Numero: 61
Soggetto: Camera dei Deputati
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, la sordità di questa maggioranza sul provvedimento in esame è stata effettivamente notevole. Abbiamo cercato con emendamenti di buonsenso, che non avevano ovviamente una finalità politica, ma la finalità di meglio far funzionare un sistema che - vorrei ricordare - all'approvazione di questa legge continuerà a funzionare male… Perché mi dispiace per la relatrice, mi dispiace per coloro i quali vogliono mettere un nome alla legge, ma i veri problemi si hanno, ad esempio, coi verbali: i verbali che vengono dai presidenti di seggio, e che quindi vengono sottoscritti dai rappresentanti dei seggi, nella gran parte dei casi sono incompleti, sono formulati male, hanno delle gravi lacune. E tutto ciò rende anche difficile l'esercizio dell'azione giudiziaria da parte di coloro i quali si ritengono penalizzati: perché, come è noto, in materia elettorale il principio che vale è la prova di resistenza, ma se non hai gli elementi minimali attraverso i quali realizzare la prova di resistenza, è evidente che non si riesce neppure a far rispettare un diritto che il singolo ha. Ma sorprende soprattutto che in un provvedimento della presunta trasparenza, come quello in esame… Una trasparenza, signor Presidente, che introduce un principio giuridico davvero curioso: il genitore e il fratello possono favorire il candidato, ma non l'amante, non il socio, non il capoufficio, non tutti coloro i quali possono avere altri tipi di rapporto che esulano dalla parentela; ebbene, in questo caso, invece, tutto va bene, madama la marchesa. E, quindi, è evidente che siamo di fronte ad una strana elucubrazione mentale che va alla ricerca di presunti colpevoli a prescindere. Se il fratello fa il presidente di seggio o lo scrutatore favorisce il candidato, se lo fa l'amante è una cosa normalissima, se lo fa il datore di lavoro è una cosa meritoria, principi davvero giuridici, di grande profondità, che evidentemente trovano un fondamento in questa legge che - udite udite! – approvata da un Parlamento nel quale siedono persone che hanno la terza media, riesce ad escludere dalla presidenza del seggio coloro i quali hanno la terza media (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) perché, secondo il principio di alta democrazia introdotto da queste norme, si può fare il deputato con la terza media, ma non si può fare il presidente di seggio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
