come un ostruzionismo di maggioranza. Nella precedente seduta, in cui abbiamo affrontato un altro tema, c'era un emendamento - come ve ne sono oggi - presentato da un deputato singolo. In quel caso, il deputato proponente, l'onorevole Soumahoro, era assente e io mi sono permesso di dire, nel mio intervento, che, sotto il profilo regolamentare, quell'emendamento si poteva dichiarare decaduto ed ero intervenuto proprio perché il Presidente, com'è nella sua facoltà piena, ha inteso non farlo. Mi è stato risposto, penso anche in modo abbastanza sgarbato da un combinato disposto dei deputati di AVS, che dovrei conoscere il Regolamento, e si crede che non lo conosca; successivamente, il soccorso rosso arrivato all'onorevole Grimaldi è stato quello dell'onorevole Fratoianni, che ha detto che avevo sbagliato ad intervenire perché il Regolamento mi dava torto. Non è una questione di essere noiosi, ma, non essendo l'ultimo arrivato in quest'Aula, ricordavo perfettamente dei precedenti autorevoli. Sono andato a prendere quello dove chi presiedeva non era un parlamentare di maggioranza, ma dell'opposizione. Seduta del 10 novembre 2009, legge di bilancio, presiede l'onorevole Rosy Bindi: vi è un emendamento singolo dell'onorevole Lanzillotta, la moglie, allora, dell'ex Ministro Bassanini (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), la quale non stava bene - come risulta dal verbale - e non poteva essere presente in Aula. Quell'emendamento viene dichiarato decaduto e, successivamente, si spiega da parte dell'onorevole Bindi al capogruppo Soro, che era intervenuto, il caso in cui, indipendentemente dalle condizioni che possono portare un parlamentare a non essere presente, il gruppo non lo fa proprio. In quel caso poteva farlo proprio, perché l'onorevole Lanzillotta era del gruppo del Partito Democratico. Ovviamente, se uno non ha un gruppo ed è solo, è difficile che altri possano farlo proprio, ma possono farlo, comunque, 20 deputati, non il gruppo, ma 20 deputati, secondo il Regolamento. Quanto dice l'onorevole Bindi è ciò. Le ricordo che la prassi o, meglio, la regola generale è che tutti gli atti parlamentari, in assenza del proponente, si considerano decaduti.

Detto questo, è vero che c'è una prassi consolidata che riguarda gli emendamenti e secondo la quale, normalmente, il Presidente può anche non accorgersi dell'assenza del proponente e questi vengono messi in votazione. Però, le faccio notare che ci sono molti precedenti nei quali gli emendamenti, in assenza del firmatario, non sono stati messi in votazione e sono stati considerati decaduti. Il Regolamento prevede questa prassi e questo comportamento da parte del Presidente, tanto è vero che, a norma dell'articolo 86, comma 8, si prevede che, in quel caso, l'emendamento possa essere fatto proprio o da 20 deputati o da un presidente di gruppo.

Io cito questo per dire esclusivamente che, indubbiamente, ogni Presidente ha il diritto-dovere di applicare la prassi che ritiene più opportuna, consolidata o meno, questo è un altro paio di maniche. Però, che il principio generale e la regola generale di questo Regolamento prevedono che, in assenza del proponente, gli atti vengono dichiarati decaduti non lo sostengo io ma l'ha sostenuto, in quella seduta, l'onorevole Bindi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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