Data: 29/03/2006
Più rigore nelle espulsioni per chi va contro la legge. Un primo passo verso la risoluzione del problema della sicurezza passa anche dal rispetto, e da una corretta applicazione, della normativa vigente. Questa l'ottica di Alleanza Nazionale, che ieri ha ospitato a Piacenza Stefano Morselli, candidato al Senato nella circoscrizione dell'Emilia Romagna. «Sono necessarie misure nel segno della tolleranza zero e del pugno di ferro contro chi delinque. Chi non rispetta le norme deve essere immediatamente espulso - ha detto durante la conferenza stampa organizzata ai Giardini Margherita -. La legge Bossi-Fini è positiva, ma i magistrati di sinistra non la applicano correttamente». Morselli ha svincolato il problema dall'appartenenza religiosa. «Non è un problema di religione ma di rispetto della legge - ha precisato -. Il vero scoglio è la clandestinità che va a gonfiare le file della microcriminalità. Con i malavitosi sono necessarie misure forti».
Presente all'incontro di ieri, organizzato da Alleanza Nazionale, anche il presidente del quartiere uno. «In questa zona si può toccare con mano il problema - ha fatto notare -. L'amministrazione è stata latitante, e la chiusura di via Roma ha contribuito a creare ulteriore isolamento», ha aggiunto elogiando l'azione svolta in questi anni dalle forze dell'ordine e dall'istituzione dei poliziotti di quartiere. «Qui si vive una situazione problematica - ha continuato l'onorevole Tommaso Foti -. Si è verificato un errore di impostazione alla base: mettere a stretto contatto nella stessa area extracomunitari regolari e non, con una proliferazione smodata di call center, poi trasformati in centri dagli interessi economici e commerciali poco chiari».
Anche secondo il parlamentare è necessaria una corretta applicazione della legge. «Senza dimenticare che il sostegno dovrebbe interessare direttamente i paesi stranieri in difficoltà - ha aggiungo -. Aiuti in loco per evitare lo sradicamento delle persone».
da Libertà
