Mercoledì 10 novembre 2004.
Presidenza del Presidente Tommaso FOTI.
La seduta comincia alle 14.15.
Indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di gestione dell'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali.
Audizione del Sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Antonio D'Alì.
(Svolgimento e conclusione).
Il deputato Tommaso FOTI, presidente, propone che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.
Introduce, quindi, i temi oggetto dell'audizione del Sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Antonio D'Alì.
Il senatore Antonio D'ALĖ, sottosegretario di Stato per l'interno, svolge una relazione su temi oggetto dell'audizione.
Intervengono, per porre domande e formulare osservazioni, il presidente Tommaso FOTI, il senatore Giuseppe Onorato Benito NOCCO (FI), il deputato Aldo CENNAMO (DS-U) e il senatore Gerardo LABELLARTE (Misto-SDI).
Risponde, fornendo ulteriori elementi di valutazione e osservazioni, il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Antonio D'ALĖ.
Il deputato Tommaso FOTI, presidente, ringrazia e dichiara conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 15.05.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di gestione dell'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali, l'audizione del sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Antonio D'Alì, che è accompagnato dal dottor Massimo La Rocca.
In primo luogo ringrazio l'onorevole sottosegretario per aver accolto l'invito della Commissione.
L'indagine conoscitiva, avviata con l'audizione del ministro per gli affari regionali, senatore Enrico La Loggia, nella seduta del 20 ottobre 2004, mira ad operare una ricognizione dei rapporti tra il sistema di gestione dell'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali da un duplice punto di vista.
Il primo aspetto che costituirà oggetto della nostra indagine è collegato all'acquisizione da parte di regioni, province e comuni - in base all'articolo 119 della Costituzione, così come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 - della titolarità ad avere risorse autonome, attraverso l'individuazione di tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, ferme restando le quote di compartecipazione al gettito di tributi erariali riferiti al loro territorio.
L'acquisizione da parte degli enti locali di un proprio autonomo potere impositivo comporta infatti la necessità per gli enti stessi di avere un quadro informativo preciso ed efficace per quel che riguarda i soggetti sottoposti all'obbligo fiscale attraverso, ad esempio, l'accesso al sistema dell'anagrafe tributaria.
Tale necessità appare ancora più stringente se si considera che l'articolo 44 del disegno di legge costituzionale A.C. 4862 e proposte abbinate, recante riforma dell'ordinamento della Repubblica, approvato dalla Camera dei deputati il 15 ottobre 2004, prevede che «entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, le leggi dello Stato assicurano l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione».
Da un altro punto di vista, lo scambio di dati tra il sistema dell'anagrafe tributaria e le amministrazioni locali risulta inoltre di estrema utilità per le attività di riscossione dei tributi esercitate direttamente dallo Stato, in quanto le banche dati delle anagrafi comunali permettono spesso di evidenziare l'esistenza di soggetti sconosciuti al fisco.
Date queste premesse, scopo dell'indagine è quindi quello di verificare quali siano le iniziative ad oggi adottate per permettere uno scambio di dati tra l'anagrafe tributaria e gli enti locali e i possibili strumenti che possono facilitare tale scambio.
Do quindi la parola al sottosegretario di Stato per l'interno Antonio D'Alì per l'illustrazione della sua relazione.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor presidente, colleghi parlamentari, vi ringrazio per l'invito che sicuramente gratifica anche il Ministero dell'interno in uno di quei ruoli non sempre conosciuti, ma assolutamente essenziali, che svolge nel raccordo con le autonomie locali.A seguito dell'entrata in vigore delle norme introdotte dalle leggi sulla semplificazione amministrativa n. 127 del 1997 e n. 191 del 1998, nonché dal decreto del Presidente della Repubblica n. 403 del 1999, che hanno disposto la sostituzione pressoché totale della tradizionale certificazione con la dichiarazione sostitutiva dell'interessato, si è verificato un considerevole aumento dell'attività di interscambio di informazioni fra le amministrazioni, ai fini del controllo della veridicità delle dichiarazioni rese, che può essere effettuato in tempi soddisfacenti solo per via telematica.
Le predette disposizioni hanno inoltre previsto la realizzazione della carta di identità elettronica, che deve contenere il codice fiscale e può essere utilizzata per l'erogazione di servizi nazionali e locali, nonché per effettuare trasferimenti di denaro alle amministrazioni pubbliche e, in futuro, anche per votare.
Al quadro normativo delineato devono aggiungersi il decreto legislativo n. 286 del 25 luglio 1998 e il decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 31 agosto 1999, che, nel disciplinare l'immigrazione, stabiliscono un flusso di informazioni tra uffici anagrafici, questure e INPS, per la verifica della dimora abituale degli stranieri sul territorio nazionale.
Uno degli obiettivi del legislatore è di supportare il sistema regionale che si vuole costruire, con le nuove prospettive di tipo federale, in relazione all'anagrafe tributaria centrale, e quindi evolvere verso forme di collaborazione più avanzate per la realizzazione del federalismo fiscale. Tale scopo presuppone certamente un sistema informativo efficiente ed organico, capace di fornire un migliore quadro alla fiscalità e alle finanze del paese, in modo anche da rispondere alle richieste che vengono in tale ambito dall'Unione europea. Ne migliorerà conseguentemente tutto il governo del paese.
Il potenziamento delle capacità di scambio di dati e di informazioni fra il centro e le realtà locali attraverso l'informatica dovrà tendere alla trasmissione migliore dei dati con meno disagio possibile per il cittadino contribuente. Il federalismo amministrativo e fiscale ha senso solo se migliora i servizi per renderli più efficienti e in tale senso esso deve essere inteso come l'occasione storica per migliorare il paese nel suo complesso e migliorare quindi la qualità di vita dei cittadini destinatari dei servizi pubblici.
L'ordinata gestione dell'anagrafe tributaria, con i rapporti di leale collaborazione e coordinamento tra i diversi organi di governo del territorio, deve essere realizzata con un sistema di interscambio di dati e informazioni concordato tra il centro e il territorio. Come già è stato evidenziato in questa sede dal collega ministro La Loggia, è l'Europa che ci impone la necessità di avere dati certi e complessivi sull'anagrafe tributaria nazionale. Da parte del Ministero dell'interno si dovrà garantire l'omogeneità dei sistemi informatici per tutti gli enti locali. Questi ultimi saranno certamente messi in grado di gestire pienamente i tributi propri all'indomani della piena attuazione del federalismo fiscale.
L'unicità dell'amministrazione presuppone la stessa unicità per la funzione pubblica nel suo complesso; conseguentemente le attività gestionali di tutti gli enti di governo territoriale dovranno essere in grado di assolvere il fine pubblico in quanto tale, che è uguale per tutti gli amministratori e per tutti i cittadini della Repubblica.
Alla luce di quanto sopra esposto, il Ministero dell'interno, sin dal 1999, si è pertanto dotato di uno strumento - il Sistema di accesso e interscambio anagrafico - per l'ottimale espletamento dei compiti allo stesso attribuiti in materia anagrafica e l'attuazione delle disposizioni richiamate, segnatamente in materia di semplificazione amministrativa. Tale sistema, denominato SAIA, consente l'automatica trasmissione delle variazioni anagrafiche alle amministrazioni interessate, oltre che lo scambio per via telematica di informazioni tra gli enti collegati.
Considerato poi che l'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 ottobre 1999, n. 437, stabiliva che la procedura per la comunicazione ai comuni del codice fiscale, da parte del Ministero delle finanze, ai fini del rilascio della carta di identità elettronica, fosse disciplinata con apposito decreto interministeriale e che il decreto-legge 15 gennaio 1993, n. 6, convertito in legge 17 marzo 1993, n. 63, recante «Disposizioni urgenti per il recupero degli introiti contributivi in materia previdenziale», all'articolo 2 disciplina lo scambio dei dati nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e tra queste e altri soggetti pubblici o privati, sulla base del codice fiscale quale elemento identificativo di ogni soggetto, è stato emanato il decreto in data 6 ottobre 2000, con il quale il ministro dell'interno, di concerto con il ministro delle finanze, detta disposizioni per lo scambio telematico di informazioni anagrafiche tra i comuni e il Ministero delle finanze, ai fini dell'attribuzione del codice fiscale. Tale decreto dispone altresì che i comuni, aggiornate le proprie anagrafi, informino il Ministero dell'interno tramite il SAIA.
L'articolo 3 del decreto del ministro dell'interno del 19 luglio 2000, che fissava le regole tecniche e di sicurezza della carta d'identità elettronica, disponeva inoltre che «le amministrazioni e agli enti che, ai sensi della normativa vigente e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 437/99, esercitano funzioni e svolgono compiti nell'ambito delle procedure di produzione, trasmissione, formazione, rilascio, rinnovo aggiornamento e relativa verifica dei documenti, devono provvedere all'aggiornamento dell'indice delle anagrafi tramite collegamento al SAIA».
In attuazione di tale norma e a compimento del progetto già delineato, è stato pertanto istituito con la legge n. 26 del 28 febbraio 2001 l'indice in questione (INA, Indice nazionale delle anagrafi), che costituisce il fulcro del sistema e che contiene nome, cognome, codice fiscale e ultima residenza delle persone iscritte in anagrafe, consentendo l'individuazione del comune al quale richiedere i dati di interesse istituzionale. Il sistema realizzato assicura la piena circolarità dell'informazione anagrafica certificata tra le amministrazioni pubbliche centrali e locali.
In altre parole, l'INA garantisce la correttezza delle informazioni anagrafiche, ivi compreso il codice fiscale e la diffusione tempestiva e automatica delle registrazioni di tutti gli eventi che modificano le situazioni anagrafiche, registrazioni riportate nelle diverse banche dati settoriali delle pubbliche amministrazioni, e fornisce un'informazione aggiornata alle amministrazioni che gestiscono servizi riguardanti i cittadini.
Il sistema è stato concepito come struttura portante dei flussi informativi delle pubbliche amministrazioni, del quale costituiscono elementi essenziali, innanzitutto, l'informatizzazione diffusa delle anagrafi di tutti i comuni, i collegamenti in rete, l'interazione e la cooperazione con le altre anagrafi e con le altre banche dati della pubblica amministrazione; in secondo luogo, l'utilizzo di una chiave di ricerca univoca, individuata nel codice fiscale; in terzo luogo, la disponibilità di informazioni trattate in modo uniforme, tramite la standardizzazione delle codifiche.
A regime il sistema fornirà, inoltre, alle pubbliche amministrazioni la capacità di riconoscere il cittadino in modo certo e unitario, indipendentemente dal procedimento amministrativo in esame e dalla specifica competenza della singola amministrazione locale o centrale.
Nel quadro del complesso ridisegno della struttura finanziaria della Repubblica hanno fondamentale importanza questi meccanismi che consentono di conoscere e mettere a regime la capacità fiscale della popolazione e del paese nel suo insieme. L'anagrafe tributaria è uno degli strumenti più significativi del processo di decentramento e semplificazione amministrativa ormai avviato da alcuni anni, dove il controllo dei flussi finanziari, a livello sia centrale, sia periferico, è di primaria importanza per l'attività amministrativa degli enti locali in riferimento a quella centrale dello Stato, la quale si confronta con il livello sopranazionale europeo. Ciò, come detto, avverrà se ed in quanto potrà essere assicurato il costante allineamento dei dati contenuti nell'anagrafe tributaria con quelli presenti nell'INA e gestito attraverso il Centro nazionale dei servizi demografici.
L'indice delle anagrafi è stato realizzato ed è gestito dal Ministero dell'interno come un servizio accessibile in rete a tutti comuni, i quali sono quindi tenuti a partecipare alla sua creazione ed al suo aggiornamento. A tal fine, i comuni trasmettono per via telematica al gestore dell'indice le variazioni anagrafiche, quali le nascite, le morti, i cambiamenti di residenza. Al momento, il Ministero dell'interno sta procedendo all'implementazione di un servizio generalizzato di notifica degli eventi di variazione anagrafica e di stato civile, necessario per assicurare coerenti ed aggiornate informazioni sui cittadini, che ciascuna amministrazione, sia locale, sia centrale, detiene in relazione ai propri fini istituzionali.
Il Ministero dell'interno, attraverso il Centro nazionale dei servizi demografici, istituito con decreto del ministro dell'interno il 23 aprile 2002, è preposto alla sicurezza e alla validazione dei dati forniti dalle amministrazioni locali. Tale struttura nasce come conseguenza logico-normativa delle competenze affidate alla gestione da parte del Ministero dell'interno in materia anagrafica e dei dati personali. Lo scopo è quello di gestire unitariamente l'attività di tutte le attuali infrastrutture che afferiscono ai servizi demografici, per assicurare la coerenza e l'allineamento dei dati.
In tale contesto, il ruolo dell'INA è, dunque, anche quello di certificare l'associazione tra i dati anagrafici identificativi di ciascun cittadino, la residenza ed il codice fiscale, definendo una base informativa certa che, in modo oggettivo e neutrale, individui in tutte le sue componenti il cittadino rispetto ai procedimenti che lo interessano. In modo oggettivo, si sottolinea, sia perché le informazioni provengono dall'unica fonte legittimata a detenere il dato (il comune), sia perché ciò assicura la neutralità, non fornendo alcun riferimento sui procedimenti concernenti il cittadino ma, essenzialmente, l'indicazione del suo comune di residenza.
Inoltre, l'INA consente di controllare la presenza dell'iscrizione di un cittadino in una sola anagrafe comunale e di eliminare le eventuali duplicazioni d'iscrizione che emergono da un tale controllo (questa funzione è utile ad esempio, per evitare le doppie iscrizioni da parte di cittadini stranieri che vengono a risiedere in Italia, per i quali il fenomeno sembra risultare più frequente rispetto ai cittadini italiani).
In tale scenario, anche sulla base di impegni specifici derivanti dalla normativa vigente è stata accentuata e resa operativa la collaborazione con l'Agenzia delle entrate con la firma di un protocollo d'intesa, avvenuta il 5 aprile 2004, allo scopo di effettuare su ampia scala la bonifica e l'allineamento tra i dati detenuti dalle anagrafi comunali e quelli dei codici fiscali originati dall'anagrafe tributaria.
Tale attività ha un triplice scopo: riportare negli archivi comunali il codice fiscale certificato dall'anagrafe tributaria, in modo da avere nella fonte primaria (il comune) i dati identificativi dei cittadini residenti; riportare negli archivi dell'anagrafe tributaria la corretta informazione anagrafica sulla popolazione residente e, per consenso, anche di quella iscritta all'AIRE; contribuire al più celere popolamento ed aggiornamento dell'INA con l'allineamento fra il dato anagrafico e il codice fiscale, disponibile in modo certificato e standardizzato per l'intera pubblica amministrazione.
La collaborazione fra il Ministero e l'Agenzia delle entrate ha portato, con il supporto tecnico-operativo dell'ANCI, all'allineamento di circa 25 milioni di posizioni, con il conseguente caricamento nell'INA.
Sono stati, inoltre, effettuati presso tutte le prefetture, organi di vigilanza ispettiva sul territorio, corsi di formazione per l'accesso al sistema INA-SAIA per oltre 5 mila comuni. Il programma, inoltre, prevede per l'anno 2005, con un'operazione conclusiva, di realizzare il popolamento definitivo dell'INA da parte di tutti i comuni e di attestare anche, da parte di tutte le prefetture, l'avvenuto collegamento al Centro nazionale dei servizi demografici.
Per questo motivo le infrastrutture di base, hardware e software, nonché di rete, di cui il Centro nazionale dei servizi demografici si sta dotando ulteriormente, consentiranno, a regime, e con la «standardizzazione» dei formati di comunicazione dei dati anagrafici, anch'essi condivisi con l'Agenzia delle entrate, l'accelerazione dei processi di innovazione e semplificazione amministrativa.
Il ministro La Loggia ha ribadito in questa sede la volontà indifferibile di dare attuazione ai principi dell'autonomia finanziaria del sistema regionale secondo i cardini del federalismo fiscale e quindi di dare completa attuazione al disposto dell'articolo 119 della Costituzione. Senza autonomia finanziaria manca ogni capacità progettuale per gli enti di governo locale e quindi manca anche una completa possibilità decisionale per tali enti. Č evidente che l'avvio della completa autonomia finanziaria è un percorso complesso e delicato, ma i nostri sforzi devono tendere senz'altro in tale direzione. Voglio ricordare e sottolineare che le recenti discussioni parlamentari sulla riforma federale dello Stato attribuiscono autonoma potestà impositiva a comuni, province, città metropolitane e regioni, con il preciso intento comunque di non incrementare la pressione fiscale complessiva sui cittadini e sulle imprese.
Per concludere, l'auspicio che ho espresso all'inizio di questa mia relazione sull'integrazione che deve esserci tra anagrafe tributaria centrale e capacità impositive da assicurare da parte degli enti locali deve evolvere in forme di collaborazione sempre più avanzate. Ciò è di cruciale importanza per la realizzazione del federalismo fiscale. Le forme di gestione del complesso della macchina pubblica nell'utilizzare le nuove tecnologie dell'automazione e dell'informatica saranno in grado di realizzare tutto ciò, con l'immediatezza dei dati da fornire e le informazioni da gestire a fini di utilità pubblica.
Vi ringrazio per l'attenzione e resto ora a disposizione per eventuali domande.
PRESIDENTE. Ringraziamo il sottosegretario D'Alì per la sua relazione, particolarmente esaustiva e ricca di elementi nuovi. In particolare, vorrei rilevare come l'informatizzazione oggi consenta anche in periodi brevi di poter sistemare milioni di posizioni. Considerando la data del 5 aprile, quando è stato firmato il protocollo d'intesa tra il Ministero dell'interno e l'Agenzia delle entrate, sono state allineate qualcosa come 25 milioni di posizioni tra i due enti. Sotto questo profilo, si tratta di un dato in sé clamoroso, ma che dimostra come sia possibile, facendo interagire le varie entità locali, ottenere certi risultati.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Abbiamo ottenuto la collaborazione dei singoli comuni su questo, tramite l'ANCI.
PRESIDENTE. Insomma, si tratta di un lavoro effettivamente notevole, il che dimostra anche quello che abbiamo sempre sostenuto sotto questo profilo, cioè che basterebbe sfruttare tutti i dati e metterli in rete e, probabilmente, potremmo avere situazioni ottimali tali da consentire ai comuni di applicare, nel caso, correttamente i tributi con una cognizione ben diversa rispetto al passato. Anche relativamente alla carta di identità elettronica, mi pare si sia registrato un notevole miglioramento e mi auguro si possa proseguire in tale direzione con risultati crescenti.
Manifestiamo, inoltre, disponibilità e apprezzamento per qualsivoglia ulteriore contributo il sottosegretario voglia offrire alla Commissione, trasmettendo ai nostri uffici, anche successivamente, notizie ed integrazioni ancora più esplicative in merito a questa importante iniziativa. Ritengo, infatti, che quello di cui si è discusso costituisca un processo importante ai fini non solo della nostra indagine ma - più in generale - dell'intero lavoro della Commissione, atteso che della carta di identità elettronica e dei suoi effetti positivi hanno parlato in molti, incluso il ministro Stanca, ad esempio in riferimento ad alcuni accordi siglati in materia sanitaria in alcune regioni: raccogliere e rendere disponibile la totalità dei dati attualmente esistenti, mediante un unico strumento, sarebbe più funzionale, efficace e di sicura utilità ai fini dell'azione amministrativa.
Nel ringraziarlo ancora, cedo nuovamente a parola al signor sottosegretario e quindi ai colleghi che intendano intervenire.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor presidente, ringrazio la Commissione per avermi offerto l'opportunità di ripetere, in questa sede, ciò che nella mattina di oggi ho avuto modo di illustrare ai rappresentanti dei paesi europei riuniti a Roma in occasione di un seminario avente ad oggetto proprio la carta di identità elettronica.
Il nostro è un progetto estremamente ambizioso ma, mi permetto anche di sottolinearlo, assolutamente all'avanguardia in questo momento nel panorama internazionale ed europeo. Il progetto è quello di fornire a tutti i cittadini italiani uno strumento di identità sicuro dal punto di vista del dato e garantito dal punto di vista dell'accesso, poiché la rilevazione del dato biometrico - applicato sulla carta di identità elettronica - consente di verificare ad ogni accesso «sensibile» che il portatore della carta ne sia anche effettivamente titolare.
Lei ha giustamente sottolineato che la messa in rete di tutti i dati del cittadino posseduti dalle varie amministrazioni condurrà al risultato di dar vita ad una banca dati certamente molto dettagliata ma, per alcuni aspetti, anche molto «sensibile», ai fini della tutela della privacy: in risposta a tale osservazione, vorrei evidenziare come, in realtà, ad essere garantito dall'introduzione di questa misura sia proprio e soprattutto il cittadino anziché l'amministrazione, perché il dato biometrico applicato consentirà di accertare che il portatore della carta - nel momento in cui la utilizza per ottenere alcuni servizi - ne sia anche titolare effettivo.
In tal senso, sebbene non lo abbia sottolineato nel corso della mia relazione, ritengo sia utile evidenziare come tutti passaggi tesi alla costruzione dei meccanismi illustrati, ivi compresa la dissuasione della carta di identità elettronica, siano sempre più strettamente concordati con l'Autorità garante per la protezione dei dati personali, stante l'estrema delicatezza della materia di cui si discute.
Per quanto riguarda, infine, l'attuazione pratica del progetto, informo che stiamo attualmente distribuendo la carta di identità elettronica in 56 comuni, essendo passati da una fase iniziale in cui abbiamo testato esclusivamente l'emissione ad una seconda, di erogazione effettiva dei servizi. Le risorse rese disponibili dal Ministero dell'interno, per un totale di 18 milioni di euro, hanno così consentito ai comuni interessati di finanziare l'attivazione dei servizi al cittadino, con il risultato che la carta rilasciata, oltre alla sua funzione «legale» di documento di identità, è stata impiegata anche per servizi di certificazione (in certi casi, alcuni comuni hanno reso possibile effettuare con la carta, ad esempio, la preiscrizione alle scuole materne).
Nei 56 comuni campione - selezionati in modo da coprire tutte le classi demografiche e rappresentare le diverse aree geografiche del territorio nazionale (operazione necessaria per capire esattamente in che modo procedere e come ottenere i migliori risultati) - sono state già distribuite circa 300 mila carte, sebbene nell'arco di 12 mesi ne dovranno essere distribuite un milione e mezzo (questo è il target da raggiungere, rappresentato dalla popolazione dei comuni campione, il più grande dei quali, Trieste, ha circa 300 mila abitanti, il più piccolo ne ha mille).
Se il Parlamento ci autorizza, presenteremo un'iniziativa normativa in materia durante o immediatamente al termine dell'esame del disegno di legge finanziaria. La distribuzione della carta su tutto il territorio nazionale dovrà, comunque, decorrere dal 1o gennaio 2006; prosegue, intanto, la sperimentazione nei 56 comuni richiamati, ove ad essere sollecitato, oltre al ricambio delle tessere in vigenza, è anche quello delle tessere in scadenza, essendo nostro interesse dotare l'intero «parco» cittadini - mi scuso per l'espressione utilizzata -, della carta, al fine di verificare la possibilità di attuare alcuni servizi. Dal punto di vista dell'amministrazione centrale, resta fermo che a divenire disponibili - mediante utilizzo di carta di identità elettronica - dovranno essere quei servizi mantenuti in capo allo Stato centrale, dopo la riforma. Da questo punto di vista, dovrà anche essere accelerata l'interconnessione tra le varie amministrazioni centrali, obiettivo di non facile perseguimento, attesa la difficoltà di far incontrare i ministeri, e le loro diverse istanze, attorno ad un unico progetto, sebbene si siano registrati taluni spunti interessanti e ripetute manifestazioni di disponibilità che ci lasciano piuttosto ottimisti in proposito.
Per quanto riguarda l'Indice nazionale delle anagrafi, confermo che il dato sarà suscettibile di ulteriore miglioramento, nella speranza di completare - entro la fine del 2005 - il processo, rendendo disponibili tutti i dati anagrafici dei cittadini residenti. Č stato inoltre avviato un progetto per gli stranieri residenti, non cittadini (che interesserà, cioè, i soggetti extracomunitari), il quale ci consentirà, nel 2005, di cominciare ad emettere, con le stesse modalità sperimentali della carta di identità elettronica, anche il permesso di soggiorno elettronico.
GIUSEPPE ONORATO BENITO NOCCO. La Sogei avrà un ruolo nell'espletamento e nel completamento di questo progetto?
PRESIDENTE. Mi pare che il Ministero dell'interno si avvalga di sue strutture e di un suo sistema, se ho ben capito, il sistema SAIA.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Sì, ma non è escluso il coinvolgimento della società, con la quale è stato aperto un tavolo. Ritengo del resto - questa è una mia visione, assolutamente personale - che tutte le amministrazioni dello Stato costituiscano patrimonio collettivo e in tale veste debbano ugualmente concorrere ed essere coinvolte nella realizzazione di progetti simili. Perseguo questo obiettivo, nel tentativo di abbattere quanto più possibile i compartimenti stagno. Spero in tal senso che anche la Sogei possa partecipare all'iniziativa in corso, trattandosi di un soggetto capace di contribuirvi in modo sicuramente interessante.
ALDO CENNAMO. Nel ringraziare il sottosegretario, colgo l'occasione per svolgere talune considerazioni. Il presidente ha ricordato, nella sua breve introduzione, come la nostra indagine sia naturalmente molto mirata alla ricognizione dei rapporti tra anagrafe tributaria e sistema delle autonomie, atteso che ci avviamo a grandi passi verso l'attuazione del federalismo fiscale, presupposto del quale è il superamento della finanza derivata.
Alla luce di ciò, stiamo svolgendo un lavoro di indagine volto a comprendere in che modo i dati disponibili, le banche dati, e l'anagrafe tributaria in primo luogo, siano messi a disposizione dei comuni che - unitamente a province e regioni - nel corso dell'ultimo decennio hanno già mosso passi avanti enormi nel reperimento di risorse proprie per far fronte alle esigenze delle rispettive comunità. In tale direzione si orienta il senso di marcia che ci siamo imposti.
In questo quadro, dunque, fa piacere riscontrare che il dialogo tra sistema delle autonomie e Ministero dell'interno si sviluppa lungo direttrici così importanti, come avviene per l'anagrafe tributaria. Abbiamo avuto, infatti, la fortuna, o forse, ancor meglio, la lungimiranza, di essere un paese all'avanguardia su questo terreno, in Europa. Lo ricordavamo già con il ministro La Loggia in occasione del nostro recente incontro.
In tale contesto, appare senza dubbio utile sviluppare ed incentivare quegli strumenti capaci di rappresentare presupposti importanti per realizzare gli orientamenti che il Parlamento si è dato in materia di assetto federale, di cui il federalismo fiscale rappresenta un punto essenziale e significativo. In questo senso, prendo atto volentieri e con piacere che il dialogo, storicamente determinatosi, tra amministrazione ed enti locali prosegua lungo linee di azione comuni e presupponga passi in avanti ulteriori da compiere.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Lo spunto è importante. Alla luce di ciò, quanto possiamo e dobbiamo assicurare alle amministrazioni locali sono sicurezza e certezza dei dati. Nel momento in cui tendiamo verso un modello capace di accrescere il potere impositivo degli enti locali, la sicurezza del dato - obiettivo già di per sé determinante per la stessa amministrazione centrale - diviene, infatti, ancor più essenziale, consentendo agli enti locali di essere sereni non solo nella loro attività di imposizione amministrativa, ma anche e soprattutto in quella di riscossione.
Svolgo questa considerazione ben sapendo che purtroppo - posso dirlo con certezza, occupandomi, appunto, di enti locali presso il ministero - la percentuale di non riscosso, nei tributi locali, è al momento elevatissima. Questo, con le dovute differenze, è un fenomeno purtroppo presente su tutto il territorio nazionale. Tutto ciò, forse, è anche dovuto alla mancanza di strumenti informatici che dialoghino fra di loro, che siano completi e che possano offrire un dato certo per tutti.
La stessa amministrazione centrale ha bisogno della collaborazione dell'ente locale per il continuo aggiornamento dei dati; infatti, tra tutte le entità e tra i concessionari di servizi pubblici estremamente interessati all'implementazione della carta d'identità elettronica, che ha come propria forza la sicurezza dell'aggiornamento dei dati, ci sono i concessionari della riscossione e naturalmente i comuni.
Noi pensiamo che in questo modo si possano veramente risparmiare cifre notevolissime nel contenzioso per la riscossione dei tributi locali, perché ad ogni percentuale di evasione corrisponde un'attività di ricerca del contribuente e il tentativo di esecuzione; quindi, se siamo in grado di costruire assieme agli enti locali un dato certo e sicuro, riusciremo ad aumentare l'efficienza in questo delicatissimo settore.
ALDO CENNAMO. Se mi permette, il problema non è riferito al Ministero dell'interno, ma all'anagrafe tributaria e al Ministero dell'economia, che non riescono a mettere a disposizione dei comuni tutto il campo di conoscenze e le banche dati che ci sono a disposizione.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Ma tale meccanismo è nato per questo.
ALDO CENNAMO. Č una battaglia che facciamo da anni e se riuscissimo a trasferire questo potenziale di conoscenze agli enti locali ne avremmo un beneficio reciproco. Non possiamo, infatti, presupporre che in futuro, attuato il federalismo fiscale, vengano creati venti sistemi di anagrafe tributaria; ce ne sarà necessariamente solo uno. Tutto ciò presuppone, quindi, un dialogo aperto e fecondo tra il sistema locale e quello nazionale.
GERARDO LABELLARTE. Il sottosegretario, sia nella relazione sia nelle successive integrazioni, ha anticipato il tema della tutela della riservatezza dei dati, che la nostra Commissione ha posto da sempre al centro dell'attenzione nelle varie indagini conoscitive; proprio su questo argomento vorrei avere qualche informazione.
Sono ammirato dal fatto che questi sistemi hanno la capacità di scambiarsi informazioni in tempo reale, ma contemporaneamente, come ogni cittadino di questo paese, sono preoccupato che molti operatori possano accedere a queste banche dati ricche di informazioni delicate e sensibili. Vorrei, quindi, sapere se il sottosegretario sia in grado di darci qualche informazione in più sulla posizione del garante della privacy al riguardo e sui limiti di accesso ai dati da parte degli operatori di quei 5 mila comuni che partecipano ai corsi di formazione per l'accesso al sistema, anche perché spesso taluni di questi servizi vengono esternalizzati dai comuni, facendo sì che il numero degli operatori sia sempre più ampio e meno controllato.
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Come traspare dal contenuto di alcuni passaggi della relazione, i dati che vengono immessi nell'anagrafe attraverso l'Indice nazionale anagrafico sono informazioni ( nome, cognome, data di nascita e luogo di residenza) strettamente anagrafiche; non ci sono dati sensibili, anche se attraverso il popolamento dell'Indice nazionale anagrafico si ha un'esatta identificazione del cittadino.
La formazione che noi facciamo ai comuni è diretta al personale degli enti locali per l'esatto popolamento dell'Indice nazionale; infatti, quando parliamo di 25 milioni di posizioni allineate intendiamo posizioni già sistemate dal punto di vista dell'aggiornamento, ma suscettibili di ulteriori revisioni nel momento in cui il comune registra qualche variazione.
GERARDO LABELLARTE. Una volta che si allineano 25 milioni di posizioni, l'operatore del comune, che viene formato per l'accesso al sistema, può accedere anche al dato anagrafico tributario o solamente a quello anagrafico?
ANTONIO D'ALĖ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Accede soltanto al dato anagrafico, non può interrogare il sistema per conoscere la posizione fiscale del cittadino; questa mansione, infatti, è riservata soltanto a determinati operatori. In questo caso, quindi, parliamo solo di aggiornamento del dato anagrafico che, comunque, credo sia assolutamente utile per chi è addetto ai problemi della riscossione e dell'analisi fiscale nel suo complesso.
Ribadisco, comunque, che ogni volta che cambiamo un elemento del software lo sottoponiamo rigorosamente al parere del garante.
PRESIDENTE. Ringrazio il sottosegretario per l'esaustiva relazione, che contiene elementi e spunti di indubbio interesse; inoltre, ci auguriamo possa essere sempre più implementata l'attività pregevole di cui egli ci ha dato conto.
Dichiaro conclusa l'audizione.
