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Crisi economica, chance dall'agricoltura

Data: 03/03/2009

piacenza - Piano rurale un anno dopo. Lo step sul Prit lo ha illustrato al consiglio provinciale l'assessore e vicepresidente Mario Spezia. Quattro gli assi di cui si compone la programmazione agricola - ha detto l'assessore - di cui sono protagoniste per la prima volta le province con risorse pari a 68milioni di euro. Nel primo anno di vita del Piano a Piacenza ne sono state assegnate circa il 20 per cento della dotazione complessiva. Tra le criticità indivuduate - ha rimarcato l'assessore Spezia vi sono quattro cardini: l'insediamento dei giovani, gli investimenti nelle aziende, l'agroambiente e l'agriturismo a cui si aggiunge anche la viabilità. Criticità che sono state raccolte in Regione e sulle quali sono stati previsti ulteriori finanziamenti soprattutto per quanto riguarda l'insediamento dei giovani e l'agroambiente. Qualche numero per capire la portata delle risorse in campo. Per quanto riguarda l'insediamento dei giovani agricoltori le domande ammissibili sono state 76, con la disponibilità legata a questo asse, sono stati concessi 1 milione e mezzo di risorse pari ad aiuti a 41 aziende successivamente integrate di un altro milione e 400mila euro che ha consentito di erogare il contributo anche alle altre 35 per un totale di contributo concesso di quasi 3 milioni. Spezia ha poi rimarcato che con i nuovi finanziamenti che saranno erogati il mondo delle imprese agricole potranno contare su 80milioni. Considerevole il dato relativo all'agroindustria su cui - ha detto - abbiamo ottenuto 7 milioni di euro pari al 23 per cento del totale regionale, altri 2 milioni andranno a Copador che è a Parma, ma raccoglie più del 60 per cento del pomodoro piacentino. C'è un neo. Quello della formazione e della consulenza, opportunità che non sono ancora state colte nella loro dimensione quale opportunità dal mondo agricolo.
La montagna, nella distribuzione dei fondi, nonostante i timori della vigilia, non è stata penalizzata. Tutt'altro: ha avuto il 100 per cento dei finanziamenti sull'ammissibile - ha segnalato l'assessore ed anche in montagna è stato finanziato in toto il capitolo del biologico. Una valutazione positiva per Spezia è il fatto che l'Emilia occidentale questa volta ha vinto. Qui infatti l'agroindustria ha fatto quadrato attorno al suo core business e per questo è stata premiata. Un capitolo, quello della promozione dei prodotti piacentini nella grande distribuzione ha sollevato le critiche da parte del consigliere Tommaso Foti (An) secondo cui questo rappresenta tutto fuorché un vantaggio. «I prodotti piacentini - ha detto - sarebbero comunque venduti in qualsiasi negozio. Ben diverso sarebbe l'impegno di valorizzare le drogherie, le enoteche, come è stato fatto a Bologna che propongono i prodotti tipici. Per realizzare una politica di marchio reale vogliamo uscire dai confini provinciali oppure ragionare nell'attiva dell'auto consumo?» Foti ha annunciato per marzo l'apertura a Milano di un punto vendita "Pane e salame" iniziativa - ha aggiunto - tutta piacentina. Secondo la sua valutazione sarebbe necessario, anche per ovviare al problema non secondario della quantità del prodotto, di promuovere consorzi tra produttori per realizzare negozi di marchio piacentino. Scopo per cui sarebbero stati ottimi veicoli i Consorzi agrari, ma si sa come è finita la storia. Dalla maggioranza diversi i ringraziamenti al lavoro degli uffici e dell'amministrazione. Positivi i commenti di Briggi, Gazzola, Vincini e Boiardi. Critica Barbieri «questa è campagna elettorale». Il suo rimprovero.
a.le.

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TommasoFoti
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