Data: 21/07/2009
«Rischio occupazionale» per il Polo di mantenimento pesante. Su mille dipendenti civili, circa la metà potrebbe perdere il lavoro «in poco tempo». È il sindaco Roberto Reggi a farsi voce di un problema che potrebbe nascere per il «ridimensionamento» delle strutture militari piacentine. Così, per poter attivare le giuste decisioni, «verrà chiesto con una lettera l'intervento del ministro della Difesa Ignazio La Russa a Piacenza (presumibilmente per settembre) e dello Stato maggiore dell'esercito per capire quali siano le intenzioni del governo».
È questa la decisione più importante scaturita ieri a palazzo Mercanti durante il tavolo di concertazione sul polo militare. All'assise, oltre al primo cittadino, hanno partecipato alcuni parlamentari piacentini - Tommaso Foti (Pdl) e Maurizio Migliavacca (Pd) -, il consigliere regionale Nino Beretta, il presidente della Provincia Massimo Trespidi e il vicesindaco Francesco Cacciatore, oltre alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. «L'incontro si è svolto in un clima sereno e costruttivo - dice il primo cittadino -. Il Polo militare piacentino è l'unico vero rimasto in Italia, anche se ormai va ripensato. Certo, "esternalizzare" molte attività è possibile solo se all'interno c'è un presidio di qualità elevata». Il Comune, dunque, assieme ai parlamentari piacentini, ha necessità di sapere «quale siano le intenzioni del governo sul Polo», per muoversi di conseguenza e capire «come investire» nel nuovo stabilimento.
Un «ridimensionamento», tuttavia, lascerebbe spazio a una drastica riduzione del personale civile, evento da «fronteggiare con un turn-over intelligente», afferma Reggi. «In ogni modo - continua il primo cittadino -, siamo tutti impegnati a chiedere l'impegno del ministero per evitare l'impoverimento di una ricchezza della città».
Convergenza d'intese bipartisan, dunque. Il primo atto della partita si gioca oggi a Roma, con un incontro con il sottosegretario di Stato alla Difesa, Guido Crosetto, per un primo ragionamento sulle aree. Negli equilibri di permute - gli scambi che restituiranno a Piacenza alcune zone militari offrendone all'esercito altre - sembra chiara la strategia dell'amministrazione: la punta di diamante, da non perdere, è il Laboratorio Pontieri in piazza Cittadella.
«È in una posizione eccezionale - sottolinea Reggi -, da usare potenzialmente per un parcheggio e per attività culturali». Concorde il giudizio di Foti sull'importanza dello spazio dei Pontieri: «Ma quello che ci preme avere, prima - dice -, è una proposta del modello di Polo che lo Stato maggiore vuole insediare». Sulla questione interviene anche Massimo Polledri, parlamentare della Lega Nord, che «sarà presente all'incontro con Crosetto». L'esponente del Carroccio auspica che sulla partita delle aree militari «non ci siano furbetti e ritardi», e invoca «al più presto» un altro tavolo «con i parlamentari piacentini».
Alessandro Rovellini
