Data: 19/03/2011
CASTELLARQUATO - E' necessario studiare il Risorgimento partendo dal territorio, in quanto i Comuni sono stati un soggetto attivo nel processo di unità nazionale. Questo è stato il filo conduttore del convegno dal titolo «1861-2011: Un nuovo mondo chiamato identità» svoltosi a Castellarquato nel giorno del 150° dell'Unità di Italia. Al convegno hanno partecipato il vicesindaco Bernardo Baccanti, Silvia Bonomini in qualità di curatrice della mostra che è stata aperta al termine del convegno e il professor Giuseppe Cattanei dell'Università Statale di Milano intervenuto sul tema: «Castellarquato e la Valdarda nel processo di unificazione italiana». «Per capire l'importanza degli eventi del 2011 bisogna capire cosa hanno rappresentato per gli italiani gli appuntamenti del 50° e del 100° anniversario dell'Unità» ha premesso Gian Luca Cavi, moderatore e coorganizzatore dell'evento, assieme all'associazione Omnia Eventi col patrocinio del Comune. All'appuntamento, aperto con l'inno di Mameli hanno partecipato molti rappresentanti delle istituzioni fra cui il sindaco Ivano Rocchetta con i colleghi di Lugagnano ed Alseno, Jonathan Papamarenghi e Rosario Milano, il consigliere regionale Marcello Pollastri e l'onorevole Tommaso Foti. Il perché di una mostra e di un convegno d'arte lo ha spiegato la Bonomini, che è anche consigliere comunale di minoranza ad Alseno: «Castello è città d'arte. E questo connubio fra arte e cultura si discosta dalle solite celebrazioni di rito. Anche perché l'arte, intesa come qualcosa che potesse dare un senso di unità a un popolo, è esistita in Italia ben prima del 1861».
Il vicesindaco e assessore alla cultura Baccanti ha invece sottolineato l'importanza del 150esimo anniversario per ridare senso a termini come identità nazionale, appartenenza alla patria ed orgoglio di essere italiani. «Piacenza è stata la Primogenita - ha ricordato Cattanei - e i comuni della sua provincia hanno avuto un lungo processo di discussione nei consigli comunali iniziato ben prima del 1861. Ci sono documenti storici che attestano discussioni avvenute a Ziano dove si proclamava la fedeltà al Regno sabaudo già a partire dal 1959. Per quanto riguarda il ruolo di Castello nel processo risorgimentale, sono in corso studi negli archivi di Stato di Venezia, Torino e Genova. I documenti ci sono, basta avere voglia di leggerli».
La mostra a ingresso gratuito (una trentina di opere degli artisti piacentini Rodolfo Bersani, Mario Giani e Nadia Scozzesi) rimarrà aperta nel palazzo del Podestà fino al 27 marzo, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18; sabato e domenica con orario continuato dalle 10 alle 18.
Davide Montanari
da Libertà
