Data: 16/02/2006
Le truppe della sinistra antagonista sono in perenne fermento, fuoco disobbediente celato da tardive ceneri di sconfessione che i leader della sinistra, accecati dalla bramosia delle poltrone, spargono con titubanza e sospetta parsimonia.
Ma le sempre troppo tardive smentite dei caporioni comunisti, a fronte delle pericolose prese di posizione di schegge impazzite e sempre più numerose dei loro eserciti, non riescono a tacitare né il clamore di quelle azioni, né il fastidio e la preoccupazione che noi, dalla parte opposta, nutriamo.
Senza scomodare Caruso e Ferrando, nel giorno in cui Comune e Provincia di Piacenza, quasi per lavarsi la coscienza, celebrano - in ritardo - la giornata del ricordo, è giusto ritornare sul tema delle foibe.
Proprio a conferma di quanto sostenevo, pochi giorni fa sul sito dei giovani comunisti italiani compariva una serie di immagini dove veniva raffigurata l'azione di uno scarpone che schiacciava nelle buche carsiche le immagini di Hitler e di Mussolini, con la didascalia: Nelle foibe solo fascisti e spie! I nostri ricordi li riserviamo alle loro vittime"". Tralasciando l'errore storico del non considerare che nelle foibe finirono non solo fascisti, ma anche molti italiani non fascisti, antifascisti, partigiani, ebrei, donne e bambini, è da considerare come il leader del Pdci, Oliviero Diliberto, dopo alcuni giorni di imbarazzato silenzio, sia intervenuto tra vari distinguo a denunciare l'accaduto.
Ma quella dei giovani comunisti è solo la punta dell'iceberg di livore che ancora permane verso la causa e la vicenda umana delle genti d'Istria e Dalmazia: basta, ad esempio, farsi un giro su Indymedia, dove campeggia una grossa foto del maresciallo Tito, esaltato dalla didascalia e dove le foibe vengono trattate come fossero un accidente della storia e non l'esito tragico dell'ordine criminale dato dallo stesso Tito ai suoi soldati di spazzare via gli italiani in un'operazione di pulizia etnica di inaudita ferocia. Un'operazione che evidentemente miete sostenitori tra i frequentatori del sito Indymedia e non solo.
Ritornando al sito del Pdci, infatti, è giusto, seppur doloroso sottolineare gli interventi di alcuni visitatori: ""10-100-1000 foibe. Perché provare pietà per dei morti fascisti?"" scrive uno che si firma Ska e precisa di ""non essere uno stalinista, ma un no global"".
Se poi dal rivendicazionismo si passa al negazionismo ci si trova nelle farneticazioni dei marxisti leninisti italiani, secondo i quali nel settembre del 1943 non 15mila come furono, ma ""circa 500 fascisti italiani, slavi collaborazionisti e soldati tedeschi furono giudicati colpevoli di crimini contro la popolazione locale, passati per le armi dai partigiani slavi e italiani e i loto corpi infoibati"".
Fenomeni isolati? Non direi proprio se si pensa che lo scorso 10 febbraio si sono dovuti registrare i rifiuti di alcuni presidi di scuole superiori italiane di far commemorare le vittime delle foibe.
Fenomeni purtroppo non isolati e malcelati dalle tardive prese di distanza dei leader della sinistra costituzionale che, evidentemente, non riescono a celare un sentimento ancora troppo diffuso nella sinistra.
Fenomeni purtroppo ad appannaggio non solo di poche frange estreme, ma anche di chi riveste incarichi istituzionali e amministrativi; perdono ancora più valore le tardive e raffazzonate smentite di Diliberto e company, se solo 4 giorni fa, a Piacenza, nel momento in cui si commemorava in Consiglio provinciale il giorno del ricordo, il Consigliere di Rifondazione Comunista Magnani, invece di alzarsi in piedi come tutti gli altri, ha preferito allontanarsi dall'Aula...
A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre, dice un adagio. E con certi episodi alle spalle, forse ci si azzecca ancora di più.
