Data: 29/10/2009
E l'Agenzia delle Entrate, sull'annunciata tassazione delle borse di studio, ha fatto sapere ieri che «gli incentivi economici erogati agli studenti meritevoli tra i 14 e i 18 anni non costituiscono borse di studio tassabili quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente in quanto non sono finalizzati a sostenere la frequenza di specifici corsi di istruzione. L'Agenzia delle Entrate rivede l'interpretazione data con la risoluzione n. 156 del 12 giugno 2009, a seguito di una più approfondita analisi della materia effettuata su indicazione del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti». Sul punto era intervenuto ieri l'onorevole Pdl Tommaso Foti. «Eliminare l'iniquo balzello sulle borse di studio»: questa la richiesta avanzata dall'onorevole Foti in un'interrogazione presentata in Commissione al Ministro dell'Economia e delle Finanze.
«La risoluzione n. 156/E del 12/06/2009 dell'Agenzia delle Entrate - spiega l'on. Foti nell'atto di sindacato ispettivo - si occupa delle ritenute su incentivi corrisposti ai sensi del Decreto Legislativo 29/12/2007, n. 262 - Eccellenza degli studenti nei percorsi di istruzione - qualificando come redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente ?le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio'». «Proprio nel momento in cui - da più parti - si inneggia giustamente alla meritocrazia, il balzello sulle borse di studio pare una delle tante iniquità che contraddistinguono il sistema fiscale italiano». A fronte di ciò, Foti aveva chiesto al Ministro Tremonti se non ritenga «di assumere urgenti iniziative volte ad impedire forme di accattonaggio di Stato, tra le quali ricade questa».
