Camera

Collezione Alberto Bruni Tedeschi il Governo ha risposto all'interrogazione

Data: 16/01/2013

Per sapere - premesso che:
il 21 marzo 2007, nei locali della casa d'aste di Sotheby's di Londra vennero battuti all'asta numerosi oggetti d'arte conosciuti come «collezione di Alberto Bruni Tedeschi»;
fra i detti beni figurava anche l'olio su tavola, fondo oro, raffigurante «Miracolo di Sant'Antonio da Padova» di probabile attribuzione a Bartolomeo e Jacopino da Reggio, indicato dal catalogo d'asta come opera di «maestro del 1355». La predetta opera veniva aggiudicata ad un compratore di cui non si conosceva l'identità per 170.000 sterline;
l'opera che qui interessa risulta essere oggetto di indagini scientifiche che ne hanno ipotizzato l'appartenenza ad un trittico proveniente dalla Basilica di San Francesco di Piacenza, venne acquistata negli anni '70 dall'oggi defunto industriale e compositore Giuseppe Alberto Bruni Tedeschi, il quale, nel 1975, risulta avere chiesto ed ottenuto la licenza di esportazione, per numerose opere della sua collezione, tra le quali non risulta - tuttavia - quella oggetto della presente interrogazione;
in risposta all'atto di sindacato ispettivo n. 5-01719 dell'interrogante, il rappresentante del Governo - nella seduta della Commissione VII della Camera del 27 novembre 2007 - affermava che «il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha avviato accertamenti internazionali, tramite Interpol, al fine di acquisire elementi conoscitivi circa le modalità ed i tempi di uscita dell'opera dal Paese» -:
se e quali elementi conoscitivi risultino essere stati acquisiti al riguardo.
(5-04035)

RISPOSTA DEL GOVERNO


Il sottosegretario Roberto CECCHI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito:

 Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'Onorevole Foti richiede aggiornate notizie in merito al dipinto in olio su tavola, fondo oro raffigurante: «Miracolo di Sant'Antonio da Padova» appartenente alla Collezione Bruni Tedeschi.
  Da notizie assunte presso il Comando Carabinieri patrimonio culturale, che hanno svolto accertamenti anche per il tramite del Servizio INTERPOL, l'opera risultava essere stata esportata dalla Francia (e non dall'Italia) verso l'Inghilterra per essere venduta nel corso di un'asta.
  Il dipinto era infatti presente presso la residenza francese dei Bruni Tedeschi sin dagli anni '70, secondo quanto riferito dall'erede, lì trasferito dalla residenza italiana con il «permesso del Ministero della Cultura». Anche se non sono stati trovati documenti al riguardo.
  Per l'uscita dell'opera dal territorio francese non era stata richiesta, né quindi era stata rilasciata, alcuna licenza di esportazione in quanto il valore dell'opera era inferiore al valore indicato dalle leggi francesi per l'obbligo di richiesta della licenza di esportazione/certificato di libera circolazione. La Casa d'Aste non aveva pertanto alcuna documentazione al riguardo.
  Allo stato il Comando Carabinieri non ha segnalato ulteriori sviluppi degli accertamenti.

  Tommaso FOTI (PdL), replicando, si dichiara non soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, ricordando come ad una precedente interrogazione presentata nel 2007, il Governo avesse risposto che non vi era la relativa autorizzazione. Osserva come adesso, invece, nella risposta dell'Esecutivo si afferma che il permesso sarebbe stato rilasciato, anche se non sono stati reperiti i documenti amministrativi che lo possono comprovare. Ritiene si tratti di una risposta tartufesca che dice qualcosa, ma che in realtà omette di dire tutto, senza alcuno sforzo degli uffici del ministero di coordinare le risposte già svolte.

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl