Camera

Castelli: «Comuni montani
superman col taglio dell'Ici»

Data: 19/11/2009

E se l'aria pulita avesse un peso economico sulla bilancia della provincia? Quale sarebbe il Comune più ricco e quale il più povero? Non si sentono in debito con nessuno i Comuni di montagna e, anzi, invitano a ridurre il "piacenzacentrismo" da cui si sentono penalizzati, rivendicando il proprio ruolo nella gestione di ampie porzioni di territorio. Che cercano di tenere in vita in tutti i modi "defibrillando" soprattutto durante l'inverno i pochi "cuori verdi" della Pianura Padana.
Il neoeletto presidente della Comunità Montana dell'Appennino, Massimo Castelli, non è quindi d'accordo con le affermazioni di Tommaso Foti sul ruolo della Provincia nella questione dello "sgombero neve" durante il Consiglio provinciale di lunedì e arringa con decisione: «Se la Provincia non è Batman, i Comuni di montagna hanno dimostrato di essere Superman e di certo non straccioni che chiedono la carità alla Provincia».
Il sindaco di Cerignale lancia quindi una proposta concreta: dare agli operatori stradali dei territori montani la possibilità di frequentare un corso regolare nella Protezione civile, in modo che «quando la nevicata supera una certa consistenza, diventi un intervento di emergenza che vada a gravitare quindi sul bilancio della protezione civile» e dirottato quindi in ambito regionale.
Il ruolo da supereroi deriva, per Castelli, dalla sopravvivenza nonostante il taglio dell'Ici: «Stiamo cercando di far quadrare le nostre risorse mantenendo un buon livello di servizi. Questa potrebbe essere una lotta per il parlamentare Foti, visto che parla di ruoli: lo invito a battersi nelle sedi governative perché i Comuni possano finalmente avere un rimborso completo dell'Ici». E poi l'accusa alle risorse che scivolerebbero eccessivamente verso la città: «Le frane e i dissesti della primavera dimostrano che il territorio ha bisogno di un'acuta fase di prevenzione. Ma Piacenza attrae il 90% delle politiche del territorio: è ora di ridefinire la politica territoriale. Le comunità montane lotteranno ad esempio perché si arrivi a una modifica che della legge regionale che prevede che dal 4 al 6 per mille dell'intero ciclo integrato dell'acqua venga "devoluto" alla montagna: noi vogliamo portare la cifra al 3%. Siamo detentori delle risorse del futuro e superiamo già di gran lunga quel 20% di fonti rinnovabili che altri dovrebbero raggiungere nel 2020, secondo il consigliere Dosi». In attesa di sapere quale sia la misteriosa "soluzione alternativa" per aiutare i Comuni dal problema della neve, studiata dalla giunta, in collaborazione con tutti gli uffici tecnici e probabilmente resa nota solo nel Consiglio provinciale del 30, in sede di bilancio di previsione, il presidente della Provincia Massimo Trespidi ribadisce «l'assoluto interesse per la montagna da parte della Provincia» e - venuto a sapere della proposta di Castelli - dichiara che il corso in protezione civile «potrebbe sicuramente essere un'ipotesi interessante da indagare nel ventaglio di quelle che sono in esame».
Elisa Malacalza

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