Camera

«L'alleanza con l'Udc votata dagli elettori»

Data: 12/02/2011

Molta carne al fuoco per il presidente della Provincia. A parte gli attacchi provenienti dal parlamentare della Lega Nord Massimo Polledri sulla statale 45, anche l'Udc inizia a scalpitare.
E' alle viste per la prossima settimana un faccia a faccia chiesto al presidente della Provincia in cui il partito vuole rivendicare maggior peso nella coalizione.
Accanto alla questione locale per l'Udc si apre un altro fronte: l'indicazione arrivata da Roma, dal leader del Pdl che "invita a far uscire" l'Udc dalle giunte locali, successivamente corretta con una linea che demanda ai responsabili locali la valutazione delle singole situazioni. A commento del nuovo scenario nazionale l'Udc rivendica per sé a Piacenza un ruolo mediatore in una coalizione «frutto di un accordo - si dice - fatto dai partiti ma dove contano anche le persone e dove le questioni nazionali non devono invadere il livello locale».
«Noi abbiamo fatto l'accordo prescindendo da Berlusconi. Siamo partiti da un programma e da un candidato - dice Bruno Cassinari dell'Udc - che si è impegnato a tenere in dovuta considerazione le nostre esigenze secondo una logica che esula da accordi nazionali. E siamo per proseguire su questa strada. Mettere in discussione tutto perché Berlusconi ha detto "uscite" significherebbe prendere in giro gli elettori che hanno votato sulla base di valutazioni provinciali.
Inoltre voler riprodurre su scala locale - dove le forze politiche sono arrivate a una sintesi e a un accordo - le contrapposizioni esistenti a livello nazionale sarebbe un ulteriore svilimento della politica. E' evidente che se ci metteranno fuori noi non ci incateneremo ma spiegheremo la situazione all'elettorato perché non si dimentichi che abbiamo scelto prima delle elezioni, non dopo».
Anche il coordinatore del Pdl Tommaso Foti mette l'accento sulle peculiarità locali. «Le coalizioni sono nate con accordi politici sui programmi e sono state sottoposte al vaglio degli elettori. Fermo restando che la competenza a valutare la permanenza o meno di un assessore nella giunta è dei presidenti o dei sindaci, ritengo che questi contratti possano scioglierli gli elettori soltanto, poi si vedrà». Il riferimento è ai rapporti da intessere per le prossime amministrative anche se in alcuni comuni Pdl e Udc, anche alle precedenti elezioni, hanno viaggiato separati (Cadeo, un esempio su tutti). Ma per quella scadenza resta l'incognita sui contorni delle possibili coalizioni legate alle decisioni del Carroccio. Una situazione che si va facendo difficile anche per il Pdl per i tempi che si vanno allungando «Da alcune nostre sezioni, dove siamo sfidanti - dice Foti - si avverte una certa insofferenza».
Resta l'apertura della trattativa locale che investe il ruolo dell'Udc nell'amministrazione su cui gli esponenti locali non si esprimono. Il partito dell'assessore Gallini, forte della crescita in seggi con l'acquisto di Luigi Francesconi (che siede in consiglio accanto a Bruno Ferrari), intenderebbe mettere sul piatto il nuovo peso puntando ad avere un «riequilibrio delle responsabilità» che fanno capo all'Udc. Tradotto significherebbe avere un maggior numero di deleghe, ma forse anche l'inizio di una trattativa che guarda alla scadenza elettorale delle amministrative dove l'Udc punta ad avere un ruolo. Possibilmente in relazione alla coalizione di centrodestra portando in dote candidature «che siano capaci di unificare». Ma c'è l'ostacolo della Lega Nord che vincola le alleanze al raggiungimento del federalismo («Su questa partita siamo fermi - dice Gabriele Gualazzini - intanto prosegue il nostro percorso politico verso il consolidamento del coordinamento con Api e Fli»). Piani politici, quello locale e quello nazionale, che da un lato s'intrecciano e dall'altro corrono paralleli. Tra le "rivendicazioni" dell'Udc anche una questione programmatica che investe i temi della montagna altro elemento sensibile per l'Udc quando in particolare per Bruno Ferrari che ha più volte posto degli ultimatum per il progetto della variante della Camia, ma anche per interventi di ammodernamento del tratto alto della provinciale.
Si tratterebbe quindi di "aggiustamenti programmatici" che comprenderebbero anche un impegno perché sull'Unità d'Italia il ruolo della Provincia non sia defilato, ma di primo piano.
Antonella Lenti

da Libertà

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