Data: 19/06/2009
E finalmente il "ponte" con il sottosegretario Guido Bertolaso ha funzionato. Nel corso della giornata di ieri, dopo l'incontro in prefettura a Piacenza e le perlessità sull'atteggiamento governativo espresse dal sindaco Reggi, si è avuta una schiarita: lo stato d'emergenza per il viadotto piacentino crollato dovrebbe arrivare entro una decina di giorni. Ne danno notizia gli onorevoli Paola De Micheli del Partito Democratico e Tommaso Foti del Popolo della Libertà, impegnati insieme a far pressing perché venga dichiarato lo stato d'emergenza.
«Nella giornata odierna (ieri per chi legge, ndr) abbiamo avuto un colloquio telefonico con il sottosegretario Guido Bertolaso - riferiscono gli onorevoli - in merito all'urgentissima dichiarazione dello stato d'emergenza, richiesta al Governo nazionale, relativa al crollo del ponte sul fiume Po. Nell'occasione, abbiamo avuto modo di sottolineare l'assoluta ed improrogabile necessità di questo atto da parte del Governo, una questione emersa anche oggi (ieri, ndr) in Conferenza dei Servizi».
Questo atto, spiegano De Micheli e Foti, permetterebbe infatti non solo di accelerare le pratiche relative alla ricostruzione del vecchio ponte crollato, ma anche di trovare importanti soluzioni circa eventuali ammortizzatori sociali in favore delle aziende che operano nelle zone commerciali e artigianali che stanno subendo un grave danno da questo evento.
Dunque, si potrebbe raggiungere il risultato di bypassare certe procedure ordinarie e vincolistiche e alleggerire la situazione di chi ha visto fortemente penalizzata la propria situazione occupazionale in virtù del collegamento interrotto.
«Da parte sua - proseguono Foti e De Micheli - il sottosegretario ci ha confermato la sua ferma volontà di arrivare alla firma del Decreto entro un massimo di 10 giorni, garantendo anche la disponibilità ad un incontro istituzionale sulla questione».
Fin qui le rassicurazioni. «Come onorevoli piacentini, abbiamo piena consapevolezza della situazione e continueranno naturalmente ad impegnarci - è l'impegno - e a vigilare affinché la questione si avvii ad una conclusione rapida ed efficace, quanto più in linea con la posizione degli enti locali e all'altezza delle aspettative delle realtà produttive e delle comunità del territorio interessato».
