Camera

L'Udc Cenerentola diventa Pollicino

Data: 01/06/2006

Signor direttore,
mi è stata segnalata la pubblicazione su ""Libertà"" di una lettera di Michele Giardino, dell'ufficio stampa dell'Udc, che traspone nell'agone politico la fiaba di Cenerentola.
Con partigiana visione, Giardino assegna al suo partito, in campo locale, il ruolo della protagonista, lasciando agli altri partiti ed esponenti della Casa della libertà, e a me in particolare, quelli delle sorellastre e della matrigna cattiva della nota favola.
Se ben ricordo, pur ammettendo di essere un po' arrugginito in materia, tutte le fiabe iniziano con la formula ""c'era una volta"" e finiscono tutte con ""e vissero felici e contenti"". Invero, anche nel nostro caso, l'incipit è il medesimo: c'era una volta un partito (l'Udc) che alla fine (il 29 maggio), però, non visse né felice né contento?
Già, perché alle elezioni comunali dell'ultimo fine settimana, la fata madrina - il voto popolare, come lo descrive il Giardino - non ha fatto la magìa, trasformando in voti le ondivaghe posizioni dell'Udc, che si ritrova oggi senza il vestito e le scarpette della festa, ma con le pezze sulla giacca e i pantaloni.
Il responsabile stampa dell'Udc, entrato il 10 di aprile in un mondo incantato, ha ingenuamente preteso di volare troppo vicino al sole e alla fine... si è scottato. Ha dimenticato forse il Giardino che l'incantesimo su Cenerentola non era eterno, ma aveva una fine: per lei la mezzanotte, per l'Udc il 29 maggio? E così, la fata buona si è trasformata in strega cattiva e con le sue pozioni magiche ha trasformato Cenerentola (l'Udc) in Pollicino, che - come noto - era piccolino!
E la morale, visto che ogni fiaba ne ha una, è presto fatta: dobbiamo cercare di fare tutti, anche gli esponenti dell'Udc, più gioco di squadra, perché può anche succedere che un giardino non si trasformi in parco, ma in aiuola.

Tommaso Foti
Parlamentare di An

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