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(gu. ro. ) La rivolta dell'Anci (l'associazione dei Comuni italiani) contro le sc...

Data: 16/12/2009

(gu. ro. ) La rivolta dell'Anci (l'associazione dei Comuni italiani) contro le scelte di finanza locale del governo ha avuto un'anteprima ieri in municipio dove il sindaco Reggi si è presentato all'incontro di auguri con la stampa esibendo una maglietta con la scritta "Io non sono uno spreco". Reggi si è scagliato con «la strategia politica ben precisa» del governo «che scarica sgli amministratori locali le responsabilità di livello nazionale». Una «vergognosa campagna» fatta di «messaggi ingannevoli» e che produce «effetti devastanti specie nei piccoli Comuni dove gli amministratori fanno da dipendenti aggiunti su base volontaristica».
Nel mirino in particolare la decisione di portare nella Finanziaria (dunque con iter approvativo simultaneo) quella parte del Codice delle Autonomie che taglia i posti di giunte e consigli comunali più i direttori generali, le circoscrizioni e le comunità montane. Non è lì che si annidano gli sprechi, si ribella Reggi, tenuto conto oltretutto che «il risparmio nazionale complessivo è di 12 milioni di euro, cioè meno di quanto costano 40 parlamentari», per non parlare degli «esborsi ben superiori degli uffici decentrati di 11 ministeri che se chiudono domani nessuno se ne accorge». «Parallelamente si stanzia 1 miliardo di euro per tre città, Roma, Catania, Palermo, e per il dissesto idrogeologico un altro miliardo che verrà distribuito da commissari con poteri assoluti a cui i sindaci dovranno rivolgersi come a elemosinare». Alla faccia del tanto sbandierato federalismo, polemizza Reggi che torna a puntare il dito contro «l'abolizione delle due sole leve fiscali in mano ai Comuni, ossia l'Ici prima casa e l'addezionale Irpef»: «Siamo l'unico Paese, perfino il Marocco ha la compartecipazione degli enti locali all'Iva», si sfoga il primo cittadino secondo cui in tale contesto «i sindaci vengono spinti a rivolgersi agli amici che hanno al governo o in maggioranza». Un aspetto, questo, che lo lascia però «molto preoccupato perché qui da noi non abbiamo assi di briscola», ha detto alludendo ai due deputati del centrodestra Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega). Più al secondo che al primo, per la verità, visto che poi ha riconosciuto a Foti di avere portato a Piacenza 1,2 milioni di euro per il restauro dell'ex chiesa dei Teatini: «E' uno che si dà da fare, conta un po' più dell'altro» come ha rivelato la vicenda dei fondi (100 milioni di euro) per la sicurezza in capo al ministro dell'Interno Maroni (Lega) da cui Piacenza è stata esclusa («Evidentemente abbiamo un deputato della Lega che non conta nulla»).
Polledri non ha replicato limitandosi ad augurare buon Natale a Reggi: «Si parla sempre più spesso di svelenire il clima, qualcuno deve fare il primo passo».

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