Camera

Realizzazione del progetto Tyrrhenian Link finanziato dall'Unione europea

Data: 13/03/2025
Numero: Seduta n. 285
Soggetto: Senato della Repubblica

PRESIDENTE

PRESIDENTE. Il senatore Terzi di Sant'Agata ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01750 sulla realizzazione del progetto «Tyrrhenian link» finanziato dall'Unione europea, per tre minuti

TERZI DI SANT'AGATA (FdI)

TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Signora Presidente, l'interrogazione in oggetto è stata sottoscritta da me e dai senatori Malan, Matera, Nastri, Pellegrino, Satti e Scurria. Desidero evidenziare anche i firmatari, perché sono indice dell'interesse che suscita il tema specifico del Tyrrhenian link, che si collega a molti argomenti di cui si è parlato questa mattina e oggi.

Vi sono, però, due temi che considero di fondamentale importanza, signor Ministro. Il primo è di carattere generale e riguarda la produzione e l'utilizzazione di energia idroelettrica ed energia elettrica in tutte le sue forme, con le sue possibilità di essere trasmessa in modo efficiente per la differenziazione energetica dell'Italia e dell'Europa; l'altro concerne la strategia e la visione del Governo nel suo insieme, ma anche delle forze politiche di maggioranza, per quanto riguarda l'impiego del PNRR e dei fondi europei. Questa visione si dimostra oggi con questo ulteriore esempio, che io ritengo di particolare rilievo ed è questo il motivo per cui abbiamo presentato questa interrogazione.

Il Tyrrhenian link è una delle infrastrutture strategiche previste dalla rimodulazione del PNRR, con l'inserimento della nuova missione 7 Repower, che sfrutta le tecnologie innovative della corrente continua ad altissima tensione e rappresenta un passo fondamentale per la modernizzazione della rete elettrica, non soltanto nazionale ma europea e della regione che va al di là di Sicilia, Sardegna e Campania, che sono le Regioni italiane toccate da questo progetto.

È passato poco più di un mese dal 7 febbraio, quando è stata avviata la prima fase del Tyrrhenian link.

Questo dimostra quanto anche gli interventi che abbiamo ascoltato siano il leitmotif di visioni forzate, sicuramente non corrette, come lei ha già giustamente rappresentato, signor Ministro, su quello che è l'impegno e la visione del Governo, che procede.

Il Tyrrhenian link è entrato nel vivo dei lavori, della sua fase di attuazione ed è un altro segno concreto. Perché è particolarmente importante? Si tratta della trasmissione sottomarina di energia ad altissima tensione, con cavi posti a 2.000 metri di profondità, per un percorso superiore ai 1.000 chilometri, che andrà a beneficio di Italia, Europa, e dell'intera regione. Questo è un evento di straordinaria affermazione delle tecnologie italiane, assolutamente innovativo, ed è il primo progetto al mondo di questa natura, ad opera di una grande società italiana, Terna, con tutto il mondo collegato della ricerca e dell'innovazione e di quanto c'è di meglio nel nostro Paese e di competitivo nel resto del mondo.

Quindi, credo che bisognerebbe veramente andare tutti fieri delle realizzazioni che vengono compiute e che si stanno ponendo in essere. Dal punto di vista finanziario il Tyrrhenian link ha ottenuto un finanziamento di 500 milioni di euro dal piano Repower EU e che rientra tra gli obiettivi della settima rata del PNRR. Quindi, è una delle tante infrastrutture: abbiamo parlato anche di reti autostradali oggi e delle tante altre infrastrutture che creeranno crescita attraverso queste straordinarie innovazioni che portiamo avanti. La Banca europea degli investimenti ci ha creduto, ha stanziato circa 1,9 miliardi, circa la metà del costo totale, che è 3,7 miliardi e, quindi, anche questo si iscrive in un quadro concreto di insieme.

Le voglio chiedere oggi, signor Ministro, se l'avanzamento di questo lavoro potrà essere reso noto al Parlamento, perché attraverso il Parlamento potrà diventare veramente un acquis italiano conosciuto a fondo dall'opinione pubblica italiana ed internazionale e come tale potrà essere un moltiplicatore anche per i nostri progetti a tutto campo in Europa e anche nei settori collegati, come l'Indopacifico e il Piano Mattei, che pure godono di trasmissioni e di infrastrutture di elettricità ad altissimo potenziale, come il progetto Elmed. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

TOMMASO FOTI - MINISTRO

FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signor Presidente, ringrazio il presidente Terzi di Sant'Agata, il presidente Malan e i senatori di Fratelli d'Italia che hanno presentato questo atto di sindacato ispettivo.

Ringrazio il senatore Terzi di Sant'Agata soprattutto perché del PNRR, come abbiamo visto prima, si parla solo in senso negativo, ma in realtà il PNRR contiene tante misure, come quella in esame, che possono effettivamente essere portate come un fiore all'occhiello della capacità italiana nel senso dell'innovazione; nel caso di specie, riusciamo ad attivare un'infrastruttura di trasmissione di energia elettrica con cavi sottomarini, con un collegamento tra la Sicilia e la Campania, da una parte, e dalla Sicilia alla Sardegna dall'altra, il tutto con un progetto - come lei ha detto - che ha un costo di 3,7 miliardi, al quale il PNRR contribuisce con 500 milioni di euro.

Soprattutto, questa struttura, che sarà pronta nel 2028, necessita - come lei diceva - di un'informativa sistemica al Parlamento, perché ritengo che sia una di quelle opere che rappresentano il futuro e la modernizzazione di questo Paese, la sua capacità di guardare avanti, perché questo è lo spirito col quale dobbiamo affrontare il Piano e le sfide che ci pone. Capisco che quando si parla di riforme si dice che non si vive di riforme e purtroppo è un errore colossale, perché saranno le riforme che abbiamo fatto in questi anni che daranno un elemento di stabilizzazione nel futuro, di modernizzazione al Paese, di capacità di competere. La capacità di competere, mai come oggi, si gioca innanzitutto in ambito energetico. Noi sappiamo bene di avere un mix di energia che purtroppo non è come quello di altri Paesi.

Il costo dell'energia in Italia è tre volte quello spagnolo, ad esempio; le nostre imprese devono competere partendo da un punto di vista molto negativo rispetto alla concorrenza. Dobbiamo allora cercare di realizzare delle infrastrutture che ci consentano di avere non soltanto la soddisfazione di essere i primi a portare dei cavi sottomarini a oltre 2.000 metri di profondità, il che già dice dell'enormità di questo intervento, ma anche e soprattutto di dimostrare che noi crediamo sul serio all'innovazione di questo settore. Si tratta di un settore che dovrà essere completato, perché occorrerà il nucleare, occorreranno le energie rinnovabili, occorrerà sicuramente - come lei diceva prima - l'energia idroelettrica, che è un asset fondamentale.

Voglio aggiungere comunque che tutto il settore dell'energia è fondamentale, per una ragione squisitamente politica: se non vi è indipendenza energetica, non vi è indipendenza politica dagli altri Stati, non vi è libertà di intervenire ed agire, non vi è possibilità, per le nostre imprese, di fare ciò che altre imprese fanno. (Applausi). La ringrazio nuovamente, perché queste sono le misure di cui io penso noi italiani possiamo andare orgogliosi. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Terzi di Sant'Agata, per due minuti.

TERZI DI SANT'AGATA (FdI)

TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio e credo di poter esprimere il ringraziamento anche dei colleghi di Fratelli d'Italia qui presenti per la sua risposta, che è andata veramente sui toni alti della politica che il Governo intende esprimere. La ringrazio perché mi dà l'occasione di integrare, con un cenno di soddisfazione, il fatto che questa infrastruttura dimostra, con le modalità di finanziamento, la dimensione della fiducia e della credibilità nei confronti del nostro Paese. Il finanziamento dipende infatti da credibilità e fiducia, anche dalla fiducia nella prosecuzione di questo progetto e nella sua realizzazione concreta.

Ma c'è fiducia anche in qualcos'altro, cioè nelle parole che si dicono da diversi anni, ormai dall'inizio della legislatura, ma anche da prima, dal presidente del Consiglio Meloni e da lei, signor Ministro, con l'insediamento al Governo, ma anche da prima, come Capogruppo alla Camera. L'indipendenza energetica, cioè la sottrazione del nostro Paese dalla schiavitù di monopolisti unici nella fornitura di energia, che è un bene vitale per l'Europa e per il nostro Paese, così come altri beni sono vitali per le nostre società, deve essere basata sulla differenziazione. L'Italia è naturalmente un hub, anche dal punto di vista della sua collocazione geografica e geopolitica, e deve essere necessariamente un hub di energia per noi italiani, ma anche per i Paesi vicini (penso ai Balcani occidentali, agli altri paesi dell'Europa meridionale, ma non solo). Questo è un fatto estremamente importante.

Le faccio veramente i complimenti, con soddisfazione, per la sua esposizione. L'Italia è diventata già, in modo ancora non completo, un hub energetico, ma è diventata anche un hub per gli interconnettori complessi che esistono al di là del Mediterraneo. Citavo prima l'Indopacifico e il Piano Mattei. Andando lontano, nell'Africa australe, l'Italia è tra i primissimi Paesi ad essersi impegnata per la realizzazione del Corridoio di Lobito. Pensiamo ai nove più cinque Paesi impegnati direttamente come artefici e motori del Piano Mattei in Africa, per arrivare sino alla sponda orientale dall'Africa e all'interconnessione con l'Indopacifico e il Corridoio IMEC. Questi sono tutti elementi che non possono essere negati, sminuiti, trascurati, da qualsiasi parte si discuta e da qualsiasi parte siedano le forze di questo Parlamento. Per questo le sono particolarmente grato. (Applausi).

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl