Numero: Seduta n. 285
Soggetto: Senato della Repubblica
PRESIDENTE
PRESIDENTE. La senatrice Ternullo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01745 sulle iniziative in sede europea per tutelare la filiera italiana dell'idroelettrico, per tre minuti.
TERNULLO (FI-BP-PPE)
TERNULLO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, signor Ministro, la produzione di energia idroelettrica è una delle più importanti fonti di energia rinnovabile programmabile e svolge un ruolo strategico per garantire l'indipendenza e la sicurezza energetica nazionale. Nel 2021 la Commissione europea ha archiviato le procedure di infrazione per presunta violazione di norme europee avviate contro alcuni Stati membri fra cui l'Italia, in quanto non vi era concorrenza da garantire, vista la stagnazione degli investimenti nel settore idroelettrico. Di questi Stati, solo l'Italia ha però modificato la propria normativa in senso ancora più concorrenziale, mentre gli altri fin dall'inizio hanno difeso le rispettive discipline; peraltro è stato fatto all'interno della legge sulla concorrenza, raggiungendo uno degli obiettivi con l'approvazione di una riforma inserita nel PNRR. Quest'assenza di uniformità a livello europeo e soprattutto l'assenza di reciprocità rispetto ai Paesi extraeuropei rappresentano un'evidente criticità per gli operatori nazionali.
Lo svolgimento delle prime gare ha registrato numerosi ricorsi proposti da diversi soggetti per le effettive criticità delle discipline di gara. L'Italia, quindi, rischia di perdere una parte essenziale di un settore strategico in termini energetici, ambientali e di sostenibilità.
Le chiediamo, quindi, signor Ministro, se sono state avviate in Europa tutte le opportune interlocuzioni al fine di tutelare la filiera italiana dell'idroelettrico e quali siano le soluzioni prospettate.
PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signor Presidente, ringrazio la senatrice Ternullo per l'interrogazione. Devo dire che la questione è ben chiara al Governo, che ritiene che il settore idroelettrico rappresenti sicuramente uno degli elementi più stabili per quanto riguarda l'indipendenza e la sicurezza energetica del Paese. Sappiamo bene che tale settore vale il 35 per cento della produzione di rinnovabili, ha una produzione di 42,1 terawatt, raggiunge 15 milioni di famiglie e impiega 12.000 lavoratori. Ma non solo. Noi abbiamo 414 grandi derivazioni oltre i 3 megawatt in concessione, proprio quelle che secondo la normativa vigente potrebbero andare a gara, perché, come lei sa, la modifica che è stata introdotta in ragione della misura del PNRR (inserita non da questo Governo) prevede altre due opzioni.
Vorrei quindi riferirmi alla situazione attuale, che vede sicuramente una scadenza prevalente di queste concessioni: nel periodo fino al 2028 sono circa 282, mentre dopo il 2028 e fino al 2040 sono 56, quindi il grosso di queste concessioni sono in scadenza nei prossimi anni.
Per quanto richiamato dall'interrogante, desidero ricordare in questa sede che la Commissione europea aveva aperto una procedura d'infrazione, l'ha archiviata per otto Stati, ad eccezione della Francia, e attualmente noi abbiamo una situazione abbastanza vincolata all'impegno che avevamo assunto in una milestone del PNRR, allorquando è stato stabilito che vi dovesse essere un'assegnazione mediante evidenza pubblica. Essendoci chiara la situazione, essendoci chiara la necessità di investimenti in questo settore, essendoci altresì chiaro che in questo momento in ambito europeo non vi è una situazione di reciprocità, anche e soprattutto per una scelta nostra, perché saremmo l'unico Paese dell'Unione che mette a gara le concessioni idroelettriche, è stato attivato un dialogo con la Commissione, che evidentemente deve essere condotto molto accuratamente, perché, se dovessimo divergere molto dall'impostazione della misura che è già stata liquidata nella rata di PNRR, vi è il pericolo di avere delle sanzioni e, oltretutto, il blocco di una rata successiva, come prevede il regolamento.
Abbiamo, quindi, iniziato un'interlocuzione che penso alla fine possa portare a una soluzione positiva nel senso auspicato, ossia che le gare non debbano essere necessariamente la prima scelta, ma che, essendo questa competenza regionale, le Regioni possano scegliere in un paniere più ampio di possibilità, tra cui quella, da lei indicata, di un piano presentato dagli operatori attualmente gestori del servizio di riqualificazione dello stesso, in ragione di una permanenza nella titolarità della concessione. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Ternullo, per due minuti.
TERNULLO (FI-BP-PPE)
TERNULLO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, ringraziamo molto il ministro Foti per la risposta e per quanto sta facendo.
Per Forza Italia la definizione della questione delle gare per le concessioni idroelettriche rappresenta un punto importante. L'energia prodotta dalle centrali idroelettriche è l'emblema dell'energia rinnovabile perché generata da centrali situate sulle montagne, dove sorge l'acqua e i bacini di raccolta possono essere utilizzati per produrre energia pulita. Oggi essa rappresenta poco meno della metà di tutta l'energia rinnovabile utilizzata in Italia, che costituisce più della metà di tutta la produzione nazionale di energia.
Riconsiderare, come già detto dal Ministro, in accordo con l'Europa, i modi per assegnare queste concessioni sarà un punto qualificante per il Governo Meloni e soprattutto nell'interesse dei cittadini italiani, che potranno avere bollette elettriche più basse grazie a energia prodotta dalla fonte più pulita.
Ministro Foti, le auguriamo buon lavoro e di trovare un accordo soddisfacente in queste difficili trattative europee. (Applausi).
