Data: 02/11/2004
Nuovo affondo di Foti sulla decisione della giunta di tagliare l'Ici per la prima casa e di aumentare al massimo quella per il secondo immobile. «Solo con il centrodestra diminuirono le imposte comunali» sottolinea Tommaso Foti, consigliere comunale e deputato di An. Venerdì la Giunta ha varato una serie di decisioni sul bilancio 2005 che entro dicembre dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale. La Giunta Reggi ha previsto di abbassare l'Ici sulla prima casa da 4,95 per mille a 4,8, mentre l'imposta sul secondo immobile salirà al massimo previsto dalla legge: 7 per mille (era al 6,5). Da brivido la percentuale applicata sulle case sfitte: 9 per mille. Inoltre, l'addizionale Irpef - Piacenza non l'aveva mai utilizzata prima - dovrebbe essere dello 0,1 per cento, il tetto massimo consentito dalla Finanziaria, anche se Reggi pensava di imporre lo 0,2. Dal "paniere" della Giunta emergono anche gli aumenti delle tariffe dei servizi sociali: mense, sport, asili risentiranno della variazione Istat dell'inflazione. La Giunta, inoltre, si è impegnata a non ritoccare la spesa sociale. Foti parte alla carica, contesta la difesa della manovra da parte del centrosinistra e accusa Rifondazione comunista di assecondare le scelte di Reggi pur di stare nelle stanze del potere. Il deputato di An parla a tutto campo e ricorda come «la Giunta Guidotti impose l'Ici al 4,2 per mille. Inoltre, fissò i contratti minimi di locazione al 3,8 per mille, utilizzando la legge 431, quella che prevedeva l'accordo tra le parti. Se le imposte comunali a Piacenza sono meno care che altrove è perché le ha abbassate la Giunta Guidotti. Da quando la sinistra è tornata a Palazzo Mercanti, invece, è stata capace solo di aumentare le imposte ai piacentini ». Poi, la stilettata a Rifondazione. «Ci chiediamo - continua Foti - dove sia finita la coerenza di rifondazione comunista che, quando era in minoranza, proponeva, anche se la legge lo impediva, di abolire l'Ici sulla prima casa. Oggi, invece, Rifondazione pur di stare nelle stanze del potere accetta una limatura dell'imposta sulla prima casa pari al costo di una pizza: un niente, rispetto all'aumento imposto da Reggi due anni fa». Ritornando all'inizio della crisi che costò il posto all'assessore Marco Gelmini, Foti commenta che «se ci fosse stato Gelmini non si sarebbe fatto prendere in giro, perché lui sapeva leggere i bilanci. Invece i suoi soci, oggi, se li fanno raccontare». Il riferimento a Gelmini vuole ricordare che l'ex assessore venne "silurato" dal sindaco proprio perché durante un c o n clave della Giunta espressecritiche sull'Ici e disse che se l ' i m p o s t a non si fosse abbassata il Prc avrebbe lasciato la coalizione di governo. Il 7 per mille di imposta sulla seconda casa, poi, «significa che aumenteranno gli affitti per gli inquilini e aumenteranno anche i benefici non concessi per chi fa i contratti tipo. Questa è la socialità del governo Reggi: togliere ai poveri per dare alla Giunta». Anche sull'Irpef, la Giunta fa demagogia, secondo Foti: «E' un altro modo per togliere soldi dalle tasche dei cittadini. La Giunta Guidotti non aveva applicato l'Irpef. La Giunta accusa il Governo e la Finanziaria per i tagli, ma dovrebbe guardare le consulenze inutili che assegna e le spese allegre». Sui tagli ai trasferimenti agli Enti locali previsti dalla Finanziaria, infine, Foti ricorda «con dispiacere quelli record praticati dai governi dell'Ulivo. Per la sinistra e i suoi alleati, dunque, ogni vittimismo sul punto è, oltre che fuori luogo, anche autolesionistico ». Insomma, la battaglia sul bilancio è appena cominciata.
da La Cronaca
