Camera

consiglio comunale Attacco dell'esponente democratico sull'esito della gara per la ricostruzione del viadotto. La replica del deputato del Carroccio

Data: 13/10/2009

Non si placano le polemiche sull'esito dell'appalto per la ricostruzione del ponte sul Po crollato il 30 aprile scorso. Se n'è avuta vibrante eco ieri in consiglio comunale dove Christian Fiazza (Pd), nel volgere lo sguardo alla ricca commessa (62 milioni di euro) aggiudicata dall'Anas a una cordata di imprese di Padova, ha espresso un rammarico, e cioè che Piacenza non sia riuscita a «fare squadra» nel tentativo di accaparrarsi «un'opera di pubblica utilità che farà bene alla città».
Il riferimento è, appunto, all'esito dell'appalto che ha visto tagliata fuori - si è classificata quarta - la cordata con dentro anche ditte piacentine. «Sappiamo chi ha vinto», ha osservato Fiazza, ossia «chi ha presentato un progetto che deve essere qualitativamente molto superiore visto il punteggio che ha conquistato» a fronte di offerte più convenienti dal punto di vista sia economico sia sui tempi di realizzazione che pure erano sul tavolo (è il caso di quella "piacentina").
«C'è però un aspetto che mi lascia dubbioso: quanta credibilità è ancora da attribuire all'Anas? », si è chiesto polemico richiamando la notizia delle chiatte necessarie per la realizzazione del ponte provvisorio che sono bloccate dalla barriera di Isola Serafini per mancanza dell'acqua sufficiente alla risalita verso la città, con conseguente rischio di allungamento dei tempi del cantiere. «Piacenza ha perso un'occasione, quei 62 milioni di euro che in buona parte potevano ricadere sul territorio e togliere dalla crisi molte aziende se ne andranno altrove», ha incalzato Fiazza: è vero che «la politica non deve interferire con gli appalti», però «forse noi come consiglio comunale dovevamo fare di più, fare sistema». «Oggi possiamo vigilare sul fatto che il ponte realizzato nel miglior modo possibile, a regola d'arte, nel rispetto dei tempi», ha esortato (spalleggiato da Marco Fumi, di Per Piacenza con Reggi) prima di chiudere con un affondo ai «nostri parlamentari di maggioranza» che «avrebbero dovuto tutelare al meglio il nostro territorio, si vede che forse la Lega di Padova» tutela il suo meglio della Lega di Piacenza.
Nel mirino, dunque, Tommaso Foti (Pdl), ma soprattutto il deputato del Carroccio Massimo Polledri il quale, presente in aula nei panni di consigliere comunale, ha reagito con veemenza: «Hai detto che "ha vinto chi doveva vincere", questo significa sostenere che c'è stata turbativa d'asta, allora devi andare in procura perché è un reato, devi prenderti le responsabilità di quanto affermi», ha intimato Polledri a Fiazza che però lo ha accusato di avere «rigirato» le sue parole: «Nessuno ha mai parlato di turbativa d'asta, la cordata padovana ha meritato di vincere».
A sostenere Polledri sono stati sia Filiberto Putzu (Pdl) che ha ricordato altri appalti, stavolta banditi dall'amministrazione Reggi, che «sono andati tutti fuori Piacenza», sia Carlo Mazza (gruppo misto) secondo il quale è «gravissima» la tesi, accreditata da Fiazza, che «la Lega di Padova ha influenzato a questo livello la trattativa, mentre quella di Piacenza non c'è riuscita».
Gustavo Roccella
gustavo. roccella@liberta. it

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