Data: 16/11/2009
di MARTA TARTARINI
"Il virus H1N1 provoca un'influenza lieve", addirittura meno pesante di quella stagionale. Il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio, invita a non farsi prendere dal panico, ma sull'influenza A in molte parti del paese si registrano episodi preoccupanti e episodi di disorganizzazione. Per ricevere informazioni su come curare e prevenire è attivo un sito (www. fermailvirus. it) e il numero 1500, operativo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18. Fazio fa notare che "le influenze sono per definizione malattie che fanno anche vittime" ma questa le "sta provocando in modo limitato, meno delle influenze stagionali". Colpisce più i bambini, afferma Fazio, perché ha un ceppo virale completamente nuovo, che "non trova dei ricordi immunitari nei bambini".
Il deputato Pdl, Tommaso Foti, sottolinea che alla diffusione dei virus influenzali "segue spesso il decesso di coloro che risultano particolarmente indeboliti nel fisico e nelle difese immunitarie. Mi pare che l'influenza H1N1 si stia purtroppo comportando nello stesso modo: in ogni caso, sia per contrastare le influenze tradizionali sia per questa si può ricorrere ai vaccini, di indubbia efficacia".
Foti aggiunge che è "controproducente lasciarsi guidare da facili allarmismi, che non fanno altro che preoccupare i cittadini e riempire i pronti soccorsi, con la conseguenza che le patologie davvero gravi rischiano di non essere trattate con adeguata perizia". L'influenza A è "certamente una pandemia, come le altre, ma proprio per questo va contrastata efficacemente lasciandosi guidare nelle scelte dal personale medico, anziché volersi sostituire a quest'ultimo senza avere adeguate competenze". In questo senso l'azione del governo "si muove lungo una duplice direzione: evita di fomentare inutili allarmismi, mette a disposizione adeguate quantità di vaccino".
Anche per il leghista (medico) Massimo Polledri "occorre affrontare la pandemia evitando facili allarmismi; il governo ha immediatamente assunto tutte le misure necessarie per fronteggiare la diffusione della nuova influenza e tutelare la salute dei cittadini. Ad oggi, grazie alla tempestiva azione di contenimento del virus intrapresa dall'apposita Unità di Crisi, la situazione è assolutamente sotto controllo".
A tal proposito, per fronteggiare l'ondata epidemica "ha preso il via la vaccinazione del 40% della popolazione italiana a partire dai lavoratori dei servizi essenziali, come il personale sanitario, e delle categorie a rischio di complicanze, ossia bambini e adulti con malattie croniche nella fascia di età dai 6 mesi ai 64 anni, donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre". Infine, il deputato della Lega ricorda che "la percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati è dello 0,0043% contro lo 0,2 dei decessi correlati alla normale influenza stagionale. Dei 34 decessi avvenuti, tutti i soggetti, tranne uno, presentavano gravi patologie pregresse". Insomma, "il monitoraggio in atto della campagna vaccinale e il contributo di tutti per la prevenzione aiuteranno a scongiurare complicanze nella salute pubblica e il diffondersi ulteriore del virus".
Dal Pd si fa notare la confusione dei messaggi arrivati all'opinione pubblica. Il Responsabile Organizzazione del Pd, Maurizio Migliavacca parla di "gestione confusa e disorganizzata: si è iniziato in estate a consigliare di vaccinarsi ma poi è emerso che non erano pronti i vaccini. C'è stato qualche problema nella valutazione o nella pianificazione dei vaccini o un'eccessiva drammatizzazione del tema". Migliavacca osserva comunque che "alcune regioni, come l'Emilia Romagna, stanno supplendo alle criticità, definendo criteri di priorità, ma non è così in tutte le aree del paese".
Per Paola De Micheli occorre "evitare allarmismi, dare informazioni chiare, senza reticenze, e gestire in maniera coordinata con gli enti locali l'emergenza"; questi sono gli "imperativi che devono guidare le azioni di governo per far fronte agli effetti dell'influenza A. Le informazioni date dall'esecutivo, soprattutto nella prima fase della diffusione del virus- continua la parlamentare del Pd- non sono state invece adeguate alla situazione, spesso sono state altalenanti. Si pensi all'ipotesi fatta balenare maldestramente di chiusura delle scuole". Poi, sottolinea, "è mancato il coordinamento puntuale con le Regioni. Ora la priorità è costituita dalla distribuzione del vaccino sul territorio nazionale in maniera tempestiva e uniforme, con l'obiettivo di raggiungere una copertura quasi totale delle persone a maggior rischio".
