Data: 27/04/2011
Proposte di Legge Tommaso Foti e altri
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PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Libè, iscritto a parlare: s'intende che vi abbia rinunziato.
È iscritto a parlare l'onorevole Tommaso Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, vedrò di andare molto velocemente. È già stato ricordato che questa proposta di legge, che il Parlamento, nel ramo della Camera, si accinge ad approvare, ha fatto un suo percorso: nelle due passate legislature è sempre stato approvato alla Camera.
Devo dire - non so se sia un auspicio o un motivo a contrario - che, ogni volta che questa proposta di legge è arrivata al Senato, si sono sciolte le Camere, e quindi non ha completato il suo iter; ma è stato un peccato, indubbiamente, visto il lavoro che è stato fatto in questi anni dalla Commissione, anche affinando il contenuto rispetto al passato. I testi che oggi sono stati riportati molto bene dal relatore, onorevole Stradella, in un testo unificato, direi pressoché da tutti condiviso, portano a delle valutazioni molto significative.
Abbiamo la necessità che la cosiddetta «bella Italia» sia una realtà e non soltanto una bella immagine da utilizzare qualche giorno all'anno. Abbiamo pensato che in questo Paese, dove molta gente vive durante la settimana nelle metropoli, si registra un fenomeno che merita attenzione, che è quello di una valorizzazione nel fine settimana di luoghi non estremamente frequentati, che hanno dietro di sé una storia antica, ma che, molto spesso, sono privi delle necessarie e indispensabili strutture che oggi un comune richiede.
Ancora, abbiamo in numerosi centri, borghi e aree del nostro Paese un patrimonio di inestimabile valore, che molto spesso rischia di essere disperso (lo faceva prima presente il collega Stradella). Si tratta di un patrimonio che, molto spesso, è soggetto e vittima di terremoti e di frane, ma che, con un minimo di accortezza, poteva e potrebbe essere salvato e riportato ai suoi antichi splendori. Questa proposta di legge, che oggi arriva all'attenzione della Camera, si preoccupa, certo, di recuperare, per quello che è possibile, i centri storici, artistici e paesaggistici in queste aree, ma soprattutto si pone anche il problema di un recupero significativo dell'area dei centri storici, lasciando ai comuni la facoltà di individuare e perimetrare quelle aree meritorie di un intervento.
Certo, abbiamo individuato i comuni fino a 5 mila abitanti perché quella ci pare l'indicazione forse più saggia per potereffettivamente svolgere un buon lavoro sotto questo profilo, fermo restando che non rimane un'indicazione vincolante per quanto riguarda il successivo esame degli emendamenti in Assemblea.
Penso anche al fatto di esserci posti il problema di valorizzare i centri commerciali naturali, dandone una sommaria indicazione proprio perché si vuol lasciare all'ente locale l'autonomia di una organizzazione di questi centri, anche al fine di valorizzare le migliori peculiarità della zona e di poter consentire una commercializzazione vasta di quei prodotti tipici di cui l'Italia abbonda e di cui può legittimamente andare fiera e farsene vanto.
Infine, ritengo che un elemento particolarmente qualificante di questo testo unificato di proposte di legge sia l'attribuzione del marchio «borghi antichi d'Italia». Su questo mi permetto di dire che già vi sono delle iniziative meritorie che si sono sviluppate nel Paese. Il fatto di porre in capo al Ministero e poi alla Conferenza unificata la possibilità di individuare quali siano i caratteri qualitativi per poter attribuire questo marchio mi sembra rappresenti un elemento di garanzia sostanziale per una valorizzazione del nostro patrimonio storico, culturale ed artistico quale ritengo il nostro Paese meriti e, soprattutto, meritino quei tanti borghi ai più sconosciuti, ma che, una volta visitati, lasciano il visitatore incantato, lo colpiscono e lo entusiasmo proprio per la bellezza e la naturalezza di quanto viene offerto e proposto.
È con questo spirito che mi auguro che il Governo possa unirsi al lavoro svolto dalla Commissione per poter inviare al Senato, senza particolari operazioni di «macelleria normativa», quello che è il testo approvato dalla Commissione (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
