Data: 04/08/2005
Foti (An) presentò l'esposto a gennaio: «La struttura è un bene, ma si poteva ottenerla risparmiando»
L'Autorità di vigilanza rileva irregolarità e le segnala alla Corte dei Conti
Ipotesi di danno erariale e conseguente segnalazione alla competente Procura della Corte dei Conti. L'Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici ha riscontrato irregolarità di carattere procedurale nella
concessione dei lavori per la costruzione del Palabanca che vennero affidati dal Comune direttamente a Copra.
Nel provvedimento adottato dal Consiglio dell'Autorità di vigilanza, in data 14 luglio 2005 si legge: «L'Ente, ricorrendo a procedure atipiche di affidamento/realizzazione di opere pubbliche, ha in concreto eluso i modelli tipizzati della concessione di costruzione e gestione...In tal senso, inoltre, il mancato ricorso alle procedure selettive ad evidenza pubblica per la scelta dell'affidatario delle opere, porta a configurare l'ipotesi di danno erariale per la quale si rende necessaria la segnalazione alla competente Procura della Corte dei Conti».
A diffondere l'esito di questi primi accertamenti dell'Autorità e a spiegare come sia maturata la vicenda è il deputato piacentino di Alleanza Nazionale, Tommaso Foti, che, ieri mattina, ha convocato una conferenza stampa in cui ha rivelato la paternità dell'esposto, venuto a galla soltanto negli ultimi giorni, ma che giaceva sui tavoli dell'organo di vigilanza già dal febbraio scorso, ovvero poco dopo l'allestimento dei cantieri a Le Mose.
«Faccio una premessa - ha detto Foti - mi piace la pallavolo e sono contento che la città abbia a disposizione una struttura così importante anche per altri fini. Dico solo che si poteva ottenere lo
stesso risultato anche adottando una procedura di affidamento lavori che fosse corretta, ovvero rispettando le norme di legge, la trasparenza e la chiarezza».
«La procedura non è un aspetto irrilevante - ammonisce Foti - mi ero accorto fin da subito che l'assegnazione diretta dell'esecuzione dei lavori a Copra volley non rispondeva ai crismi della legge Merloni. E, dopo aver studiato a fondo la questione, mi sono rivolto all'Authority che è composta da 5 membri nominati congiuntamente da Camera e Senato».
Secondo Foti, e oggi secondo l'Autorità di vigilanza, il Comune - trattandosi di un'opera pubblica finanziata per la maggior parte con contributi comunali (3 milioni e 200mila euro vengono versati dall'ente di Palazzo Mercanti a fronte di una spesa complessiva di 4millioni e 700mila euro) - non avrebbe dovuto effettuare una sorta di trattativa privata con Copra volley, bensì affidarsi a un iter di evidenziazione pubblica, ovvero con la partecipazione di più soggetti a una gara pubblica, come vuole la Merloni. «Non è escluso che si potesse arrivare ad un progetto migliore e magari, anche ad un risparmio di denaro pubblico. Dico questo anche perché tra 10 anni, quando scade la convenzione, il Comune finirà giustamente per acquisire il palazzetto.
Aggiungo che, nel presentare l'esposto, non c'era alcuno spirito di animosità verso il Comune o verso Molinaroli, al tempo candidato per le Provinciali». Intanto dunque, dopo l'ipotesi di danno erariale riscontrato dall'autorità di vigilanza, la palla passa alla Corte dei Conti. Il Comune ha 30 giorni di tempo per produrre delle controdeduzioni, che dovrebbero servire a riparare la situazione.
«Francamente - conclude Foti - mi pare che qui la riparazione sia da escludere dato che l'opera è già stata realizzata».
La Cronaca
