Camera

Al tavolo tutti d'accordo: l'esercito è una risorsa in più

Data: 06/08/2009

(gu. ro. ) Tutti d'accordo al tavolo per l'ordine e la sicurezza pubblica: a Piacenza un'emergenza sicurezza proprio non si vede, anche gli ultimi dati pubblicati dal Sole 24 Ore lo dimostrano, nel 2008 un calo di reati dell'8,6%, superiore al trend nazionale, siamo la maglia rosa in Emilia-Romagna.
E' stato il prefetto Luigi Viana ieri mattina a dare voce a un sentimento condiviso di cui si è detto partecipe pure il vicepresidente della Provincia Maurizio Parma, esponente di un partito, la Lega Nord, che dello spauracchio sicurezza fa uno dei suoi cavalli di battaglia. E allora viene spontaneo chiedersi in base a quale criterio Piacenza sia stata inserita dal ministero nella lista di "Strade Sicure" dove trovano posto 23 città.
E' attorno a tale domanda che, del resto, si è sviluppata gran parte della polemica di questi giorni tra il sindaco Reggi e l'onorevole Tommaso Foti (Pdl). Polemica da cui ieri i vertici istituzionali seduti nel comitato hanno cercato di tenersi alla larga. Ecco perciò che a quella domanda il prefetto ha risposto parlando di «presa d'atto» di quanto deciso dal governo. E lo stesso ha fatto il questore Michele Rosato («Sono decisioni di natura politica da cui non posso discostarmi»). A Viana piace considerarla una «risorsa aggiuntiva che ci viene offerta e che ci consentirà di ottimizzare, di affinare i soddisfacenti risultati che già da tempo registriamo grazie alla proficua attività di tutte le forze di polizia». «Se facciamo bene, cerchiamo di fare ancora meglio», sorride il prefetto (e una formula simile l'ha utilizzata anche Parma in una sua nota), l'obiettivo è allora «aumentare il livello di sicurezza, specie di quella percepita dai cittadini, con un controllo del territorio continuativo, ma anche discreto».
Si allinea Reggi che ieri ha parlato di «disponibilità aggiuntiva» dicendosi «contento che la città possa utilizzare i 35 effettivi del Genio pontieri»: se il fine è «migliorare la sicurezza» ben vengano, anche se è un po', ha osservato con metafora calcistica, come pensare di rinforzare una squadra già fortissima come l'Inter.
Il sindaco in questi giorni si era detto anche preoccupato che l'arrivo dei militari potesse distogliere le forze dell'ordine dai loro compiti abituali. Ieri il questore ha però rassicurato in tal senso («Nessuna modifica ai servizi di controllo del territorio già in essere»), e ai dubbi del Pd circa la idonea preparazione dei militari per attività di pubblica sicurezza in una città come la nostra ha indirettamente risposto il prefetto informando che «usufruiamo di personale del Genio pontieri in parte già utilizzato per analoghi servizi a Milano e in parte specificamente addestrato».
E' però il sindacato di polizia Siap a tenere alta la polemica: un conto è la «vigilanza a posti fissi», si legge in una nota del segretario provinciale Sandro Chiaravalloti, «vedere, però, utilizzare personale militare per servizi di controllo del territorio mentre subiamo tagli consistenti e mancate assunzioni ci mortifica, in quanto, tra l'altro, persistono condizioni di lavoro pessime». «Con l'impiego dei militari si crea di fatto una sesta forza di polizia», attacca il Siap, «in sostanza, alla mancata volontà di investire e riformare, il governo preferisce militarizzare le città per una sicurezza di facciata; per scopi pericolosi e propagandistici si preferisce impiegare i militari (che fanno notizia e consenso elettorale), mentre non si investe seriamente nella sicurezza».
A parlare invece di «risposta concreta al degrado e alla diffusione della criminalità nelle nostre città» è l'Udc con un comunicato del segretario cittadino Bruno Cassinari che addebita al sindaco di non avere proposto «soluzioni alternative più efficaci», ma di essersi «limitato a generiche e astratte contestazioni politiche».

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TommasoFoti
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