Data: 10/12/2010
(mir) Il Popolo della libertà si schiera compatto in difesa della riforma dell'università. Lo ha fatto con un convegno che si è svolto nella sede provinciale del partito e a cui ha preso parte un'ospite d'eccezione: la parlamentare Paola Frassinetti, vicepresidente della commissione cultura della Camera e relatrice di maggioranza del provvedimento.
Accanto a lei, Claudio Borgia (rappresentante di Azione universitaria al Consiglio nazionale degli studenti universitari), Carlo Armeni (vicepresidente nazionale di Azione universitaria) e il parlamentare Tommaso Foti, moderati da Massimiliano Morganti, presidente del circolo Nuova Italia di Piacenza che ha organizzato l'evento.
«Io proprio non capisco le proteste, anche violente, che sono state messe in campo da gruppi di studenti politicizzati - ha detto la Frassinetti - visto che si tratta di un provvedimento che mira a dare atenei di maggiore qualità ai ragazzi e maggiori possibilità ai giovani professori e ricercatori. La riforma ha dato nelle sue linee generali un nuovo impianto al sistema, modificando quello vecchio ormai logoro: si cambia la governance diversificando gli organi di gestione da quelli accademici che pensano a didattica e ricerca ma soprattutto si inserisce un codice etico che prima non c'era». Un punto, quest'ultimo, su cui il governo punta molto: «La norma sulle cosiddette "parentopoli", che introduce regole stringenti sulle chiamate dei professori - chiarisce la deputata Pdl - era molto attesa, così come il limite dei mandati per i rettori, che potranno restare in carica al massimo sei anni e potranno essere sfiduciati da parte degli organi accademici. Abbiamo voluto dare trasparenza, chiarezza e regole, come si fa a contestare questi principi? ». Sulla riforma, pende però la spada di Damocle del voto di fiducia del 14: «E' stato disdicevole non calendarizzare l'approvazione in Senato prima di quella data, come avevamo proposto - attacca la Frassinetti - se ci saranno problemi questo nostro sforzo resterà vano: i parlamentari del Fli hanno promosso questo provvedimento, oltre a quella della crisi si assumeranno anche la responsabilità di farlo saltare. E' stato altrettanto deprimente sentire autorevoli esponenti dell'opposizione esultare per il rinvio: si ricordino le proteste altrettanto strumentali per la riforma della scuola, che è entrata in vigore e funziona benissimo». Ma come finirà il 14? «Coloro che sono stati eletti nelle liste del Pdl sappiano che gli italiani li osserveranno passare sotto i banchi del governo e tradire il mandato degli elettori».
