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Irregolarità amministrative e segnaletica assente: l'onorevole dai carabinieri

Data: 08/11/2005

E' piombata l'ennesima "incudine" sulla testa di Reggi: la seconda denuncia nel giro di una settimana per questioni legate alla circolazione stradale.
Dopo quella di martedì scorso da parte di Dario Squeri per la mancanza di segnaletica che indicasse i cambiamenti al semaforo dello stradone Farnese, ieri è stata invece la volta dell'onorevole Tommaso Foti la cui auto è rimasta gravemente danneggiata dal paracarri a scomparsa installato la mattina stessa dal Comune per regolamentare
l'accesso in largo sant'Ilario e attivatosi inaspettatamente proprio nel momento del suo passaggio, senza alcun tipo di preavviso.
Ma la questione sembra andare ben oltre un semplice problema di funzionamento del colonnotto elettrico spuntato improvvisamente dal suolo. Il "caso", infatti, parrebbe innanzitutto amministrativo e questo per varie ragioni. A cominciare dal fatto che il Comune di Piacenza non abbia comunicato a Foti nessun cambiamento, né tanto meno la necessità di dotarsi di un telecomando per accedere alla
piazzetta dietro a palazzo Mercanti, e questo nonostante l'onorevole fosse sempre stato in possesso di regolare autorizzazione. Ma non è tutto. «Tanto per cominciare - spiega arrabbiatissimo l'esponente di Alleanza nazionale - l'ordinanza in questione non è ancora esposta all'albo pretorio e quindi non può essere considerata esecutiva.
Inoltre è tutta da dimostrare la legittimità di una decisione che vuole consentire l'accesso a una piazza solo a consiglieri comunali e assessori ma in ogni caso, chi è in possesso di un'autorizzazione non più valida credo che quanto meno debba essere informato dall'Amministrazione e non dai giornali». Per non parlare della segnaletica con cui il Comune ha pensato di avvertire del cambiamento
in questione: due pannelli temporanei e, a quanto pare, non regolari.
«La segnaletica non esiste - rincara Foti - perché questi due pannelli che hanno piazzato in via Garibaldi non hanno nessun valore dal punto di vista normativo. Non c'è una luce o un segnale, solo quel fastidioso "bip" che comincia a suonare quando il pilone entra in funzione, disturbando per altro tutto il vicinato. Quando io mi
sono immesso nel vicolo, evidentemente era appena passata qualche consigliere dotato di telecomando: fatto sta che il colonnotto era invisibile sottoterra e si è attivato sotto alla mia auto solo dopo, danneggiandola gravemente. A me è andata comunque molto bene: cosa sarebbe accaduto se al posto mio ci fosse stata una moto o una
bicicletta?». Una serie di circostanze costate al sindaco l'ennesima denuncia già sporta dall'onorevole Foti ai carabinieri di Piacenza.
Intanto la polemica monta anche tra i residenti della zona che improvvisamente per accedere alle loro abitazioni si vedranno costretti, ogni volta e solo in caso di emergenze, a recarsi in Comune per prendere provvisoriamente l'apposito telecomando. Un disagio di fronte al quale persino i problemi creati dalle fioriere di via Venti settembre sembrano ridimensionati.

da La Cronaca

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