Data: 08/11/2010
piacenza - Si era sentito chiaramente fuori dalla porta dell'assemblea dei militanti di sabato al Park hotel che parte della Lega era stufa di essere considerata come "il rimorchio del Pdl" mentre in Provincia qualche assessore avrebbe addirittura riso, secondo parte della militanza, delle bufere in casa Lega Nord finite sul giornale. Poi, il coordinatore nazionale della Lega Nord Angelo Alessandri era uscito dall'assemblea dei militanti dicendo: «Siamo l'unico partito votabile».
QUADRO DELLE ALLEANZE - A livello locale, i vertici della Lega Nord non mettono in dubbio l'alleanza con il Pdl, precisando che durante l'assemblea dei militanti non è mai stata pronunciata la parola "Udc". Tuttavia questo potrebbe anche voler dire che si dia la stretta di mano per scontata e che l'alleanza con il Pdl farebbe da ponte anche con quella dell'Udc, secondo lo schema già testato nell'ultimo anno e mezzo in Provincia. Anche in vista delle future elezioni, quindi, si ricalcherebbe il modello provinciale.
GALLINI (UDC), "POSIZIONE DELICATA" «Noi a livello nazionale abbiamo una posizione delicata nei confronti della Lega - commenta l'assessore provinciale Pierpaolo Gallini dell'Udc - ma se la Lega si allea al Pdl la condizione irrinunciabile sarà quella di condividere il percorso anche con noi. Riteniamo di rappresentare un'opzione politica degna di considerazione: se vogliamo tirar fuori il paese dalla crisi in cui si trova, dobbiamo fare tutti uno sforzo nell'ottica di una sorta di governo di "responsabilità"».
FOTI (PDL), «A BREVE UN CONFRONTO CON LEGA E UDC» - Laconico l'onorevole Tommaso Foti del Pdl. Per lui le regole del gioco sono ancora da stabilire: «Onestamente non abbiamo ancora parlato in modo approfondito dell'argomento. Ci dovrà essere un confronto a breve con la Lega e con l'Udc, un confronto che comunque al momento non c'è ancora stato».
OGGI ARRIVA LIBÈ. PARMA E PIACENZA UNITE? - Intanto oggi alle 18 sarà nella sede del quartiere 3 di via Martiri della resistenza il deputato parmigiano dell'Udc Mauro Libè, nato a Fiorenzuola e recentemente finito all'attenzione dei media per aver presentato alla Camera con i colleghi del suo partito (oltre ad alcuni finiani e altri parlamentari) un disegno di legge dove si chiede di accorpare le Province sotto ai 500mila abitanti, arrivando così alla soppressione di 70 enti. La proposta nello specifico era quella di unire Parma a Piacenza. «Ci sarebbe un risparmio di circa un miliardo di euro - spiegava poco tempo fa Libè - In campagna elettorale molte forze politiche hanno promesso l'abolizione delle Province, ma poi è caduto il silenzio, noi invece siamo coerenti». Il disegno di legge di cui Libè è firmatario prevederebbe anche una migliore organizzazione di alcuni enti statali come il corpo forestale, gli archivi di Stato, il comando della guardia di finanza e i provveditorati.
Malac.
