Data: 18/12/2010
Alseno - «Lo stabilimento di Conserve Italia è una sicurezza economica e un presidio storico sul territorio, che in momenti di crisi occorre conservare. Suggerisco a chi ha dei dubbi di andarsi a vedere gli impianti analoghi nel cremonese e in tutta Europa. Del progetto in questione si occuperanno gli organi competenti, la conferenza dei servizi, ma l'atteggiamento mi è parso un po' vessatorio nei confronti di quest'esperienza, mentre altrove le cose funzionano più semplicemente e in meno tempo». È l'opinione del parlamentare leghista Massimo Polledri, che ieri ha visitato la fabbrica di Lusurasco insieme ad alcuni amministratori locali e su invito dei sindacati.
All'incontro nello stabilimento nel territorio di Alseno erano presenti i delegati sindacali Rsu di Conserve Italia Danilo Terzoni e Lucia Saglione (Flai Cgil) e Maurizio Fochi (Fai Cisl), il sindaco Ivano Rocchetta e il consigliere Giuseppe Freppoli di Castellarquato (l'impianto a biogas dovrebbe sorgere a cavallo tra Alseno e Castellarquato), Sergio Rasi di Conserve Italia, Andrea Armani direttore dello stabilimento, Walter Gardoni responsabile sicurezza dei lavoratori.
«Ora credo che la ditta abbia fornito tutte le integrazioni richieste - ha detto l'onorevole Polledri - e pertanto mi auguro che l'amministrazione provinciale esamini tutto e dia una risposta affermativa in tempi brevi, per scongiurare crisi occupazionali visto che vi lavorano 250 persone. Puntare sull'ambiente significa meno trasporti, con l'abbattimento di traffico e meno CO2. L'impianto utilizzerebbe gli scarti agroalimentari e sarebbe un circolo ambientale chiuso che il governo ha incentivato non mi quadrano tempi così lunghi e le troppe prescrizioni».
L'incontro è stato voluto dai delegati sindacali per sollecitare la realizzare del progetto dell'impianto a biogas, fermo da quasi tre anni. «Dopo i vari incontri con i parlamentari piacentini: Tommaso Foti, Paola De Micheli e Massimo Polledri, e il presidente Massimo Trepidi - ha affermato Terzoni - ora senza voler fare forzature, chiediamo che la politica si faccia garante del rispetto dei tempi. Chiediamo che la conferenza dei servizi che ha chiesto un'enormità d'integrazioni al progetto di Conserve Italia, prenda una decisione. I verbali non evidenziano problematiche ambientali o che l'impianto sia nocivo alla salute, anche perché di quest'impianti ve ne sono centinaia. La sensazione e che ci si impunti su faccende burocratiche. Non si capisce se la finalità è di stancare la proprietà, ma la conferenza dei servizi deve prendersi una responsabilità. Non trovo corretto dire che quest'impianto è sperimentale, perché pur essendo diverso nella forma, nella tecnologia e nel funzionamento è la fotocopia di quello di Pomposa».
Ornella Quaglia
