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Aree militari: quando è servita l'unità politica non è mancata

Data: 16/05/2011

di TOMMASO FOTI* e MASSIMO POLLEDRI**
Conveniamo pienamente con il Comitato parco Pertite che debba cessare ogni polemica politica sulla vicenda delle aree militari, nella quale - per altro - siamo stati tirati dentro dai continui ed immotivati attacchi rivolti al Governo.
Ciò detto, vogliamo chiarire che il "metodo Galleana" - cioè la positiva collaborazione tra tutte le forze politiche che, negli anni '80, consentì al Comune di Piacenza di arrivare ad avere, prima in disponibilità e poi in proprietà, il parco di Via Manfredi - è stato fino a poco tempo fa pienamente seguito.
A partire dal 21 luglio 2010, quando i partecipanti al tavolo per le aree militari istituito presso il Comune di Piacenza - tra cui i sottoscritti - sottoscrissero la proposta formulata dal Sindaco, da inviare al Ministero della Difesa, che riaffermava una scelta politico-amministrativa ben chiara e che vale la pena di ricordare.
L'esigenza che la comunità piacentina avvertiva, secondo quel documento, era quella di vedere consegnate alla Città alcune aree oggi ancora nella disponibilità dei militari (tra le quali quella compresa tra Viale Malta e Piazzale Genova, che ospita attualmente la sede del Polo di Mantenimento Pesante Nord) e di prevedere la realizzazione di un nuovo stabilimento militare su parte (circa 16 ettari) dell'ex Pertite, che per la parte rimanente (12 ettari) sarebbe stata destinata a verde pubblico.
D'altra parte, che obiettivo primario per Piacenza fosse quello del trasferimento del Polo di Mantenimento Pesante Nord dall'attuale sede, risulta confermato anche dall'intesa - rilevatasi poi inattuabile sotto il profilo finanziario da parte del Comune - sottoscritta il 3 aprile 2008 tra il Sindaco Reggi ed l'allora Sottosegretario Forcieri, che prevedeva la nuova collocazione dello stabilimento militare a Le Mose.
Ora, dunque, non è che l'unità politica sugli obiettivi da raggiungere sia mancata: il fatto è che la proposta formulata nel luglio del 2010 dal Comune di Piacenza - sostenuta, nelle competenti sedi, anche da coloro che scrivono - per potere essere operativa necessitava, in primo luogo, dell'avvallo dello Stato Maggiore dell'Esercito che, invece, il 23 febbraio 2011, l'ha valutata non attuabile, almeno nelle modalità proposte.
Appare, dunque, chiaro che oggi il Comune di Piacenza - meglio sarebbe il tavolo per le aree militari - è chiamato ad operare una scelta: o insistere presso lo Stato Maggiore dell'Esercito per ottenere un parere diverso da quello con cui ha bocciato la realizzazione del nuovo stabilimento militare su parte dell'ex Pertite, o rinunciare a rendere fruibile ai piacentini l'area posta tra Viale Malta e Piazzale Genova (e, con essa, il Castello Farnesiano, i bastioni e gran parte di quel verde che arricchirebbe la dotazione del Parco delle Mura) e sollecitare una radicale ristrutturazione dello stabilimento lì ospitato, integrata dalla costruzione di alcuni nuovi capannoni, indispensabili sia per il migliore funzionamento del Polo, sia per garantire i livelli occupazionali.
Ogni decisione sull'area dell'ex Pertite, almeno per quel che riguarda il Comune di Piacenza, dipenderà dunque dalla scelta che vorrà - o vorremo, se nuovamente coinvolti - fare tra le due indicate opzioni.
*deputato Il Popolo della Libertà
**deputato Lega Nord

da Libertà e Cronaca

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