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«Atto dovuto da parte delle forze dell'ordine la rimozione di striscioni affissi abusivamente in luogo pubblico»

Data: 19/10/2008

«Atto dovuto da parte delle forze dell'ordine la rimozione di striscioni affissi abusivamente in luogo pubblico».
Girolamo Lacquaniti, capo di Gabinetto della questura di Piacenza, interviene a spiegare contenuti e significati dell'azione delle forze dell'ordine di ieri mattina. «Atto dovuto», spiega ancora Lacquaniti, in quanto tale fattispecie è prevista dall'articolo 663 del Codice penale. Pur depenalizzata, l'affissione abusiva resta comunque punita con una sanzione amministrativa. «A tal proposito - prosegue il capo di Gabinetto - erano arrivate diverse segnalazioni da parte di privati cittadini. L'intervento delle forze dell'ordine dunque è stato condotto anche sulla scorta di queste segnalazioni, oltre lo ripeto essere un atto dovuto in quanto si trattava di affissioni abusive in luogo pubblico». Precisazione essenziale, questa, perchè all'interno nel perimetro scolastico, pertinenze comprese, non si tratta più di luogo pubblico. E con la chiosa conclusiva, per i non addetti ai lavori, che per "affissioni abusive" si intende quelle sprovviste di regolare autorizzazione (necessaria trattandosi di luogo pubblico).
E nel frattempo non si spegne il fuoco delle polemiche divampato con vigore nel pomeriggio di venerdì, mentre si apprestava a scendere in piazza la contestazione.
«E' scandaloso - torna a rilanciare il parlamentare piacentino di An-Pdl Tommaso Foti - che il sindacato gridi alla censura per la rimozione di striscioni abusivamente affissi davanti alle scuole: la legge è uguale per tutti, anche per la casta sindacale. D'altra parte se tutti potessero affiggere striscioni o manifesti a proprio piacimento sulle proprietà pubbliche e private, non si vedrebbe la ragione per la quale i Comuni hanno individuato spazi appositi destinati all'affissione che vanno pagato e non usati a scrocco». Così dunque Foti, che nel giorno della fiaccolata aveva sollevato il problema dell'affissione degli striscioni anti Gelmini davanti alle scuole.
«Anche gli striscioni all'interno delle scuole vanno rimossi ed immediatamente - aggiunge il parlamentare Pdl - e la responsabilità dell'eventuale mantenimento degli stessi non potrà che ricadere su chi, avendo titolo per provvedere, ometta di farlo».
«Quanto poi alla manifestazione di ieri - continua Foti - lascio valutare ai 270mila piacentini che la stessa hanno ignorato se sia o meno abominevole strumentalizzazione o fulgido esempio di modello educativo l'avere fatto indossare ai giovanissimi magliette con la scritta "Gelmini, giù le mani dai bambini"».
«Le due aspiranti capi popolo sindacali di Cgil e Cisl, così solerti nell'esprimere giudizi sprezzanti nei confronti del Ministro Gelmini, ci dicano - conclude il parlamentare - quante ore hanno dedicato all'insegnamento negli ultimi cinque anni. Sono pronto a scommettere neanche una, ma ben volentieri accetto di essere corretto, se sono in grado di farlo».
E, in relazione alla manifestazione contro la riforma del ministro Gelmini tenutasi a Piacenza venerdì, Sergio Pecorara, coordinatore provinciale Partito Pensionati è intervenuto per sottolineare che «non solo si diffondono falsità, ma vengono strumentalizzati i bambini in maniera vergognosa. Ognuno - prosegue Pecorara - ha legittimamente il diritto di manifestare dissenso, di scioperare, di protestare, ma ribadisco con forza che non è più tollerabile che i bambini vengano manipolati per scopi politici. Per quanto riguarda gli striscioni appesi al di fuori dei vari istituti, chiedo che le forze dell'ordine si attivino immediatamente per farli rimuovere perchè fuorilegge».

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TommasoFoti
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