Data: 12/01/2005
Signor direttore,
assicuro il vicecaporedattore di "Libertà" che l'articolo sulle "totocandidature" pubblicato il 29 dicembre 2004 da questo giornale non mi ha minimamente offeso. Se così fosse stato, non all'istituto della rettifica sarei ricorso, ma all'autorità deputata a valutare la sussistenza, o meno, dell'offesa. Annoto, invece, che a giudicare alterata da una "dura e sproporzionata reazione" la rettifica da me inviata, ci pensa il vicecaporedattore di "Libertà". In merito ricordo che le rettifiche vanno sì pubblicate ma, come recita la legge sulla stampa, "per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate". Se "Libertà" ha ritenuto meritevole di pubblicazione integrale la rettifica inviata, non vedo perché sindacarne il contenuto sotto il profilo della veridicità; ciò anche in relazione alla censura riservata ad analoghi comportamenti dal giudice di merito (decisione del Tribunale di S. Maria Capua Vetere del 22 gennaio 1999).
On. Tommaso Foti Deputato al Parlamento
da Libertà di Parola
