Camera

Logistica, un'opportunità vincente per l'economia piacentina

Data: 09/03/2005

Alla pregevole relazione del Presidente della Camera di Commercio sullo stato di salute dell'economia piacentina, non può seguire la latitanza del mondo politico.
Senza cadere nel pessimismo, osservo come l'aumento del numero delle imprese che si sono iscritte nel 2003 alla Camera di Commercio rispetto a quello delle imprese che sono cessate, non può farci dimenticare che province limitrofe alla Nostra, aventi caratteristiche economiche similari, ben altro dinamismo mostrano.
Così come non intendo tacere sul fallimento del Patto per Piacenza che, nato per promuovere positive sinergie tra società civile e politica, si è risolto, per effetto dell'impostazione dirigistica e burocratica allo stesso data, nella solita fiera dei bla, bla, bla...
Infine, la competizione tra territori e l'evoluzione dei mercati, ci suggeriscono di scrollarci di dosso la sindrome da paracarro, cioè la propensione a rimanere immobili.
Del resto il progressivo invecchiamento della popolazione, ci consiglia di attivarci per attirare nuove imprese, anziché pensare di porre rimedio al predetto squilibrio demografico attraendo altri immigrati ai quali, senza l'offerta di un'attività lavorativa sufficientemente remunerata, si può solo offrire un'esistenza poco dignitosa.
E proprio guardando al futuro e all'innovazione delle stesse, non posso, né voglio, prescindere dalle grandi opportunità oggi offerte a mio avviso dallo sviluppo della logistica. Opportunità delle quali il Nostro territorio pare temere le conseguenze, tant'è che si assiste ad uno sviluppo delle attività della logistica dovute alla lungimiranza di alcuni imprenditori, ma non certo frutto di un disegno strategico, che infatti lascia molto a desiderare, dell'Ente pubblico.
Giova sottolineare come di tutto la Nostra Provincia abbisogna, meno che della competizione tra Comuni desiderosi d'inventarsi nuove vocazioni, prescindendo - per esempio - dalla presenza e dalla efficienza sui propri territori di una rete di infrastrutture di supporto, indispensabile per far funzionare i distretti della logistica.
Senza avere la sfera magica, pare evidente che lo sviluppo primo dell'attività logistica sarà destinato a correre, per quanto riguarda il Nostro territorio, lungo la Via Emilia, sull'asse Castel San Giovanni-Piacenza-Fiorenzuola.
Il che non significa che ogni altra scelta dovrà essere impedita (in particolare quando il suo sbocco sia indirizzato verso il nord-est) ma non è pensabile che all'improvvisazione, anziché alla programmazione, siano affidate le future scelte in merito.
L'imminente approvazione del Piano Nazionale della Logistica rappresenta una grande occasione per Piacenza di candidarsi a capofila dello sviluppo dell'attività logistica nel Nord Italia, ma per fare ciò occorre che la politica sia convinta del futuro del settore e non solo degli oneri di costruzione e/o dell'incremento del gettito dell'ICI correlati al suo sviluppo.
Volgere lo sguardo al passato e ricordarsi, ad esempio, di quando Piacenza era la capitale dell'autotrasporto serve a ben poco.
Così come a niente servono le capziose discussioni circa gli effetti letali che la logistica avrebbe per aree in passato destinate all'agricoltura, quasi che sia possibile prescindere dalle trasformazioni avvenute in detto settore.
Per queste ragioni sono pienamente convinto che il polo logistico potrà rappresentare realmente, molto più delle agenzie di marketing territoriale, una carta vincente per la Nostra Provincia, e ciò anche al fine di incentivare la presenza dell'industria manifatturiera, la qual cosa oggi ci appare come un miraggio.
Solo un miraggio.

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl