Data: 04/08/2005
Secondo l'authority dei lavori pubblici potrebbe configurarsi un danno erariale perché non vi fu gara pubblica
«Per la realizzazione del nuovo Palabanca, il Comune avrebbe dovuto procedere ad una gara ad evidenza pubblica, invece di assegnare i lavori in via diretta, senza il ribasso d'asta dell'importo». A sostenerlo è il parlamentare piacentino di Alleanza nazionale Tommaso Foti, che nel febbraio scorso ha inviato un esposto sulla vicenda del nuovo palazzetto dello sport di Le Mose all'authority nazionale dei lavori pubblici. A distanza di cinque mesi, la risposta dell'organismo di garanzia è arrivata e conferma le riserve sollevate, relative alla corretta applicazione della legge Merloni sulle opere pubbliche. «Premetto che non ho nulla contro la pallavolo - ha spiegato Foti nella conferenza stampa indetta ieri mattina presso la sede di An - e sono contento che sia stata realizzata una nuova struttura in grado di ospitare le partite, ma fin dall'inizio la procedura adottata mi era parsa fuori dalle regole». Nel pronunciamento dell'Authority, viene fatta rilevare la natura di "opera pubblica" del Palabanca e la procedura atipica di affidamento della sua costruzione da parte del Comune: per questo vi sono i presupposti per configurare un possibile "danno erariale", con la conseguente segnalazione del caso alla Corte dei conti. Ora l'amministrazione ha 30 giorni di tempo, a partire dalla data di emissione del parere dell'Authority, il 14 luglio scorso, per produrre le eventuali controdeduzioni. Secondo Foti, «il Comune ha voluto cercare una scorciatoia, quando poteva ottenere il medesimo risultato attraverso la prassi più corretta». «In un intervento come quello del Palabanca - ha fatto notare - la partecipazione di più concorrenti all'interno di un bando pubblico di project financing avrebbe portato probabilmente a una migliore qualità dell'opera, a un prezzo ribassato: era pertanto meglio attenersi alla legge "Merloni". Mi sono rivolto all'Authority dei lavori pubblici perché si tratta di un organismo imparziale: ricordo che il Comune sborserà 10 rate da 320mila euro per cofinanziare il palasport e fra 10 anni ne diventerà proprietario, o potrà decidere di smantellarlo. Un investimento certamente ingente. A dimostrazione della natura pubblica della struttura di Le Mose, c'è anche il fatto che il Copra volley è stato esonerato dal pagamento degli oneri di urbanizzazione». Da parte di Foti anche una considerazione più prettamente politica. «Ho avviato questo tipo di accertamento nel febbraio scorso, - afferma - senza alcuna animosità nei confronti dell'amministrazione comunale, retta da una maggioranza di colore avverso alla mia parte politica, né tanto meno verso il presidente del Copra Volley Guido Molinaroli, che si candidò alle elezioni provinciali del 2004». In concorrenza proprio con lo stesso Foti.
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