Data: 17/06/2005
Appare incredibile ma sulla vicenda Enia-Aem vi è la completa omertà da parte delle istituzioni cittadine anzi c'è un assordante silenzio e disorientamento del Sindaco.
La città e le istituzioni, ma anche il tessuto produttivo, sono tenuti all'oscuro. Dopo aver sbandierato ai quattro venti di essere entrati con una quota importante nell'acquisto di Italenergia Bis scopriamo che Enia vorrebbe, ma con quali soldi, avanzare una richiesta di una put, una sorta di via di uscita dove l'opzione di vendita dovrebbe venire concessa dalla stessa Aem, per entrare nel consorzio Delmi. Quello che assistiamo è la totale mancanza di un progetto industriale e di prospettive concrete da parte del fronte emiliano-romagnolo. Rimangono irrisolte molte questioni certamente di non scarso rilievo. Come pensava l'azionista del Comune di pagare centinaia di miliardi? Aumentando i costi già elevati dei servizi (rifiuti ed acqua)? O esponendosi con le banche con il rischio che gli interessi siano a carico della comunità?
Appare evidente che questi dubbi sono le ragioni del costante silenzio del Sindaco, e quello che assistiamo è una ""finanza allegra ed incosciente"" dell'amministrazione cittadina che deve essere denunciata con severità. Per garantire la trasparenza, elemento alla base di ogni azione pubblica e non, occorre oltre alla divulgazione di precise informazioni, su questa delicata vicenda, anche il coinvolgimento di tutti gli attori a partire delle categorie economiche direttamente coinvolte, cosa che ad oggi non è accaduta. Siamo di fronte al rischio di perdere un'ulteriore opportunità che purtroppo con questa amministrazione appare una costante tutta piacentina. Con quale risultato poi, probabilmente di tutta la vicenda beneficerà la solita cooperativa reggiana.
di Tommaso Foti e Massimo Polledri
da Libertà
