Data: 16/06/2009
(gu. ro. ) In molti della minoranza hanno apprezzato le scuse del sindaco Reggi e la sua ammissione di responsabilità politica per non avere vigilato a sufficienza perché il «pasticcio» Cibic non avvenisse. E tuttavia circoscriverlo ad «errore tecnico» è stato giudicato un modo un po' troppo sbrigativo per uscirne. C'è una lettura politica da compiere per spiegare quanto accaduto, è la tesi dell'opposizione che è tornata ad attaccare ad alzo zero ieri in consiglio comunale. Lo ha fatto con Andrea Paparo (Pdl) che ha chiesto «un'indagine interna seria e approfondita», respingendo l'accusa di strumentalizzazioni. Ha sollevato dubbi di legittimità sulla presenza del direttore generale del Comune, Massimo Gambardella, all'interno della commissione aggiudicatrice e ribadito l'interrogativo più volte sollevato dalla minoranza: «Da dove scaturisce il nome di Cibic? ».
Paparo ha ricordato di avere annunciato, insieme all'onorevole Tommaso Foti, che avrebbe trasmesso le sue osservazioni all'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, e «vorrei capire se la Procura della Repubblica è interessata per omissioni di controlli o altro, la partita non può finire qui, attendiamo risposte».
Prima dell'ordine del giorno di Andrea Pollastri (Pdl), a chiedere che la giunta rinunci a realizzare palazzo uffici è stato Marco Tassi (Pdl) che ha pronosticato una strada costellata di fallimenti alla luce del contenzioso giuridico che rischia di aprirsi. I dubbi procedurali sono stati al centro dell'intervento di Sandro Ballerini (Pdl), mentre Filiberto Putzu (Pdl) ha chiesto conto di chi si farà carico delle spese aggiuntive originate dall'errore su Cibic che il Comune dovrà sostenere. Al dirigente responsabile del procedimento (Taziano Giannessi) toccherà risponderne, ha osservato il sindaco, facendo peraltro presente che esistono specifiche coperture assicurative.
Sulla dimensione politica della vicenda si è soffermato Carlo Mazza (gruppo misto) puntando il dito contro Gambardella («E' a lui che i diigenti chiedono come comporre le commissioni quindi Cibic o l'ha scelto lui o su indicazione della giunta o del sindaco»), mentre Gianni D'Amo (Piacenzacomune) ha polemicamente osservato come il bando di gara parlasse di due componenti esterni e non di uno solo. Ha anche lamentato che non siano stati consultati gli ordini professionali «come richiesto dalle norme», per concludere che «queste cose avvengono quando si è circondati solo da plaudenti e non da persone che ti fanno vedere anche quello che non va».
«Aspetto di conoscere le risposte alle mie domande», ha affermato Giacomo Vaciago (gruppo misto) che per primo aveva sollevato dubbi sulla procedura di gara e sulla scelta di Cibic. Molte delle risposte richieste sono arrivate, ha replicato Pierangelo Romersi (Pd) che ha invitato la minoranza a dire con chiarezza se «voi ritenete che l'errore sia stato commesso in buona fede o in malafede».
Buona fede che il sindaco ha assicurato nel replicare punto per punto alle osservazioni procedurali e dicendosi sicuro che il bando di gara è stato costruito in modo «solido e ineccepibile».
