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Decise dal comitato per l'ordine e la sicurezza le modalità di impiego dei 48 (non 51) pontieri di cui 35 di pattuglia sulle strade. Si parte settimana prossimaIl centro, via Roma e l'area est nel mirino dei militari

Data: 06/08/2009

Saranno 35 i militari del Genio pontieri impiegati sulle strade cittadine. Altri 13 li affiancheranno, ma svolgendo attività di logistica, comando e controllo. In totale 48, non i 51 annunciati dal ministero della Difesa e questo perché in sede locale si è valutato che per l'azione non sul campo di soldati ne bastino 13 invece dei 16 programmati inizialmente.
Nella loro nuova missione i 35 pontieri debutteranno dalla prossima settimana, già da lunedì 10 agosto se tutti gli aspetti operativi saranno messi a punto oppure nei giorni successivi. Si muoveranno in squadre da due, ciascuna delle quali sarà integrata da un carabiniere o un poliziotto o un finanziere. Dunque, in totale, 17 pattuglie di tre elementi per presidiare le tre aree urbane ritenute più sensibili sul terreno della sicurezza: la zona di stazione, giardini Margherita e via Roma; il centro storico da piazza Cittadella a barriera Genova; il comparto orientale inteso sia come prima cerchia a ridosso del centro, da via Dante a viale Martiri della Resistenza, sia come periferia lungo la Caorsana e via Emilia Parmense.
La versione piacentina dell'operazione "Strade sicure" ha preso forma ieri mattina al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, l'organismo presieduto dal prefetto e a cui siedono i vertici sia delle forze dell'ordine sia dei principali enti locali del territorio. Un tavolo plurale di cui un po' tutti hanno lodato la collegialità di contributi e decisioni. Lo ha fatto in particolare il sindaco Reggi tenendo viva la polemica di queste ore sui canali con cui da Roma è stato comunicato l'arrivo a Piacenza dei militari: «Grazie al prefetto che fa funzionare al meglio un metodo di partecipazione che contrasta con quello del ministro (il titolare della Difesa La Russa, ndr) che fa sapere le cose tramite la stampa senza informare direttamente le istituzioni interessate».
Una polemica che ha visto il sindaco contrapposto frontalmente al deputato del Pdl Tommaso Foti, primo, con il collega della Lega Nord Massimo Polledri, a dare (lunedì) la notizia dell'inserimento di Piacenza nel progetto "Strade Sicure". Ha evitato di gettare altra benzina sul fuoco il vicepresidente della Provincia, il leghista Maurizio Parma, che nella conferenza stampa al termine della riunione del comitato in prefettura ha detto di non volersi «dilungare sui difetti di comunicazione» preferendo piuttosto allinearsi all'indicazione del compagno di partito Polledri che ha invitato (v. Libertà di ieri) a metter fine agli scontri politici sulla sicurezza: «Mi interessano i risultati sul fronte della sicurezza e fare in modo che Piacenza si mantenga ai livelli di criminalità più bassi in regione», ha osservato Parma accennando alla possibilità che i presidi dei militari, per ora programmati solo nel capoluogo, «si estendano in futuro anche al territorio provinciale che è un'esigenza richiesta concretamente dai cittadini».
Tornando alle modalità operative dell'operazione, si tratta di «attività di perlustrazione e pattuglia», ha spiegato il prefetto Luigi Viana, mentre il questore Michele Rosato ha informato che i presidi nella zona della stazione saranno in tutte le 24 ore (in squadra con i due militari un carabiniere o un poliziotto), nel resto del centro storico dureranno dodici ore tra mattina e pomeriggio (militari con carabiniere o poliziotto), invece nell'area di barriera Genova e Pubblico Passeggio la fascia pomeridiana e serale (militari con finanziere).
Questa perlomeno l'organizzazione iniziale. Ma modalità e luoghi di intervento potranno mutare nel corso del tempo in base anche alle risultanze che emergeranno dal monitoraggio costante con cui il servizio sarà accompagnato: ogni 15 giorni un tavolo tecnico si riunirà in questura e gli esiti delle verifiche saranno poi sottoposti al comitato per l'ordine e la sicurezza.
Gustavo Roccella
gustavo. roccella@liberta. it

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