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Amministrative; Pdl-Lega: in provincia problemi più grossi, non c'è doppio turno

Data: 09/01/2012

Rimandata l'abolizione della Provincia al 2014, quest'anno sarà il tempo del test in cinque elezioni comunali da affrontare, ancora oggi, con l'incognita della politica nazionale. Al voto oltre al comune capoluogo andranno Bettola, Carpaneto, Monticelli e Villanova.
La politica nazionale tende a fare e disfare alleanze, favorendo la proliferazione di liste e miniliste. Il 2012 non sarà più l'anno dei "listoni" di una volta, che riuscivano ad accorpare partiti tra loro profondamente differenti. Quest'anno, Lega Nord e Pdl non ne vogliono sapere di andare a braccetto. O, meglio, sembra piuttosto la Lega di via Trieste a dire, su indicazione del nazionale di Milano, che quell'alleato lì non va proprio più giù. È il segretario provinciale del Popolo delle Libertà, Tommaso Foti, ad ammettere con lucidità che «la situazione delle elezioni provinciali, con quattro Comuni al voto, è più difficile di quella del capoluogo, Piacenza. Sì, perché mentre a Piacenza siamo distinti ma non distanti, nei Comuni questo non accade. Insomma, il problema vero è che in provincia, non essendoci il doppio turno, se la Lega volesse andare alle elezioni con una sua lista, alcuni problemi, senza dubbio, li avremmo».
Il Pdl, intanto, lavora. Convoca riunioni su riunioni. «Ci si muove con i coordinatori - prosegue il parlamentare del PdL - per parlare, per vedere, per ragionare. Ma lo sappiamo tutti: fino alla fine di febbraio questa situazione non sarà sbloccata».
Infine, l'ultimatum. «O si fanno le coalizioni o si rischiano di fare solo delle battaglie di testimonianza» conclude Foti, con un monito che suona come l'ultima chiamata al Carroccio, dopo il tentativo di stringere un "patto tra gentiluomini" tra il coordinatore di casa PdL e il segretario provinciale della Lega Nord, Pietro Pisani, come riportato ieri da Libertà.
Come si spiega, tuttavia, il fatto che la Lega Nord abbia deciso di creare dei gruppi consiliari autonomi in tutti e quarantotto i Comuni?
A Castelvetro, il diktat è già stato rispettato con la nomina di Ugo Barbieri a nuovo capogruppo della Lega Nord. Il sindaco Francesco Marcotti, in quota PdL, ha precisato che non si è trattato di una scissione locale, ma di una conseguenza del piano nazionale. «Non vedo niente di strano nella costituzione dei gruppi autonomi - replica l'onorevole Foti -, penso che sia una questione abbastanza normale, nel senso che, chiaramente, nel momento in cui una coalizione viene meno a livello nazionale tutti tendono a voler dare visibilità al proprio simbolo».
Anche il sindaco di uno dei Comuni più popolati della provincia, Carlo Capelli, primo cittadino di Castelsangiovanni, non si scompone al pensiero che la sua maggioranza di centrodestra possa veder marcate le differenze tra Lega Nord e Pdl. «Penso che la posizione della Lega sia in coerenza con il livello nazionale - precisa il sindaco - ma penso che sia in grado di distinguere, a seconda di dove si trova, la sua posizione, e sappia portare avanti la presa in carico delle sue responsabilità. Al di là della presa di posizione a livello nazionale, mi auguro che ci sia una valutazione a livello locale. Nel mio caso, ad esempio, sono stato eletto in una lista civica, appoggiata da partiti di centrodestra, ma nata da un fulcro civico. Segnali di discontinuità? Non ne ho avuti e non ne avrò».
Due marce, quindi, un livello nazionale e un livello locale. Ma, intanto, nessuno, per il 2012, parla più di alleanze. Ma solo di correre da soli.

da Libertà

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TommasoFoti
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