Data: 29/06/2010
Il federalismo demaniale piace a tutti. A patto che non comporti costi per gli enti locali.
La prefettura di Piacenza ha invitato ieri tutte le amministrazioni del territorio a un incontro con Riccardo Uzzo (direttore del Demanio regionale) per cercare di fare luce sui principali aspetti che riguardano la il decreto legislativo con cui si concede allo Stato la possibilità di trasferire a Regioni, Province e Comuni aree, immobili e altri beni. L'elenco ufficiale sarà pubblicato sul sito dell'Agenzia del demanio entro il 22 dicembre prossimo.
Molti dei dubbi che accompagnano il provvedimento, però, non sono stati chiariti: Uzzo si è sostanzialmente limitato a leggere e spiegare tecnicamente i principali articoli della legge, dribblando però le domande degli amministratori presenti sugli aspetti più rilevanti, rimandando ogni risposta a un successivo decreto atteso per i prossimi mesi.
Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi ha così ribadito le sue perplessità: «Oggi non ci hanno assolutamente chiarito le idee - ha commentato - perchè nessuno ha ancora capito se il trasferimento sarà oneroso oppure no: il nostro timore è che chi prenderà in carico il bene, si potrebbe poi vedere ridotti i trasferimenti statali in misura proporzionale al suo valore. Un passaggio che nessun ente locale potrebbe accettare: noi siamo molto interessati ad entrare in possesso di aree e edifici demaniali presenti in città, ma solo se ci fosse la garanzia che ciò avvenisse a titolo gratuito».
Sul tema si è acceso il dibatto con il parlamentare del Popolo della libertà Tommaso Foti: «Il testo del provvedimento sul federalismo demaniale è molto esplicito - ha detto il deputato piacentino - e spiega come solo i beni che oggi costituiscono una rendita per lo Stato saranno oggetto della riduzione dei trasferimenti: in sostanza, se oggi il Comune paga una somma di affitto per utilizzare un edificio statale, una volta entrato in possesso della stessa struttura si vedrà scalata la cifra da quello che gli arriva da Roma. Mi sembra un principio logico che tutti possono comprendere e accettare. Basta leggere il decreto per togliersi ogni dubbio».
Ma Reggi e la parlamentare del Partito democratico Paola De Micheli non si fidano. «Purtroppo non abbiamo la certezza che non ci saranno costi per le amministrazioni locali - ha detto il primo - e nessuno a oggi non ci ha mai tolto in maniera inequivocabile questa preoccupazione». «A parte il rischio che in alcuni territori questa operazione si trasformi in una speculazione immobiliare - ha aggiunto la deputata Pd - ci sono alcuni paletti da fissare, a partire da una precisa regolamentazione delle destinazioni urbanistiche di aree e beni. Incognita costi: non credo sia casuale che dopo il flop delle cartolarizzazioni 2004, Tremonti voglia aspettare gli effetti della Finanziaria prima dell'ultimo decreto attuativo sul federalismo demaniale, previsto per fine anno: se non saranno soddisfacenti, potrebbero spuntare oneri per gli enti locali».
Ma Foti ha controribattuto: «Non ascolto i profeti di sventura, dico solo che siamo di fronte a una grande opportunità per Comuni, Province e Regioni, che possono recuperare patrimoni dello Stato per renderli produttivi e funzionali. La legge è chiara anche sulla riduzione dei trasferimenti. Mi pare più importante sottolineare che la valorizzazione dei beni trasferiti potrà avvenire anche tramite vendita e che il ricavato andrà per un quarto allo Stato e per il resto agli enti locali per l'abbattimento dei debiti. Se ci sarà speculazione, saranno le amministrazioni a metterle in atto».
Michele Rancati
