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di ROMANO REPETTI
Pierluigi Magnaschi scrive su Libertà di aver visto con stupore fra gli spettatori della sfilata militare del due giugno a Roma molte facce straniere, molti visi di immigrati venuti in Italia a sudarsi l'esistenza, alla s

Data: 05/06/2009

di ROMANO REPETTI
Pierluigi Magnaschi scrive su Libertà di aver visto con stupore fra gli spettatori della sfilata militare del due giugno a Roma molte facce straniere, molti visi di immigrati venuti in Italia a sudarsi l'esistenza, alla stregua dei tanti italiani che "un secolo fa varcavano l'Oceano per sfamarsi". A giudizio del giornalista, quegli immigrati erano presenti alla manifestazione celebrativa della nascita della Repubblica italiana "per vedere come si stima (e) rappresenta il Paese nel quale sono approdati". "Un Paese - aggiunge - che (purtroppo) ha ancora paura di descriversi come patria, che significa identità, storia, radici. "
Magnaschi forse non ha visto o per carità di patria non ha voluto riferire che in tale circostanza, proprio il capo del governo di questo Paese, come altri hanno scritto, "ha fatto boccacce alla Repubblica", arrivando ai Fori Imperiali quando la sfilata era già iniziata da un quarto d'ora e tenendo poi un atteggiamento scomposto ed annoiato.
Ebbene, anche a Piacenza martedì due giugno si è tenuta in Piazza dei Cavalli la manifestazione celebrativa del 63° della Repubblica, nata per scelta espressa dai cittadini italiani, la prima volta che hanno potuto votare tutti liberamente, uomini e donne.
Una manifestazione sobria e nello stesso tempo solenne e simpatica, che ha avuto il suo culmine nella lettura, da parte del prefetto Luigi Viana, del messaggio del presidente Giorgio Napolitano e nel canto dell'inno nazionale. Manifestazione con un pubblico di cittadini insolitamente numeroso, come già era avvenuto alla celebrazione della Festa della Liberazione. Però anche a Piacenza e anche questa volta, fra i rappresentanti dei corpi civili e militari dello stato e delle istituzioni pubbliche locali - presenti fra gli altri il presidente della Provincia Boiardi, il sindaco Reggi, i parlamentari Maurizio Migliavacca e Paola De Micheli - si notava l'assenza di entrambi i parlamentari piacentini della attuale maggioranza di governo, Massimo Polledri e Tommaso Foti. Una assenza che non è stata giustificata da qualche serio impedimento e che pertanto appare come una presa di distanza dal nucleo di valori nazionali comuni che la Festa della Repubblica intende ricordare e celebrare, a cominciare dal valore dell'unita nazionale riconquistata anche attraverso una dura lotta popolare di liberazione e dai principi di democrazia e dignità delle persone su cui è poi stata basata la Costituzione della Repubblica..
Ma in questo modo, fra l'altro, se, come ha scritto Magnaschi, gli immigrati ci scrutano per capire quali elementi di identità italiana dovranno diventare patrimonio, se non di loro stessi, almeno dei loro figli, proprio quegli uomini politici e di governo che pretendono una rapida integrazione degli immigrati ai valori caratteristici del nostro Paese, non hanno poi in realtà alcun sistema di valori comuni nazionali da proporre, se non scampoli d'occasione e modelli di furberia.

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TommasoFoti
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