Data: 06/03/2010
(elma) Il 22 marzo si riunirà la Consulta delle tredici Province del Po: l'obiettivo del consiglio provinciale, su proposta dell'onorevole Tommaso Foti (Pdl), è di arrivare all'appuntamento con un documento che, sottoposto e condiviso dalle altre 12 province rivierasche, riesca ad analizzare chiaramente la situazione che si è creata dopo quel drammatico "mercoledì nero", quando nel Po arrivò l'onda di idrocarburi dal Lambro, e contribuisca a colmare le lacune gestionali che l'emergenza ha fatto emergere.
«La situazione è caotica. Lo dimostra il fatto - ha spiegato l'onorevole Foti - che ci sono stati summit in Prefettura con una novantina di partecipanti. È mancata un'autorità con poteri effettivi: la sensazione è che tutti avessero lo stesso grado di potere». Per Foti, inoltre, un elenco delle aziende considerate pericolose non è sufficiente: «Non basta un censimento, ci vuole un monitoraggio costante, qualcuno che le controlli. Le attività industriali abbandonate devono essere messe a norma o in sicurezza. Siamo sicuri ad esempio che la Tamoil di Cremona a due passi da noi non corra rischi? Ci vorrebbe un'attività di controllo più serrata».
Un'altra criticità è stata sollevata da Bergonzi (Pd): «I salsicciotti assorbenti sono arrivati da Bologna, perché qui non c'erano? Creiamo un presidio per l'emergenza a Piacenza con materiali adeguati». Per Francesco Marcotti (Pdl) non c'è «salsicciotto che tenga con la corrente del Po (il salsicciotto utilizzato nell'emergenza viene solitamente usato in mare, ndc), occorre un piano di emergenza adeguato. Proprio ora che avevamo riscosso successo alla Bit di Milano, non bruciamo la nostra immagine: sul Po sono accorse molte televisioni straniere, cerchiamo di dimostrare che possiamo sanare anche i postumi dell'emergenza». Duro infine l'intervento dell'ex presidente Gianluigi Boiardi: «Il Lambro è profondo pochi metri, sarebbe stato facile intervenire all'origine del problema. Isola Serafini ha bloccato il disastro ma ora gran parte del materiale si è depositato sul nostro fondo». Il consigliere provinciale Massimiliano Dosi (Lega Nord) ha infine focalizzato l'attenzione sul lavoro meritorio che tutti gli organi coinvolti hanno saputo affrontare senza tregua.
