Camera

Comune, chiesto lo stop dei lavori in attesa dell'udienza

Data: 12/10/2004

Dalla Cdl è stata avanzata ieri anche una richiesta riecheggiata sia in aula sia nella conferenza dei capigruppo tenutasi appena prima della seduta. E cioè che si sospenda l'attività del consiglio fino al pronunciamento dei giudici, quello almeno di primo grado, al quale l'opposizione, si è impegnato («con un patto tra galantuomini») Tommaso Foti (An), cercherà di arrivare nel più breve tempo possibile. Significa, secondo l'onorevole, mettere in conto qualche giorno ancora per l'approfondimento giuridico in corso tra gli amministrativisti chiamati in causa dalla Cdl (in particolare, da quanto si è appreso, Antonio Carullo, ordinario di diritto pubblico all'università di Bologna), dopodiché partirebbe il ricorso al Tar di Parma (intorno al 15-20 ottobre) con allegata istanza di sospensiva, il che porterebbe il tribunale a fissare l'udienza per la fine di novembre.
Si tratterebbe, certo, di un verdetto di primo grado, subito appellabile davanti al Consiglio di Stato, ed è verosimile prevedere che la parte soccombente scelga questa strada che terrebbe tutto sub iudice per almeno un altro mese ancora. Ma la minoranza ritiene che attendere il primo grado prima di far riunire nuovamente il consiglio sia la cosa più saggia in modo di non vedere approvare atti destinati poi a decadere nel caso il Tar annullasse la seduta del 1° ottobre.
Si convochi l'assemblea solo per provvedimenti di massima urgenza, ha chiesto Foti, ma sul punto la maggioranza è sembrata fare orecchi da mercante visto che sia in aula sia in conferenza dei capigruppo l'appello risulta essere stato raccolto. Vero è che fino a lunedì 8 novembre è difficile che siano in calendario sedute visto che la giunta si è presentata ieri dai capigruppo senza argomenti da portare ad approvazione e che l'unica adunanza fissata è un consiglio "aperto" sulle problematiche della Terza Età, richiesto da sindacati dei pensionati, in agenda per il 25 ottobre. Considerato che il lunedì successivo è festa (Ognissanti), si arriva così all'8 novembre. La maggioranza può, dunque, avere pensato di aspettare quella data per decidere come procedere con davanti un quadro più chiaro sul fronte giudiziario, avendo in mano il (ancora eventuale) ricorso e il giorno dell'udienza.


da Libertà

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TommasoFoti
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