Numero: 644
Soggetto: Camera dei Deputati
Interrogazione n. 3-02617
Iniziative di competenza al fine di riprogrammare il Fondo per lo sviluppo e la coesione per interventi strutturali di riduzione del costo dell'energia
PRESIDENTE. L'onorevole Giglio Vigna ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02617 (Vedi l'allegato A).
ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Ministro, l'economia italiana sta affrontando una fase di estrema criticità a causa del nuovo e incontrollato rialzo dei prezzi dei carburanti e delle materie prime energetiche. Questa dinamica non solo erode drasticamente il potere di acquisto delle famiglie, ma mette a rischio la sopravvivenza di interi comparti produttivi: dal trasporto logistico all'agricoltura, fino alla piccola e media impresa. Come affermato dal Ministro dell'Economia e delle finanze, se la crisi in Medio Oriente proseguisse sarebbe inevitabile per l'Unione europea valutare un nuovo stop del Patto, e anche ANCI e altri importanti stakeholder hanno alzato l'allarme. È necessario, quindi, che l'Europa riconosca questa situazione come una circostanza eccezionale, che consenta l'attivazione di clausole di salvaguardia al fine di scorporare, dal calcolo del deficit, gli investimenti e le misure di emergenza destinati a contrastare l'aumento dei prezzi dei carburanti e a sostenere la resilienza energetica nazionale. Il Paese è veramente preoccupato e chiediamo all'Europa di farsi sentire (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha facoltà di rispondere.
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Grazie, signor Presidente. Premetto all'onorevole interrogante che, com'è noto, il Governo italiano è intervenuto con un decreto-legge della portata di 5 miliardi di euro per far fronte alla situazione che si è determinata nel momento stesso in cui è iniziato il conflitto mediorientale, che si aggiunge, peraltro, alla situazione pregressa, e comunque in corso, dell'invasione della Russia in Ucraina.
Per quanto riguarda la questione europea, anche la Presidente von der Leyen, il 13 aprile, non ha potuto che riconoscere che le importazioni di combustibili fossili, a parità di quantità, sono aumentate, nell'ultimo mese, di 24 miliardi di euro. Allora, correttamente il problema va trasferito all'interno dell'Unione europea e penso di poter dire che la Commissione ha iniziato a fare la valutazione. In particolare, mi permetto di sottolineare il coordinamento delle attività di approvvigionamento energetico e la situazione di una maggior flessibilità degli aiuti di Stato, tant'è vero che si pensa di poter ritornare all'adozione di quelle norme del Temporary Framework che avevano caratterizzato una certa fase della politica europea. Da ultimo, in queste ore è apparsa l'idea di poter liberalizzare, almeno fino al 50 per cento, gli aiuti di Stato per quanto riguarda il settore agricolo e il settore dell'autotrasporto. Certo è che penso di poter dire che il vero problema sia intervenire sui costi e sulle componenti della bolletta elettrica, per la quale penso che la revisione della disciplina dell'ETS sia una revisione reciprocamente condivisa.
Voglio qui rispondere, però, alla sua domanda, cioè quella relativa all'utilizzo dei Fondi di sviluppo e coesione. Al riguardo, devo dire che attualmente ciò non è possibile, perché la norma e il regolamento europeo prevedono, al riguardo, solo investimenti e non politiche che possono riguardare la spesa corrente. Quindi, sotto il profilo della spesa di investimenti l'FSC già programma e ha esaurito la sua fase di programmazione. Per quanto riguarda la spesa corrente occorre, se si vuole ricorrere allo strumento dell'FSC, decisamente una modifica dei regolamenti europei.
PRESIDENTE. L'onorevole Giglio Vigna ha facoltà di replicare.
ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA). Grazie Ministro e grazie, onorevoli colleghi, anche per l'attenzione su questo importantissimo tema. Ovviamente, è innegabile che l'intervento diretto del Governo sia qualcosa che è stato recepito in modo positivo dal nostro sistema produttivo e dai nostri cittadini. È chiaro che, come Lega, guardiamo in modo assolutamente positivo questa idea, che arriva dalla Commissione, di una maggiore flessibilità per quel che riguarda gli aiuti di Stato, soprattutto per due settori importantissimi come l'agricoltura e la logistica.
Chiediamo, ovviamente, al Governo di monitorare il lavoro della Commissione e di andare in quella direzione, come posizione italiana, e di chiedere alla Commissione di andare in quella direzione. La posizione della Lega, signor Ministro, rimane quella di una sospensione totale del Patto di stabilità, come già è stato nel periodo della pandemia da COVID. Rimaniamo e siamo dell'idea che questo periodo storico, da un punto di vista del settore produttivo e da un punto di vista dei nostri cittadini, sia grave come il periodo della pandemia e, quindi, riteniamo che l'Unione europea abbia l'obbligo di andare in quella direzione, la sospensione del Patto di stabilità, e chiaramente continuiamo a dire al Governo di chiedere all'Unione europea di prendere questa posizione. In questo, ovviamente, noi, come Parlamento e come gruppo Lega, ci siamo e ci saremo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Interrogazione n. 3-02618
Iniziative di competenza per la realizzazione di un nuovo piano per favorire l'accesso all'abitazione, anche attraverso l'utilizzo delle risorse dei fondi strutturali dell'Unione europea
PRESIDENTE. L'onorevole Alessandro Colucci ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-02618 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario.
ALESSANDRO COLUCCI (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, l'accesso alla casa è da anni un obiettivo centrale per la politica del Paese e ha impegnato il Governo a definire un piano nazionale in grado di fornire risposte concrete alla scarsità di offerta e agli aumenti dei prezzi di mercato. Signor Ministro, lei e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avete sempre dimostrato sensibilità su questo tema, annunciando lo stanziamento di 8 miliardi di euro per realizzare il piano casa. È un piano robusto, importante, strutturale, che ha come obiettivo quello di rendere disponibili 100.000 case nei prossimi dieci anni. Allora, signor Ministro, cogliamo l'occasione, con il question time di oggi, per chiederle aggiornamenti sul piano casa, che noi del gruppo parlamentare di Noi Moderati reputiamo punto fondamentale e qualificante dell'azione di Governo e della maggioranza di centrodestra.
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha facoltà di rispondere.
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Grazie, signor Presidente. Onorevole Colucci, come lei sa il 9 gennaio, nella conferenza stampa di inizio anno, la Presidente Meloni ha annunciato il programma del piano casa di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ovviamente ci siamo impegnati tutti, per le rispettive competenze, per delineare un piano che possa raggiungere effettivamente questi obiettivi. Al riguardo, mi corre l'obbligo di ricordare che il 1° aprile 2025 la Commissione europea ha attivato il progetto di riprogrammazione dei fondi di coesione. Successivamente, nei mesi successivi vi è stata l'approvazione del regolamento che, tra le ipotesi di stanziamento di risorse per quanto riguarda una riprogrammazione che tenga conto delle emergenze attuali, ha inserito anche quella dell'abitazione e dell'abitare in quanto tale. Ovviamente, noi abbiamo aderito a questa possibilità di riprogrammazione, in accordo con le regioni e con le amministrazioni centrali. Posso dire che il 25 marzo di quest'anno si è conclusa questa fase di riprogrammazione con una somma pari a 7 miliardi, della quale 1.900 milioni sono stati destinati alle politiche della casa. A questi, però, dobbiamo aggiungere altre pregresse risorse, cioè 732 milioni, che derivano da uguali progetti che afferiscono a fondi europei, e 1.100 milioni, che sono risorse nazionali che abbiamo messo a disposizione per quanto riguarda l'abitare. In buona sostanza, solo riferiti al Ministero di cui ho delega, siamo a 3.800 milioni, che rappresentano circa il 50 per cento di quello che sarà il futuro piano casa. Posso anche aggiungere che siamo in fase di determinazione dell'impianto legislativo che consentirà di delineare tutte le fasi di questo piano che, ovviamente, hanno dei livelli diversi e, quindi, avranno anche provvedimenti diversi, vuoi con decreto-legge vuoi con disegno di legge, proprio per affrontare, da una parte, le emergenze strutturali e, dall'altra, per dare risposte che possono avvantaggiare le famiglie, soprattutto le giovani coppie e soprattutto coloro che si trovano in condizioni di difficoltà economica.
Sappiamo tutti cosa vuol dire poter stanziare un mutuo e poter far fronte a un mutuo soprattutto nelle città metropolitane, quando addirittura la quota della rata di mutuo è ormai pari a circa il 50-55 per cento di quello che è lo stipendio medio delle famiglie e, quindi, evidentemente l'intervento del Governo è volto alla politica di edilizia residenziale, pubblica o sociale, ma anche a quella fascia di persone che non rientrano più nei limiti dell'edilizia residenziale pubblica ma che, affrontando ugualmente il mercato in quanto tale, non hanno risorse necessarie sotto il profilo economico per farvi fronte.
PRESIDENTE. L'onorevole Lupi ha facoltà di replicare.
MAURIZIO LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, signor Presidente. Grazie, signor Ministro, ha fatto bene a sottolineare - e condividiamo la risposta che lei ha portato qui in Parlamento - quanto sia strategica, fondamentale e prioritaria per Noi Moderati, per il centrodestra, ma per tutto il Governo - lo ha ribadito la settimana scorsa la Presidente del Consiglio Meloni quando ha riferito sull'ultimo anno e mezzo di lavoro del Governo, da qui alla fine della legislatura - la risposta a una delle esigenze ormai sempre più drammatiche e sentite dai nostri concittadini: quella della casa. E mi sembra che anche l'Europa - l'ha sottolineato - si sia accorta di questo, dando addirittura una delega per la prima volta riguardo alle politiche abitative. Vuol dire che non riguarda solo il nostro Paese, ma l'intera Europa.
Una delle obiezioni che è sempre stata fatta, anche qui, dalle opposizioni - lo dico a chi ci ascolta - è che non esistono le risorse. Mi sembra che, da questo punto di vista, oggi, sia chiarito una volta per tutte che, solo per quanto riguarda ovviamente il suo dicastero, sono 3,8 miliardi di euro da destinare al Piano casa. Ovviamente quello che le chiediamo - nel confronto che avverrà dopo che il Consiglio dei ministri avrà approvato questo nuovo Piano casa - è di dedicare attenzione proprio a quelle categorie, nelle grandi aree metropolitane, come le nostre giovani famiglie, i professionisti, che in una città come Milano - pensi agli infermieri, agli insegnanti - si ritrovano ad avere uno stipendio normale, ma a dover pagare, magari ad affitto convenzionato 1.900 euro per 50 metri quadri in zona Fiera; o a dover pagare, mi riferisco a una giovane coppia, 1.100 euro di mutuo al mese solo, magari, per comprare una semplice casa in edilizia che una volta si chiamava convenzionata.
Quindi, andiamo avanti in questa direzione, abbiamo appunto sentito che entro la fine di aprile, all'inizio di maggio ci sarà la presentazione di questo Piano casa. Noi Moderati, insieme a tutto il centrodestra, sarà a sostegno e al fianco di questo Governo perché si possa dare su questo, come su tante altre cose, un segnale concreto, responsabile e fattivo. Grazie di cuore (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare).
