Data: 09/06/2009
(mir) Bastava trovarsi al quartier generale di Gianluigi Boiardi pochi minuti dopo l'inizio dello spoglio dei voti per capire che la giornata non sarebbe state di quelle memorabili per il centrosinistra piacentino. Poca carica, speranze minime e tanta rassegnazione. Questi i sentimenti della trentina di affezionati che ha deciso di seguire l'andamento del voto dalla sede di Cà Boiardi a barriera Torino.
Dei "big" nemmeno l'ombra: il presidente uscente chiuso in una stanza a parte, i nomi noti del Partito democratico riuniti nella federazione in via Risorgimento. E così, a fine giornata e risultati ormai definitivi, la visita più significativa è stata quella del neo-eletto Massimo Trespidi e di Tommaso Foti, passati al point per una veloce ma simbolica stretta di mano. «Sai che farò un'opposizione dura ma corretta e costruttiva», ha detto Boiardi al successore. «Ci conto», ha ribattuto Trespidi. Poi qualche convenevole di rito, i reciproci complimenti allargati anche ai relativi staff e i saluti. L'uno è corso a festeggiare, l'altro è rimasto lì a riflettere e a confrontarsi con i suoi sostenitori più stretti.
Bruno Carrà, Paolo Briggi, Giuseppina Rocca, Davide Benedetti e molti esponenti della civica con il nome del candidato presidente: sono stati questi gli irriducibili che tramite Telelibertà e qualche computer hanno seguito l'evolversi della situazione.
Hanno fatto un veloce passaggio anche Edo Piazza, Gianni D'Amo, gli assessori uscenti Patrizia Calza e Alberto Borghi.
«Come sta andando? », la domanda rituale di chi arrivava. «Sempre peggio», la risposta a denti stretti di chi vedeva il centrodestra prendere il volo lentamente ma inesorabilmente.
Qualche speranza si è accesa quando Trespidi è sceso attorno il 48 per cento, forse grazie all'"effetto-Borgotrebbia", ossia l'arrivo dei dati di una zona favorevole al centrosinistra. Ma la gioia è durata poco, lo spazio di un aggiornamento: il principale avversario è tornato sopra il 50 per cento e non è più arretrato, nonostante qualche analista politico improvvisato provasse a rincuorare la sala, puntando tutto su Fiorenzuola e Rottofreno, collegi ancora mancanti. Ma quando alle 17,37 l'ultimo rilevamento, quantitativamente molto significativo, ha stagliato Trespidi al 52 per cento, anche i pochi ottimisti rimasti hanno perso il sorriso. E puntuale sono scattate le accuse: «Colpa del sindaco Reggi e del Partito democratico che non hanno appoggiato Gigi» per qualcuno, responsabilità di Veltroni, Franceschini, addirittura Prodi per qualcun altro.
Di rimbalzo arriva qualche voce critica dalla sede del Pd che certo non aiuta a stemperare le polemiche, da cui Boiardi si chiama subito fuori, riservando un sorriso e ringraziamenti sinceri a chi gli è stato a fianco fino a quel momento. Cà Boiardi chiude così.
